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Flash mob Italexit a Fiumicino: “Ita deve essere italiana”





Questa mattina a piazza Grassi a Fiumicino flash mob da parte degli esponenti di Italexit a sostegno della nazionalizzazione della compagnia aerea, dei lavoratori e per sollecitare le forze politiche nazionali e locali

Flash mob Italexit a Fiumicino: “Ita deve essere italiana” –

“Ita deve essere italiana”. Questo lo slogan sullo striscione che questa mattina è stato portato a piazza Grassi dagli esponenti di Italexit durante il flash mob a sostegno della nazionalizzazione della compagnia e per sollecitare le forze politiche nazionali e locali.

Flash mob Fiumicino Ita

“Le ultime notizie che arrivano dal fronte Ita – Alitalia sono niente affatto rassicuranti”, hanno detto i capigruppo a Fiumicino e Ostia, Vincenzo D’Intino ed Alessandro Aguzzetti.

“Le dimissioni contemporanee di sei membri sui nove che compongono il consiglio di amministrazione aprono il campo a leciti dubbi sulla tenuta dell’operazione e, se a questo si aggiungono la confusione della gestione politica, inadeguata, e l’incertezza sul futuro dei lavoratori, i dubbi si trasformano in sospetti e paure”.

“L’unica cosa certa sembra essere l’acquisizione da parte di investitori esteri della ormai ex compagnia di bandiera italiana. Perdere un asset così strategico – hanno proseguito – sarebbe, per il nostro Paese, un colpo quasi mortale”.

“Questo non possiamo permettercelo e soprattutto non possiamo permetterci la perdita annunciata di migliaia di posti di lavoro, che sui territori di Fiumicino e del decimo Municipio avrebbe una ricaduta in termini sociali drammatica”.

Presente al flash mob anche il senatore Italexit (ex Lega), William De Vecchis: “La notizia che il comparto dell’handling di ex Alitalia, sia stato aggiudicato alla Swissport non solo ci preoccupa ma smentisce la linea politica del governo Draghi sulla volontà di mantenere il perimetro occupazionale all’interno della compagnia Ita. La volontà di mettere ad asta le quote statali della stessa Ita apre uno scenario inquietante che si può riassumere con la perdita nazionale di un vettore aereo. Come Italexit – ha concluso De Vecchis – ci batteremo per tutelare gli interessi nazionali e i lavoratori italiani e non faremo sconti politici in Parlamento e sul territorio”.