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Nicole Cicillini: “Quest’anno vorrei vincere il campionato italiano femminile”





Intervista alla pilota di Ladispoli: ““Vorrei migliore sull’aggressività. Dovrei entrare più cattiva sulle altre”

di Giovanni Zucconi

Nicole Cicillini è stata per me una vera sorpresa. Ma non poteva non esserlo. È la pilota di moto che non ti aspetti. Non dico per l’età. Che lei avesse 23 anni, lo sapevo. Ma sei subito colpito dal suo aspetto e dal suo modo di porsi. Estremamente graziosa. L’impressione che hai è di trovarti di fronte ad una ragazza molto timida e riservata.

Poi cominci a fargli delle domande. Alle quali risponde sempre con poche parole. Poche, asciutte, ma precise. E allora capisci che dietro quell’apparente timidezza, c’è una donna con una grande determinazione. Abituata alle cose concrete. Ai fatti e non alle parole. Ai motori che devono essere messi a punto. Alle sospensioni che devono essere calibrate per la prossima gara.

Abituata alla concentrazione necessaria per vincere. Questa è Nicole Cicillini. Una pilota, nata e cresciuta a Ladispoli.Che gareggia con la sua Yamaha di 300 di cilindrata, nelle gare del Campionato Italiano Femminile. Gareggia e vince.

Per conoscerla meglio l’abbiamo intervistata proprio nell’officina della sua scuderia, la Prata Motorsport. Scuderia di cui, se non bastasse il resto, ne è anche la manager.

Che differenza c’è tra un pilota donna e un pilota uomo. Non ci dovrebbero essere differenze legate alla forza fisica. Nel suo sport sono le moto che mettono la forza. Non si dovrebbe partire da un livello di parità?

“La differenza non c’è. Anche i risultati dicono questo. Non c’è nessuna differenza. Forse, da chi lo vede da fuori, possono sembrare diversi. Ma non lo sono.”

Ma allora perché ci sono così poche pilote donne?

“Perché sono meno le donne, rispetto agli uomini, che hanno una passione per i motori. Però in quest’ultimo periodo sono molte le donne che corrono. Infatti,adesso c’è un campionato femminile, europeo e italiano.”

Ma non mi risulta che nessuna donna abbia raggiunto dei traguardi elevati. Contrariamente a quasi in tutti gli altri sport

“Nel 2018 una donna è diventata campionessa del mondo proprio con la mia stessa moto.”

Nicole Cicillini: "Quest'anno vorrei vincere il campionato italiano femminile"
Nicole Cicillini: “Quest’anno vorrei vincere il campionato italiano femminile”

In un campionato misto?

“Si. Lei era l’unica donna. Nella Superbike categoria 300”

Il fatto che lei siè costituita una scuderia tutta tua, non è oltre a quello che le servirebbe per correre e vincere? Perché si è fatta una scuderia tutta sua?

“Perché, oltre a correre, mi piace anche gestire gli altri piloti. Mi piacerebbe che diventasse il mio lavoro da grande. Io lontano dalle moto non ci potrei mai stare.”

Quindi il suo presente e il suo futuro è nel motociclismo. Chi l’aiuta in questo lavoro così impegnativo?

“Mi aiutano mio padre e il mio ragazzo.”

Ha anche intenzione, in un prossimo, futuro di aprire una scuola per piloti?

“Dovrò seguire un corso per questo. Quando diventerò federale, potrò anche insegnare.”

Ma nel frattempo, a Ladispoli, non ha nessuna che la voglia emulare? Qualcuna che l’ha come modello, e che le chiede consigli

“Di Ladispoli, no. Ma ho tante persone nel resto d’Italia che mi chiedono consigli.”

