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Manifestazione contro il proliferare della antenne a Cerveteri, Climati: “Installarle in aree urbane è sbagliato e pericoloso”





di Giovanni Zucconi

Sabato 23 marzo prossimo, si svolgerà a Cerveteri una manifestazione che ha l’obiettivo di coinvolgere tutti i cittadini su un tema che solitamente mobilita solo i diretti interessati. In particolare, mobilita chi si è visto installare un’antenna telefonica proprio davanti la sua casa. Come è successo, poco tempo fa, agli abitanti di Via dei Prati. Che, nel giro di 36 ore, si sono visti installare, proprio in mezzo alle loro case, un altissimo ripetitore telefonico di Iliad.

Nel frattempo, la decisa mobilitazione popolare ha accelerato gli iter amministrativi, e Cerveteri, la seconda città in tutto il Lazio, si è dotata di un Piano Antenne votato da tutto il Consiglio comunale. Un piano scritto con la partecipazione e il contributo dei vari comitati cittadini nati spontaneamente per difendere i diritti calpestati dalle installazioni selvagge delle antenne telefoniche.

Pur riconoscendo la bontà del Piano Antenne del Comune di Cerveteri, i comitati, come leggerete meglio nell’intervista che segue, ritengono che non si debba mai abbassare la guardia nei confronti delle compagnie telefoniche. Che sono portate, per motivi di business, a cercare strade che le permettano di evitare o anche solo di limitare i vincoli imposti dai regolamenti.

Per questo, i Comitati Uniti per la tutela del territorio e i cittadini di Via dei Prati, hanno organizzato, per sabato prossimo, la manifestazione ”2 ore insieme per il bene di Cerveteri”. Che si snoderà per le vie di Cerveteri, a partire dalle ore 17:00, con partenza dal palazzo del Granarone (Via F. Rosati).

Per conoscere meglio le ragioni di questa manifestazione, e il suo rapporto con il Piano Antenne del Comune di Cerveteri, abbiamo intervistato Luca Climati, uno degli organizzatori della manifestazione. Un’intervista interessante, e dai contenuti non scontati.

Manifestazione contro il proliferare della antenne a Cerveteri, Climati: "Installarle in aree urbane è sbagliato e pericoloso"
Manifestazione contro il proliferare della antenne a Cerveteri, Climati

Comincerei chiedendole le motivazioni che vi hanno spinto ad organizzare la manifestazione di sabato prossimo

“I motivi fondamentali sono tre. Innanzitutto, per la tutela della salute. Che è il bene più prezioso della popolazione. Recenti studi hanno sempre di più dimostrato che i campi di inquinamento elettromagnetico, quando sono elevati, possono pregiudicare la salute degli esseri umani. Soprattutto delle persone fragili, degli anziani e dei bambini. Per non parlare delle interferenze che possono avere sulle persone che hanno impiantato degli apparecchi di pacemaker. Quindi installare queste antenne in aree urbane densamente popolate, o accanto a residenze sanitarie, asili o scuole, è estremamente sbagliato e pericoloso.”

Ma sappiamo tutti che ormai non potremmo più fare a meno della telefonia mobile. Come potremmo quindi  fare a meno delle antenne telefoniche?

“Non deve fare l’errore di confonderci con chi dice di no, in assoluto, alle antenne a Cerveteri. Il 30 novembre 2023, il Comune di Cerveteri, credo il secondo nel Lazio, ha approvato il suo Piano Antenne. E alla sua stesura abbiamo partecipato anche noi. In questo piano si sono definite le condizioni affinché ci sia una ricezione ottimale in ogni parte del Comune di Cerveteri. Lo sappiamo anche noi quanto sia importante che, soprattutto in caso di emergenza, non ci siano aree scoperte dalla ricezione telefonica. Quindi il piano ha individuato tutte quelle posizioni in cui possono essere installate le antenne telefoniche in modo che ci sia copertura su tutto il nostro territorio.”

Messa così, il piano dovrebbe accontentare anche le aziende telefoniche

“Ma questo non accade perché loro, per pura speculazione, vanno ad installare le antenne in modo disordinato. Per business. Per profitto.”

Questa sua considerazione anticipa la mia prossima domanda: a cosa serve la vostra manifestazione di sabato, se già il Piano Antenne, al quale mi ha confermato che avete partecipato anche voi alla stesura, prevede esplicitamente di rivedere la posizione delle antenne già installate al di fuori dei siti previsti?

“Perché siamo in Italia, e la Storia ci insegna che è sempre valido il detto: “Fatta la legge, trovato l’inganno”. Per le aziende telefoniche che dispongono di una notevole capacità economica, è sempre facile trovare un escamotage. Chiunque abbia un terreno o un tetto può facilmente cedere alle loro offerte economiche.”

