Casa della Salute e PIT al centro della riunione: presenti l’Onorevole Morassut e la responsabile nazionale Salute Marina Sereni: l’intervista
Sanità, oggi incontro PD a Ladispoli. Paliotta: “La sanità territoriale è la prima risposta ai bisogni dei cittadini” –

di Marco Di Marzio
Oggi, venerdì 19 dicembre alle ore 18:00, si terrà a Ladispoli un incontro pubblico dedicato alla sanità territoriale e alle proposte del Partito Democratico in materia di salute. L’appuntamento, promosso dal PD locale nell’Aula Consiliare di Piazza Falcone, vedrà un confronto aperto con i cittadini su uno dei temi più sensibili e urgenti per il territorio: l’accesso alle cure e il funzionamento della sanità di prossimità.
All’iniziativa parteciperanno esponenti di primo piano del Partito Democratico a livello nazionale, regionale e locale. Saranno presenti Roberto Morassut, deputato della Repubblica, e soprattutto Marina Sereni, responsabile nazionale Salute della Segreteria del PD, a sottolineare l’attenzione del partito nazionale verso le criticità e le potenzialità della sanità territoriale nel litorale nord della provincia di Roma.
Interverranno inoltre Michela Califano, consigliera regionale del Lazio, Emiliano Minnucci, della Segreteria PD della Provincia di Roma, e Paola Orelli, vicesegretaria del PD di Cerveteri.
L’incontro sarà introdotto da Fabio D’Annunzio, segretario PD di Cerveteri, e moderato da Giacomo Maria De Vito, vicesegretario del PD di Ladispoli.
Al centro del dibattito ci sarà il PIT – Presidio Integrato Territoriale, comunemente noto come Casa della Salute, struttura strategica per garantire un’assistenza sanitaria efficace, continua e vicina ai cittadini, soprattutto in un territorio come Ladispoli, interessato da una crescita demografica costante.
In vista dell’incontro, abbiamo rivolto alcune domande a Crescenzo Paliotta, segretario del PD di Ladispoli, consigliere comunale ed ex sindaco, da tempo impegnato sui temi della sanità territoriale.
Qual è la situazione attuale del PIT / Casa della Salute a Ladispoli?
La situazione è, per certi aspetti, prevedibile: l’area del PIT è interessata da lavori in corso e questo ha comportato una riduzione e una riorganizzazione dei servizi. Alcuni sono stati ridotti, altri – in particolare quelli di tipo amministrativo – sono stati spostati a Cerveteri. Se tutto questo fosse legato esclusivamente alla conclusione dei lavori, sarebbe anche comprensibile. Quello che invece preoccupa seriamente è la scomparsa del Posto di Primo Intervento e il fatto che, da quanto risulta, per la ASL questa decisione appaia definitiva.
Quali sono oggi le principali difficoltà per i cittadini?
Al di là della grave mancanza del Posto di Primo Intervento, la difficoltà maggiore riguarda i tempi di attesa per le visite specialistiche. È un problema nazionale, ma in un territorio come il nostro, che ha conosciuto un fortissimo incremento abitativo, si avverte in maniera ancora più pesante. Sentirsi dare un appuntamento a un anno di distanza, anche per casi relativamente urgenti, equivale di fatto a non ricevere alcuna risposta dal servizio pubblico e costringe molte persone a rivolgersi alla sanità privata.
Che cosa dovrebbe essere realmente una Casa della Salute?
La Casa della Salute, così come prevista dalle leggi nazionali e regionali, dovrebbe garantire tutte le risposte sanitarie e sociosanitarie che non richiedono il ricorso all’ospedale. Parliamo della gestione delle piccole urgenze, dei cosiddetti codici bianchi, delle visite specialistiche e dell’assistenza nelle dimissioni ospedaliere, quando il paziente necessita di una fase ulteriore di cura che non può essere svolta a domicilio.
Per questi casi è previsto anche l’Ospedale di Comunità, con circa 20 posti letto, che non devono essere confusi con quelli di un ospedale generale. In questa fase di assistenza post-ospedaliera – ma non solo – è centrale il ruolo della medicina di base, che deve essere pienamente integrata nel sistema territoriale.
A che punto è il progetto PIT a Ladispoli?
Il progetto, allo stato attuale, risulta incompleto. L’assenza di servizi fondamentali, a partire dal Posto di Primo Intervento, svuota di significato il modello stesso di Casa della Salute e ne limita fortemente l’efficacia per la comunità.
Qual è il ruolo del Comune e della ASL nella sanità territoriale?
È necessario uscire da un equivoco che negli ultimi anni si è diffuso soprattutto a Ladispoli: non sono i Comuni a costruire ospedali o Case della Salute. È quindi sbagliato – e crea illusioni – che ad ogni campagna elettorale un sindaco prometta la realizzazione di un ospedale, peraltro senza aver costruito una vera massa critica con gli altri sindaci del territorio nei confronti della Regione.
Detto questo, i sindaci hanno comunque un ruolo importante, perché partecipano all’Assemblea dei Sindaci della ASL, che esprime valutazioni e indirizzi operativi al Direttore Generale. Alla luce dei risultati ottenuti, riteniamo che la collaborazione tra ASL e Comune di Ladispoli non sia stata finora sufficientemente concreta ed efficace.
Quali sono le proposte del Partito Democratico?
Nel convegno di oggi ribadiremo le nostre proposte, coerenti con le linee del PD a livello nazionale, regionale e locale. Non a caso saranno presenti esponenti della Direzione nazionale e del Parlamento, come Roberto Morassut e Marina Sereni, a testimoniare l’attenzione del partito verso questo territorio.
Ricorderemo anche quanto il PD ha già fatto a Ladispoli: siamo stati protagonisti delle giunte comunali che hanno istituito il Pronto Soccorso comunale nel 1979, messo a disposizione l’area dove oggi sorge il 118 – che per 25 anni è stato il PIT – realizzato l’eliporto e avviato l’intero progetto della Casa della Comunità, finanziato dalla Regione quando era guidata dal centrosinistra.
Le nostre proposte oggi sono chiare:
- la riattivazione di un Punto di Primo Intervento, qualunque sia la denominazione, come riferimento certo per il territorio;
- l’aumento delle ore di specialistica territoriale, oggi del tutto insufficienti;
- una integrazione efficace tra sanità e servizi sociali, che sarà ulteriormente rafforzata dalla nascita del Consorzio tra Ladispoli e Cerveteri per i servizi sociali.









