Cerveteri

4 novembre, l’appello di Guido Rossi: “Cerveteri non dimentichi i suoi Caduti, e i caduti nelle missioni di pace all’estero”





Ricordare i Caduti non significa celebrare la guerra, ma riconoscere il valore della vita e comprendere quanto sia preziosa la pace

Il 4 novembre dura un giorno. Il dovere di ricordare dura tutto l’anno. È questo il messaggio che attraversa la riflessione di Guido Rossi. Ex Sindaco di Cerveteri e già comandante del Raggruppamento Unità Difesa della città, che pubblichiamo integralmente di seguito. Nelle sue parole, l’esperienza militare e quella amministrativa si incontrano in un richiamo che riguarda l’intera comunità. Custodire le storie dei propri Caduti e trasmetterle ai più giovani. Perché dietro ogni nome inciso nel marmo c’è una vita spezzata, e ricordarla significa riconoscere il prezzo della guerra e il valore della pace.

4 novembre, l’appello di Guido Rossi: “Cerveteri non dimentichi i suoi Caduti, e i caduti nelle missioni di pace all'estero”

“Il 4 Novembre non è soltanto una data da celebrare, né una ricorrenza da affidare al calendario delle cerimonie ufficiali. È una giornata che invita tutti noi a fermarci, a riflettere e a rendere omaggio a quanti hanno sacrificato la propria vita per la Patria. Contribuendo, con il loro coraggio e il loro sacrificio, alla storia della nostra Nazione. È la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate: un’occasione per rinnovare il senso di appartenenza alla comunità nazionale, per ricordare i nostri Caduti e per esprimere riconoscenza alle donne e agli uomini in uniforme che, ieri come oggi, servono le istituzioni e il Paese con disciplina, professionalità e spirito di sacrificio.

Per me, questa ricorrenza ha un significato particolarmente profondo. Da Ufficiale dell’Esercito Italiano, prima, e da Sindaco di Cerveteri, successivamente, ho avuto il privilegio e la responsabilità di vivere il 4 Novembre da due prospettive diverse, ma unite da un medesimo principio: il servizio alla Patria e alla comunità. Ricordo con particolare partecipazione le commemorazioni del 4 Novembre alle quali ho preso parte durante il mio servizio quale Ufficiale e Comandante del Raggruppamento Unità Difesa (RUD) di Cerveteri. In quelle occasioni, la presenza di tanti militari in uniforme conferiva alla cerimonia un significato particolare. Non era soltanto un momento formale, ma una testimonianza concreta dei valori che animano le Forze Armate: disciplina, lealtà, solidarietà e dedizione al servizio dello Stato.

4 novembre, l’appello di Guido Rossi: “Cerveteri non dimentichi i suoi Caduti, e i caduti nelle missioni di pace all'estero”

Successivamente, nella veste di Sindaco di Cerveteri, ho continuato a vivere questa giornata con lo stesso sentimento di rispetto e riconoscenza. Curando che le commemorazioni fossero accompagnate dalla presenza dei picchetti militari. A sottolineare la solennità della ricorrenza e il legame tra le istituzioni, le Forze Armate e la cittadinanza. Da Ufficiale, avvertivo il significato di questa giornata attraverso i valori della disciplina, della responsabilità e del servizio. Da Sindaco, sentivo anche il dovere di rappresentare una comunità, di custodirne la memoria e di trasmettere alle nuove generazioni il valore di una storia che appartiene a tutti noi.

È proprio questa esperienza personale che mi porta oggi a rivolgere un pensiero particolare ai Caduti di Cerveteri. Dietro ogni nome inciso nel marmo c’è una vita. Ci sono giovani partiti per il fronte, famiglie rimaste in attesa, madri che hanno sperato nel ritorno dei propri figli, mogli e figli privati troppo presto dei loro affetti. Ci sono esistenze interrotte e sogni mai realizzati, sacrificati in anni nei quali la guerra ha travolto persone, famiglie e intere comunità. I nostri Caduti non sono soltanto nomi consegnati alla storia.

