di Giovanni Zucconi
Avevamo già anticipato che avremmo spezzato la lunga intervista all’Assessora all’Ambiente e alla Sanità, Francesca Appetiti in più parti monotematiche. Oggi parleremo del Piano Antenne, appena approvato da Consiglio Comunale di Cerveteri.
Mi può raccontare, in poche parole, di cosa tratta il Piano Antenne che è stato appena approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale?
“Siamo molto orgogliosi di questo piano antenne, che è già attivo. Siamo stati uno dei primi comuni del Lazio, a dotarci di un piano antenne dopo l’obbligo regionale del 2022. Ne sono molto soddisfatta perché nasce da una collaborazione attiva con i cittadini, e con le associazioni di cittadini. Per scriverlo, abbiamo organizzato con loro tanti tavoli di lavoro. E altri ne organizzeremo in futuro. Quindi è un piano scritto insieme ai cittadini. Abbiamo questo tavolo di lavoro permanente di cui fanno parte i rappresentanti dei cittadini, e un tecnico che ci ha seguito nella stesura. E naturalmente ne faccio parte anche io.”
Sarà efficace per impedire i soliti soprusi degli enti gestori della telefonia?
“E’ un piano antenne molto forte giuridicamente. Sappiamo che la telefonia mobile è considerata giuridicamente pari ad un bene primario. È quindi ovvio che non potremmo dire di no alle antenne, o dire che noi non ne vogliamo. Ma noi possiamo regolamentare le installazioni, e possiamo innanzitutto indirizzare i gestori a installare le loro antenne sui siti comunali, e non su quelli privati.”
Avremo anche un beneficio per le casse del Comune?
“E’ un indirizzo importantissimo, ma non per motivi economici. Il Comune, non vorrei dire un’inesattezza, mi sembra che prenda 800 euro l’anno per ogni sito. Non abbiamo nessun ritorno economico, ma abbiamo la grande opportunità di poter fare noi il monitoraggio delle radiazioni emesse.”

Ma il monitoraggio non lo fa già l’ARPA?
“È vero, l’ARPA è l’ente preposto al monitoraggio delle antenne. Ma ha, per legge, l’obbligo di avvisare due giorni prima i gestori di quando fanno questo il controllo. Sappiamo che ormai si fa tutto da remoto, e quindi non sarebbe impossibile, per i gestori, abbassare i livelli di radiazione proprio durante il monitoraggio dell’ARPA. Il fatto di avere le antenne sui nostri siti, ci permette di fare anche noi dei monitoraggi indipendenti. Senza l’obbligo di avvisare il gestore. Rimane sempre l’ARPA il misuratore ufficiale, ma noi potremo eventualmente presentare le nostre misure. Nel Regolamento è ben espresso che noi faremo, almeno una volta l’anno, a sorpresa, i monitoraggi. Questo è molto molto importante. “
E per salvaguardare il paesaggio?
“Per questo abbiamo specificato bene nel Regolamento che, prima di autorizzare un altro palo, i gestori ci devono dimostrare che hanno provato a fare il cosiddetto “Co-sitting”. Cioè, che hanno provato a condividere il palo con altri gestori. Adesso puntano a fare un gestore per un solo palo. Invece noi vogliamo che su uno stesso palo convivano più gestori.”
Mi sfugge un poco il senso del “partecipato” nella stesura del regolamento. Se decidiamo tutti insieme dove mettere le antenne, nessuno le vorrà davanti la sua casa
“Ovviamente le indicazioni di dove metterle ce le ha date il tecnico. È stato fatto prima il monitoraggio di tutto l’esistente, e sono stati chiesti ai gestori i loro piani biennali, per conoscere le loro esigenze. Sulla base di questi piani di rete biennale, il tecnico ha individuato i nuovi futuri siti. Li ha individuati assicurando ai gestori la necessaria copertura, ma anche, e soprattutto, garantendo la loro lontananza dai siti sensibili. Come scuole o asili. Ma anche garantendo la tutela del paesaggio. Il “partecipato” significa che ogni passo del lavoro svolto dal tecnico, lo abbiamo condiviso con i cittadini e le associazioni. Abbiamo, passo passo, tutti insieme, condiviso e scritto il Regolamento. È ovvio che qualcuno avrà un’antenna vicina. Sarà inevitabile. Ma la collaborazione è stata totale da parte di tutti. Così come c’è stata la volontà di voler lavorare per un fine comune.”
Tutti soddisfatti alla fine? C’erano delle associazioni molto agguerrite mi risulta
“Si, devo dire che tutti erano soddisfatti per il lavoro svolto. C’erano delle associazioni abbastanza agguerrite. Nei primi incontri si è partiti agguerriti. Ma se vuoi raggiungere un obiettivo, un compromesso bisogna trovarlo tutti insieme.”
Si è pensato anche alle antenne già installate in siti contestati?
“Per le antenne già installate c’è un progetto di lavoro con i gestori per delocalizzarle nei siti che abbiamo individuato. Lo prevede un altro articolo del nostro Regolamento. Speriamo di riuscirci.
In questo caso i cittadini, o le associazioni, che abitano vicino ad un’antenna già installata, come possono contribuire alle pratiche di delocalizzazione?
“Loro già fanno un prezioso monitoraggio sul territorio. Sono anche loro che ci segnalano le situazioni più critiche. E poi ci stanno già supportando nelle nostre azioni. Abbiamo in corso alcuni ricorsi al TAR con dei gestori perché noi abbiamo fatto i dinieghi. E in questi ricorsi ci stanno molto aiutando i gruppi di cittadini che, abitando vicino alle antenne, si sono formati per contrastare l’installazione. Si sono costituiti con noi nei ricorsi al TAR, e hanno fornito una documentazione a sostegno. Come, per esempio, alcune cartelle sanitarie, o evidenziando la presenza di portatori di pacemaker. Tante cose sono state possibili proprio grazie anche agli spunti dei cittadini, e alla loro collaborazione.”









