L’intervista a Corrado Battisti, il naturalista referente della Palude di Torre Flavia
ll granchio blu è un pericolo mortale per la Palude di Torre Flavia – di Giovanni Zucconi
Qualche girono fa abbiamo pubblicato un articolo che, partendo dal proposto abbassamento dell’IVA sulle ostriche, abbiamo parlato degli importanti impatti economici e faunistici causati dalla presenza del granchio blu nelle nostre coste. Potete leggere l’articolo qui.

Il granchio blu si è purtroppo diffuso su tutte le coste italiane. Anche sul nostro litorale. In particolare, desta grandi preoccupazioni per l’impatto devastante che potrebbe avere sul “Monumento naturale della Palude di Torre Flavia”. Un ecosistema fragile, e sempre sotto attacco su più fronti. Adesso, purtroppo, la palude è minacciata anche dall’ingombrate presenza del granchio blu.
Per saperne qualcosa di più, abbiamo intervistato Corrado Battisti, il naturalista referente Palude di Torre Flavia, che ringraziamo per la sua disponibilità.

Secondo lei come è arrivato sulle nostre coste il temibile “granchio blu”?
“Il granchio blu è una specie di crostaceo originaria dell’Atlantico settentrionale. Che si trova anche in alcune zone dell’America centrale e meridionale. La diffusione di questa specie nel Mediterraneo è avvenuta probabilmente negli ultimi dieci o quindici anni, attraverso le acque di sentina delle navi. Durante la pulizia delle stive, queste navi raccolgono acqua nell’Atlantico e trasportano uova di granchio, che possono essere rilasciate poi nel Mediterraneo. Quindi, è possibile che il granchio blu sia arrivato nei nostri mari proprio tramite questa procedura. Perché comunque prima non era neanche allevato da noi.”
Che cosa sta succedendo nel nostro litorale? Siamo anche noi sotto attacco del granchio blu?
“Circa cinque anni sono stati osservati alcuni esemplari di granchi blu a Passoscuro e a Santa Marinella. Ma già da qualche anno erano noti in Sicilia e in Puglia. Ma nel Lazio non erano ancora presenti. Circa tre o quattro anni fa, questi granchi sono arrivati nella nostra regione e tre anni fa abbiamo trovato le prime sei femmine cariche di uova nei canali davanti a Torre Flavia. Da quel momento la loro presenza è esplosa. La specie si è diffusa rapidamente, dato che ogni femmina può deporre fino a 10.000 uova.
Ora purtroppo i granchi sono presenti lungo tutto il nostro litorale. Sia nel mare che negli estuari dei fossi. Perché spesso le femmine depongono le uova nelle foci dei fiumi. Abbiamo trovato granchi anche nei canali che sfociano nel mare. Lo Zambra è pieno, e il Vaccina anche. Così come sono pieni di granchi blu i fossetti della palude.
Ma quale è l’effetto sulla fauna della Palude di Torre Flavia?
“L’impatto è potenzialmente devastante. Il granchio blu è un grandissimo predatore del fondale. Attaccano tutto ciò che sta sul fondale: crostacei e molluschi. Quindi sostanzialmente tutti gli animali con conchiglia vengono predati attivamente. Questo per noi rappresenta un grosso problema. Perché noi abbiamo le secche di Tore Flavia, a due chilometri al largo, che sono ricche di vita. E su queste il granchio blu può veramente creare un impatto pesante. Nel senso che può divorare tutta la moltitudine di animali del fondo. Ma può distruggere anche le piante. Questa è la nostra paura.”
Abbiamo già esempi in Italia di queste distruzioni?
“Nel nord Italia sono stati attaccati gli allevamenti di cozze e di mitili. È successo anche ad Orbetello. In queste aree l’impatto è stato notevole, perché il granchio blu spacca le conchiglie dei molluschi.”
Lei, se non mi sbaglio, sta parlando di pericolo. Quindi la palude di Torre Flavia non è stata ancora attaccata veramente
“Il granchio è già entrato nella palude principalmente durante le mareggiate. Poiché la palude è d’acqua dolce ma, nelle occasioni di mareggiata, vi penetra l’acqua salata creando un ambiente salmastro. Questo granchio si adatta bene all’acqua salmastra, ecco perché è riuscito a stabilirsi anche nella palude. Tuttavia, quando le piogge riportano l’acqua della palude alla sua condizione originaria di acqua dolce, il granchio tende ad andare via.
Una cosa che abbiamo notato è che molto diminuita la presenza del gambero americano. Il famoso gambero killer. Anche questa è una specie aliena e dannosa. Crediamo che questa forte diminuzione, sono quasi scomparsi, sia legata proprio alla presenza del granchio blu, che lo ha attaccato.”
Voi state prendendo qualche misura per evitare che il granchio blu entri definitivamente nella palude di Torre Flavia?
“Non abbiamo ancora deciso come procedere. La cattura sembra oggettivamente inefficace. Perché eliminare molti esemplari, ma lasciare anche una sola femmina con le uova, può portare a una nuova popolazione di 10.000 individui l’anno successivo. Al momento, non siamo ancora attivi su questa questione, ma stiamo valutando la possibilità di un prelievo continuo.”
In quale modo la popolazione può contribuire a contrastare questo fenomeno?
“Quando vedo la gente pescare i granchi blu, li lascio fare. Anche se sono nel parco. Basta che non entrino nei canali dove potrebbero disturbare gli uccelli acquatici. Ma nei canaletti che sfociano alla torre, dove è pieno di granchi blu, se li pescano va bene. I granchi blu, più li rimoviamo, e meglio è.”