 Sono figli di Cerveteri. Uomini che appartengono alla memoria della nostra città e che meritano di essere ricordati non soltanto durante le celebrazioni ufficiali, ma ogni giorno. Attraverso la conoscenza della nostra storia e il rispetto per chi ci ha preceduto. Il Monumento ai Caduti e il Parco della Rimembranza rappresentano, in questo senso, luoghi di memoria e di identità. Davanti a quei nomi, il tempo sembra fermarsi e ci ricorda che la storia nazionale non è fatta soltanto di grandi eventi, battaglie e date solenni. Ma anche delle vicende umane di tanti italiani che hanno pagato un prezzo altissimo. A loro dobbiamo riconoscenza. Alle loro famiglie dobbiamo rispetto.

 Alla nostra comunità spetta il compito di custodire e tramandare questa memoria, affinché nessuno venga dimenticato e il sacrificio di quei giovani continui a parlare alle coscienze delle generazioni future. Il 4 Novembre è anche l’occasione per guardare al presente e riconoscere il lavoro di quanti oggi indossano l’uniforme. Le Forze Armate continuano a svolgere un ruolo fondamentale al servizio della Repubblica. Nella difesa delle istituzioni, nella sicurezza del Paese e nelle numerose attività a sostegno della popolazione, anche nelle situazioni di emergenza e di calamità.

4 novembre, l’appello di Guido Rossi: “Cerveteri non dimentichi i suoi Caduti, e i caduti nelle missioni di pace all'estero”

Il loro servizio richiama valori che non appartengono soltanto al mondo militare, ma all’intera società: responsabilità, rispetto delle regole, solidarietà e disponibilità a mettere il bene comune davanti all’interesse individuale. Sono valori che ritengo essenziali anche nella vita amministrativa e civile. L’esperienza da Sindaco mi ha insegnato quanto sia importante il rapporto tra istituzioni e cittadini. E quanto la memoria condivisa possa contribuire a rafforzare il senso di appartenenza a una comunità.

Per questo credo che il 4 Novembre debba essere soprattutto un’occasione educativa. I giovani devono conoscere i nomi dei nostri Caduti, sapere chi erano e comprendere che dietro ogni iscrizione vi sono persone reali, storie familiari e speranze spezzate. La memoria non può ridursi a una corona deposta o a un discorso pronunciato una volta l’anno: deve diventare conoscenza, consapevolezza e responsabilità. Una città che ricorda i propri Caduti è una città che riconosce le proprie radici e sa guardare al futuro senza perdere il legame con la propria storia.

Oggi, ripensando alle commemorazioni vissute prima da comandante del Raggruppamento Unità Difesa di Cerveteri e poi da Sindaco, ritrovo lo stesso sentimento che mi ha accompagnato in ogni occasione: la consapevolezza che onorare i Caduti sia un dovere morale prima ancora che istituzionale. A tutti i Caduti di Cerveteri, a quelli della Prima e della Seconda guerra mondiale, ai caduti nelle missioni di pace e, per ultimi, i 4 militari elicotteristi caduti in Bosnia, rivolgo dunque un pensiero di profonda riconoscenza. Il loro sacrificio ci consegna un’eredità che non possiamo disperdere: la libertà, l’unità nazionale, il rispetto delle istituzioni e l’impegno per la pace.

4 novembre, l’appello di Guido Rossi: “Cerveteri non dimentichi i suoi Caduti, e i caduti nelle missioni di pace all'estero”

Il modo più autentico per onorarli è costruire una comunità più consapevole, solidale e unita, nella quale la memoria non sia soltanto un ricordo del passato, ma una guida per le scelte del presente. Il 4 Novembre, davanti al Monumento ai Caduti, quei nomi ci chiedono silenziosamente di non dimenticare. E noi abbiamo il dovere di rispondere, con la gratitudine, con l’esempio e con l’impegno quotidiano.

Viva la Repubblica, viva la Patria, viva le FF.AA.

Guido Rossi”