Questo vuole dire che un Piano Antenne non ci mette al sicuro dalle speculazioni delle aziende telefoniche?

“Non basta un Piano Antenne perché poi esiste una legislazione nazionale che tratta il silenzio assenso in maniera molto concessiva. Tanto per farle capire la situazione, appena varato il piano, sono subito scattati cinque ricorsi, da parte di diverse compagnie telefoniche. Il nostro avvocato ci ha fatto notare come il silenzio assenso previsto dalla legislazione nazionale sia penalizzante in queste situazioni. Non è detto che un Sindaco sia lì pronto a leggere e valutare subito tutti gli atti di intervento e le domande che gli vengono presentate. Per non considerare le sempre possibili pressioni economiche sui vari attori coinvolti.”

Aveva accennato a tre motivi per cui avete organizzato la manifestazione. Il primo è la tutela della salute pubblica. Gli altri due quali sono?

“Il secondo è la tutela del paesaggio, e il terzo, ma non ultimo, è la tutela del valore degli immobili dei cittadini. Che si deprezzano tantissimo se nelle vicinanze c’è un’antenna telefonica.”

Riprendendo la domanda di prima, se ho capito bene, lei dice che, anche se esiste un Piano Antenne del Comune di Cerveteri, che prevede una serie di attività per evitare che si possano installare antenne al di fuori degli spazi indicati dal piano, in questo momento è comunque necessario non abbassare la guardia. Perché è un attimo per le compagnie telefoniche trovare le strade per evitare di rispettare il nostro Piano Antenne

“Non bisogna illudersi che, in un paese deregolamentato come il nostro, basti a Cerveteri un Piano Antenne per evitare che le compagnie telefoniche non perseguano i propri interessi. Il piano Antenne ha creato un tavolo permanente di consulta tra i cittadini, noi dei Comitati uniti a tutela del territorio, e l’Amministrazione comunale. Ma questo tavolo ha un valore solo consultivo. L’unica cosa che, realisticamente, potrebbe fermare le multinazionali in un ricorso al TAR o in altre sedi giudiziarie è la pressione esercitata dalla minaccia di una cattiva pubblicità a seguito di una mobilitazione popolare. Consideri che l’Amministrazione di Cerveteri aveva proposto un sito alternativo a quello dove adesso è installata l’antenna su Via dei Prati. Un sito che, per noi, era anche migliore per la compagnia telefonica. Ma che è stato lo stesso bocciato. Quindi non basta vincere al TAR. Dobbiamo convincere le compagnie telefoniche che non gli conviene mettersi contro la comunità, ma che è meglio per loro mettersi seduti sedute intorno ad un tavolo, e decidere insieme dove mettere le antenne. Rispettando il Piano Antenne che abbiamo definito.”

Non vi conveniva intraprendere questo tipo di lotta insieme all’Amministrazione? Così sembra che si sia creato uno scollamento

“La risposta deve essere chiara e netta. Noi siamo un movimento indipendente dalla politica. Nel momento in cui noi privilegiassimo una bandiera, ci metteremmo contro la metà della popolazione. Il nostro scopo è unire tutta Cerveteri. Noi siamo già stati accusati di essere conniventi con l’attuale Amministrazione soltanto perché abbiamo fortemente voluto questo piano. Che tra l’altro è stato votato da tutto il Consiglio comunale.”

Pensa che la Politica ceretana aderirà alla vostra manifestazione?

“Io so che molti consiglieri di maggioranza e di minoranza parteciperanno. Ma è normale che dopo aver approvato qualcosa in Consiglio comunale, si scenda in piazza per difenderla”

Se ho capito bene, non ci sarà da parte vostra un disconoscimento del Piano Antenne

“Al contrario. La nostra è un’azione rafforzativa. Il primo striscione sarà proprio per chiedere un rispetto di sostanza del Piano Antenne. Sarà una manifestazione pacifica di mamme, di bambini, di colori, con la quale chiederemo di arrivare ad un tavolo di trattative con le compagnie telefoniche. Dove chiederemo almeno di eliminare quella di Via dei Prati e del Sorbo. Di spostare al Granarone quella che adesso sta a San Pietro. E di intraprendere iniziative anche per Borgo San Martino e l’Infernaccio.”

Come sarà, secondo lei, l’adesione e la partecipazione della città di Cerveteri alla manifestazione?

“Una cosa è certa. In prima fila ci saranno i cittadini e i Rioni. I Rioni sono il simbolo e il cuore di Cerveteri. E le battaglie si fanno con il cuore e con la passione. Hanno già aderito ufficialmente alla manifestazione i rioni: Casaccia Vignola, San Pietro Frati, Boccetta, Garbatella, Madonna dei Canneti, Fornace e Fontana Morella,”

Vedremo delle bandiere politiche sfilare nel corteo?

“Le bandiere politiche sono assolutamente proibite.”