CerveteriCittà

“Ci sono troppi giovani che vivono un disagio sociale e mentale”





L’intervista ad Eleonora Luciano, consigliera del Consiglio Comunale dei Giovani di Cerveteri

di Giovanni Zucconi

Io ho una passione per i giovani che si preparano a raccogliere, ognuno con la propria competenza, il testimonedella gestionedella nostra Società. È una passione, e una speranza si spera ben riposta, che è quasi obbligata. Il futuro è loro. E parte del loro futuro coinciderà con quello di chi, come me, dovrà delegare loro le proprie attuali attività e responsabilità.

Ammetto che, nella mia attività di giornalista, nell’ambito della Politica, non ho mai incontrato giovani particolarmente entusiasmanti. Non perché non fossero di valore,o perché mostrassero delle lacune. Ma perché capivi che erano giovani solo dal loro abbigliamento. Il resto, approccio ai problemi, idee e proposte, non si distinguevano molto da quelle dei loro “colleghi” politici o amministratori più anziani.

Ci ho riprovato con Eleonora Luciano, l’attuale capogruppo della lista “Onda nuova”del Consiglio Comunale dei Giovani di Cerveteri. Lista che, con i suoi dieci consiglieri, è la lista di maggioranza. La ragazza, giovanissima, abita a Valcanneto e frequenta un corso di laurea in Economia e Finanza.

Come è andata l’intervista? Direi molto bene. Eleonora è una ragazza timida, ma con la forza di chi le risposte deve sempre trovarle. Anche se,correttamente, si prendeva qualche volta il tempo di trovare la risposta più giusta. Ma quando si parlava di giovani, come dovrebbe essere, le risposte erano immediate e ben circostanziate.

Su un punto ho portato a casa addirittura più consapevolezza della portata del problema affrontato. Un tema che Eleonora Luciano può osservare, grazie alla sua giovane età, da una posizione privilegiata: quello del disagio sociale e “mentale” dei giovani. Tema che, la cronaca di queste ultime settimane, ha portato drammaticamente alla ribalta.

Ma leggiamo l’interessante intervista che la giovane consigliera ci ha gentilmente concesso

“Ci sono troppi giovani che vivono un disagio sociale e mentale”
“Ci sono troppi giovani che vivono un disagio sociale e mentale” – Eleonora Luciano

Quante riunioni del “Consiglio comunale dei giovani” avete tenuto fino ad adesso?

“Abbiamo svolto due sedute del Consiglio finora. La prima è stata dedicata alla scelta del Presidente e del Vicepresidente. Nella seconda, invece, ci siamo concentrati su temi più operativi: abbiamo proposto il Regolamento, discusso le Commissioni e nominato i capigruppo. Personalmente, sono stata nominata capogruppo, ed è un grande onore per me, in quanto mi permette di rappresentare il gruppo e i suoi ideali. Questa nomina rappresenta un segno di fiducia da parte dei miei colleghi, che riconoscono in me qualità specifiche.E questo mi rende molto orgogliosa. Essere capogruppo mi consente di incidere in modo diretto sui lavori, e di guidare il gruppo verso gli obiettivi che ci eravamo prefissati in campagna elettorale.”

Quindi, lei ha già avuto qualche esperienza iniziale delle dinamiche di questo Consiglio dei giovani. Qual è la sua prima impressione su questa nuova realtà?

“La mia impressione è positiva, ma è evidente che siamo solo agli inizi. C’è un certo entusiasmo ma anche una generale inesperienza.Ognuno di noi deve imparare molte cose, e io non faccio eccezione. Per me, anche la campagna elettorale è stata un’occasione di importante crescita personale. Prima di questo percorso ero un’altra persona.Ora mi sento cresciuta e maturata. Allo stesso tempo, vedo in tutti i membri del Consiglio un sincero interesse per varie tematiche. Tenendo conto di questo, abbiamo strutturato il nostro lavoro in sette Commissioni, e ognuno è stato assegnato a quella più affine ai propri interessi.Per esempio, a chi è appassionato di tecnologia è stata assegnata la Commissione pertinente. In questo modo, ogni membro può lavorare su ciò che gli sta più a cuore, garantendo un impegno appassionato. Come dovrebbe sempre essere in Politica.”

Lei in quale Commissione è stata inserita?

“Faccio parte della Commissione Eventi. Penso sia un ambito fondamentale per mantenere viva la tradizione locale, e per avvicinare i giovani alle iniziative culturali del nostro paese.”

Secondo lei, in questo Consiglio dei giovani ci sono dei potenziali futuri amministratori del comune di Cerveteri?