Il suo rapporto con Ladispoli com’è? Sia come persona che come pilota

“Ladispoli è la mia città. E tengo molto a lei. Sono stata anche premiata come atleta dell’anno nel 2018. E soprattutto alcuni commercianti, in particolare quest’anno, mi hanno molto aiutato come sponsor per farmi correre il campionato italiano. Ma anche a Cerveteri ho uno sponsor che mi segue da quando ho iniziato. Che è anche lo sponsor più grande. Tutti i loro loghi sono sulla mia moto. Sono loro che mi permettono di gareggiare. Senza di loro non avrei potuto gareggiare quest’anno nel campionato italiano. E a loro va il mio ringraziamento.”

Avere una scuderia rappresenta un grosso impegno. Non solo finanziario, ma anche di tempo che devi dedicarci. Come concilia questo impegno con le sue gare e la sua vita privata

“In effetti sono sempre fuori. Sia per le mie gare che per quelle del team.”

Tutto questo quanto toglie alla sua vita privata? All’amore?

“Fortunatamente il mio fidanzato mi segue sempre. Per il resto mi toglie tanto spazio. Tutti i giorni mi devo dedicare alla palestra. Agli sponsor. Mi devo poi allenare il più possibile. Al motociclismo dedico almeno metà della mia giornata. Tutti i giorni. Nell’altra metà lavoro come segretaria nella ditta di mio padre.”

E non rimpiangi nulla?

“No. Altrimenti non lo farei.”

Come è nata la passione per le moto?

“Mio padre è sempre stato appassionato di motori. Ma anche io gli chiedevo sempre il motorino, la moto. Poi un anno siamo andati alla Fiera delle moto a Roma, e ci hanno proposto di fare un campionato con delle minimoto. E da lì è cominciato tutto. Avevo 16 anni.”

A 16 anni è presto per iniziare?

“No, è tardi. Le mie avversarie hanno iniziato quando avevano 5 anni.”

Nelle gare miste, temi più le donne o gli uomini?

“Fino all’anno scorso ho fatto solo gare con i maschi. Nel 2018 ho anche vinto il campionato. Ed ero l’unica donna. Invece da quest’anno, visto che noi pilote donne siamo diventate tante, è stato necessario creare un campionato femminile. E quindi adesso mi confronto solo con donne. Ma a me piaceva più quando c’erano le gare miste.”

In quale circuito si allena?

“Qui vicino c’è solo Vallelunga. Ho da poco avuto una gara a Modena. Non ci ero mai stata prima. E il circuito l’ho dovuto imparare sul momento.”

Qual è la gara che ricorda con maggiore piacere?

“Secondo me la più bella gara che ho fatto è stata quella al Mugello. Era una gara con i maschi. Pioveva e sono partita 33-esima. Cioè, quasi ultima. Ma sono arrivata prima. E settima assoluta. Ma anche l’anno scorso ho vinto una gara con i maschi dando sette giri al secondo.”

Come mai, nonostante i suoi ottimi risultati non èstata mai richiesta da una scuderia importante? A livello nazionale?

“Mi avevano fatto molte offerte, ma poi purtroppo, nel 2019, mi sono fatta male. E ci ho messo un po’ per recupere.”

Mi diceva che le sue avversarie hanno tutte più esperienze di lei. Cosa la fa essere così competitiva?

“Ottengo buoni risultati perché riesco ad essere costante e pulita nella guida. Non faccio mai degli errori che poi mi comporterebbero perdite di secondi.”

E invece in cosa vorreste migliorare nella guida?

“Vorrei migliore sull’aggressività. Dovrei entrare più cattiva sulle altre. Secondo me devo fare più chilometri. Poi mi verrà spontaneo.”

C’è una vittoria che stai sognando?

“Vorrei vincere il campionato italiano femminile di quest’anno. Di cilindrata 300. Ma quest’anno la vedo difficile. Le avversarie sono tutte molto forti. Ci sono almeno tre avversarie che corrono nel campionato europeo da 5 anni. Hanno tutte una grande esperienza. Mi accontenterei anche di fare qualche podio.”

Ha qualche pilota come riferimento? Che stima particolarmente?

“A me piace molto Marc Marquez. Mi piace perché anche quando cade, non si arrende mai. Continua sempre. E poi è molto aggressivo nella guida.”