“Penso di sì, anche se non si può mai dire con certezza. Alcuni di noi sono qui proprio perché vogliono fare qualcosa di concreto per i giovani e per Cerveteri. Magari ora vedono il Consiglio come un’esperienza limitata al nostro Comune.Ma chissà, potrebbero scoprire una passione più profonda e decidere di continuare questo impegno in futuro. Penso che per alcuni di noi questa esperienza potrebbe diventare un primo passo verso ruoli amministrativi importanti.”

Ho sempre avuto una mia personale percezione riguardo ai giovani politici: spesso mi danno l’impressione di voler imitare i politici adulti.Sia nei modi, che nelle idee che propongono. Vedo che spesso ripropongono schemi di pensiero e di soluzioni già esistenti, piuttosto che offrire prospettive veramente fresche e innovative. Credi che con questo Consiglio dei giovani si possa cambiare questa tendenza?

“Credo che dipenda molto dalla personalità individuale. Alcuni, probabilmente, si ispirano a modelli politici consolidati, cercando di replicarne le idee e i comportamenti, perché li vedono come punti di riferimento affidabili. Altri, invece, hanno una mentalità più vivace e originale, con idee più legate al loro mondo giovanile. In fondo, è positivo che ci siano approcci diversi, perché la diversità rende il dibattito più ricco e stimolante.”

Lei ha ragione, ma sarebbe bello e utile che ci fosse qualcuno in grado di proporre delle soluzioni nuove, e non basate sui soliti schemi degli ultimi 30 o 40 anni. Se a Cerveteri i problemi sono sempre gli stessi, evidentemente bisogna cambiare le soluzioni proposte. E cambiare il modo di approcciare il problema. Questo lo ci si aspetta da una classe di politici più giovani

“Concordo. Penso che noi giovani abbiamo delle qualità importanti da portare nel Consiglio.Come la capacità di comprendere meglio i problemi dei nostri coetanei, e di proporre soluzioni che rispondano alle loro esigenze. E anche io penso che, nel Consiglio comunale, dobbiamo esprimere la nostra gioventù. Per ringiovanire la nostra città e per dargli una nuova speranza.Per questo dobbiamo riuscire a fare avvicinare i giovani alla Politica, e a farli interessare di più ai problemi della nostra città, È per questo che è importante, per me e per tutti noi, tenere a mente che la politica deve essere fatta per passione, e per interesse del bene comune, non solo per ambizione personale.

Lei, quindi, conferma quello che ci aveva detto nella precedente intervista. L’obiettivo più importante per lei sarà quello di avvicinare i giovani alla Politica, e farli interessare di più alle problematiche della nostra città

“Noi giovani saremo il futuro di questa città. E quindi è necessario farli avvicinare e farli rendere più consapevoli dei problemi che ci sono. Purtroppo,il momento storico non ci aiuta. Ci sono troppi giovani che vivono un disagio sociale e mentale. Noi, come Consiglio comunale dei giovani dobbiamo impegnarci a trovare una soluzione a questo disagio. Anche se sicuramente non è un problema di facile soluzione. Èpurtroppo un grande problema. Dobbiamo cercare soprattutto di non fare sentire soli i giovani, perché sono convinta che tanti problemi nascano dalla solitudine. Purtroppo,dopo la pandemia sono aumentati e si sono aggravati questi casi di disagio mentale nei giovani.”

Può approfondire meglio questo tema delicato della salute mentale dei giovani? Pensa che possa essere un tema prioritario per la tua attività politica?

“Assolutamente sì. La salute mentale è fondamentale, soprattutto per i giovani. Se una persona non è serena mentalmente, difficilmente può dare il meglio di sé. In passato, c’era una solidarietà sociale che aiutava a sentirsi meno soli.Ma oggi ci si sente più isolati. Questo isolamento è spesso causa di disagio. Quindi, come ho detto in altre occasioni, il nostro impegno deve includere la sensibilizzazione sul benessere mentale e la creazione di reti di supporto. Inoltre, troppi giovani si sentono soli o hanno difficoltà a esprimere le proprie passioni e interessi. Credo che lavorare per una maggiore integrazione sociale, e creare opportunità di dialogo, possano fare la differenza.”

Quale è il suo sogno o il suo programma per Cerveteri?

“Mi piacerebbe molto vedere Cerveteri diventare una città più dinamica e interessante per i giovani. Sono convinta che sia necessario rinnovare alcune iniziative locali per renderle più attraenti, e al passo con i tempi. Vorrei mantenere le tradizioni, ma dare loro un “tocco di novità” per coinvolgere i giovani.Così che possano sentirsi più legati alla loro comunità e continuare a portare avanti ciò che di bello abbiamo qui.”

Ci sono già idee o progetti concreti a cui lei hai pensato?

“Sì, in effetti sì. Durante la scorsa intervista le avevo accennato all’idea di un parco dedicato al “calisthenics”. Mi piacerebbe portare questo progetto all’attenzione del Consiglio comunale.Ma ci sono ancora tanti dettagli da valutare, come la possibilità di ottenere finanziamenti e l’effettiva fattibilità. Tuttavia, è un’idea a cui tengo molto e spero di poterla realizzare.”

Pensa che, contrariamente a quanto accade nella politica “dei grandi”, si possa costruire una collaborazione reale e costante tra tutti i membri del Consiglio comunale dei giovani, indipendentemente dai gruppi di appartenenza?

“Spero vivamente di sì. È vero che apparteniamo a gruppi diversi, con ideali differenti, ma credo sia possibile trovare un terreno comune su cui lavorare insieme. Il mio obiettivo è promuovere la collaborazione tra tutti noi. Per esempio, ogni Commissione include anche membri dell’opposizione. Io, come capogruppo, mi impegnerò ad ascoltare le idee di tutti e a trovare dei punti d’incontro, perché ritengo che un Consiglio giovanile dovrebbe differenziarsi dal Consiglio comunale “dei grandi”, e puntare su uno spirito di unità e collaborazione. In fin dei conti, il nostro obiettivo comune è migliorare la qualità della vita dei giovani di Cerveteri.”

Sarebbe davvero un bel segnale. La politica locale, e non solo, è spesso caratterizzata da divisioni rigide.Ma sarebbe bello vedere un Consiglio giovanile capace di proporre soluzioni comuni, senza lasciarsi influenzare dalle tradizionali barriere tra maggioranza e opposizione.

“Sono d’accordo. Voglio dare il massimo per costruire una collaborazione autentica. Vorrei che il nostro Consiglio riuscisse davvero a distinguersi da quello “dei grandi”, e che fosse percepito dai giovani come qualcosa di utile e concreto.”

Ma potrete fare poco se non coinvolgereteanche i giovani di Cerveteri

“È così. Penso che in primo luogo sia essenziale dare voce ai giovani, fargli sentire che contano e che possono fare la differenza nella comunità. Credo che spesso ci sia un senso di distacco, di invisibilità tra i giovani e il contesto politico. Molti di loro non sanno nemmeno che esista un Consiglio Comunale dei Giovani. Dobbiamo lavorare per renderci più visibili, coinvolgere attivamente i giovani, e ascoltarli su tematiche che sentono vicine. La comunicazione è cruciale: utilizzare piattaforme come Instagram ci permette di raggiungere i giovani in modo diretto, e credo sia importante. È quindi fondamentale creare spazi d’incontro e di dialogo, non solo per i giovani ma per tutti i cittadini. E questo implica un’interazione costante con i genitori, con gli anziani, e con la società in generale. Così facendo, siamo in grado di vedere il quadro completo dei bisogni e delle problematiche della comunità.”

Se lei diventasse Sindaca di Cerveteri. Quale sarebbe la tua prima iniziativa, la priorità che affronterebbe subito?

“E’ una domanda impegnativa. Mi piacerebbe iniziare ascoltando i cittadini, capire le loro priorità. Sarebbe un percorso di conoscenza per capire la direzione migliore da prendere. La mia visione è quella di rendere Cerveteri una città viva e attraente, soprattutto per i giovani. Ad esempio, abbiamo una città storica con un grande potenziale, ma alcuni luoghi, anche durante l’estate, mancano di vitalità. Credo sia fondamentale rendere più vivace la parte storica di Cerveteri, non solo attraverso eventi, ma anche incentivando la presenza di attività locali che attraggano sia residenti che turisti. E per questo è importante il ruolo degli imprenditori.”

Quindi soluzioni innovative per il turismo sono per lei un’altra priorità per Cerveteri

“Il turismo è una delle risorse che possiamo sicuramente sviluppare di più. Ad esempio, Civitavecchia è un porto frequentato da crocieristi provenienti da tutto il mondo, ma la maggior parte dei turisti si dirige verso Roma. Cerveteri, purtroppo, è vista come una città dormiente. Abbiamo bisogno di creare le condizioni per attrarre i turisti che cercano un’esperienza autentica, storica, ma anche vivace. Penso che la chiave sia avere infrastrutture che rimangano aperte fino a tardi, come ristoranti e bar, e incentivare eventi musicali, mostre, e attrazioni culturali. Inoltre, valorizzare il patrimonio storico con installazioni interattive e performance, renderebbe la città più accogliente e frequentata.”