L’ex sindaco Guido Rossi racconta la storia della nascita dei “nuovi” Giardini
“4 novembre: Festa delle FF.AA. e dell’Unità d’Italia. Occasione per conoscere il Parco della Rimembranza” –
di Guido Rossi*
Il 4 novembre l’Italia ricorda l’Armistizio di Villa Giusti del 1918, che consentì agli italiani di rientrare nei territori di Trento e Trieste, portare a compimento il processo di unificazione nazionale iniziato in epoca risorgimentale. Il 4 novembre terminava la prima guerra mondiale e per onorare i sacrifici dei soldati caduti a difesa della Patria il 4 novembre 1921 ebbe luogo la tumulazione del “Milita Ignoto”, nel Sacello dell’Altare della Patria a Roma.

In questa giornata si intende ricordare, in special modo, tutti coloro che , anche giovanissimi, hanno sacrificato il bene supremo della vita per un ideale di Patria e di attaccamento al dovere: valori immutati nel tempo, per i militari di allora e quelli di oggi. Questa cerimonia si svolgerà, a Cerveteri, presso il monumento ai caduti che è all’interno dell’area adibita ai giardini pubblici denominata “Parco della Rimembranza”, monumento che porta incisi i nomi di tutti i ragazzi Cerveterani caduti nell’adempimento del proprio dovere e per la libertà delle generazioni future. Il parco della Rimembranza è stato voluto nel 1922 dall’allora Governo per ricordare in onore e per ricordare i caduti della prima guerra mondiale. Inizialmente e per decenni fu realizzato un giardino tipico all’italiana con filari di bosso, il cui perimetro era costituito da Elci con apposto un cartellino con il nome del caduto che rappresentava e nel tempo, ristrutturato e modificato dalle amministrazioni che si sono succedute prima della mia. In questi giorni il Parco è assunto alla cronaca per merito di una mozione presentata in Consiglio comunale dai Consiglieri di minoranza, riguardante la manutenzione e il decoro dello stesso visto che è in stato di abbandono ormai da anni, mozione respinta e neanche presa in considerazione dall’attuale maggioranza e da interventi vari sui quotidiani locali attraverso i quali si i è cercato di descrivere il Parco criticandolo senza neppure vedere o capire il significato di ogni piccola pietra che compone l’opera di restauro e riqualificazione funzionale del Parco.
Sia da bambino/ragazzo prima, e da Comandante del Distaccamento Rud poi, ho partecipato spesso alle cerimonie a ricordo e festeggiamento del 4 novembre. E’ in questi ultimi anni che ho notato una deviazione della volontà iniziale nel creare questo Parco e nel momento della mia elezione a Sindaco ho iniziato a pensare come ridare allo stesso quel prestigio che meritava. Ho creduto che bisognava partire dalle nostre origini, dare risalto alle figure dei nostri ragazzi caduti per la loro e nostra libertà ed infine cercare di coinvolge le nuove generazioni affinché prendessero conoscenza, facendone tesoro, di quello che aveva voluto dire quella guerra e il sacrificio dei giovani Cervetrani.
Per questo lavoro – ripeto, voluto fortemente anche contro qualche consigliere dell’allora maggioranza – chiamai l’Architetto Andrea Lupacchini, che avevo avuto la fortuna di conoscere ed apprezzare perché aveva svolto il suo servizio militare sotto il mio comando. Ed è a lui che feci presente la storia del mio Cerveteri, i principi, i valori e i sentimenti che rappresentava il Monumento e quelli che dovevano rappresentare il Parco nella riqualificazione dello stesso, migliorandolo e restituendo quegli spazi ai cittadini per farli incontrare, scambiarsi le loro suggestioni, le emozioni, le sensazioni che un luogo del genere poteva e doveva trasmettere.
Per quanto riguarda le nostre origini, siamo partiti dalla bellezza della Via degli Inferi ed si è cercato di riportarla come strada all’interno del Parco per cercare di ricreare le stesse emozioni che si hanno percorrendola, creando lungo il percorso delle colline artificiali mettendo a disposizione degli spazi dove artisti contemporanei potevano esporre le loro opere , arricchendo così gli spazi del Parco trasformandolo in un museo all’aperto inserito nell’ambito di iniziative culturali di vario genere , volte a sensibilizzare la popolazione cerveterana all’arte come vettore di gioia intellettuale.
Un percorso centrale che parte inizialmente dalla parte bassa ed incrocio con via delle mura come un invito rivolto ai cittadini ad entrare e che funge da arteria di collegamento tra monumento, fontane, punti di aggregazione. Le due fontane vengono enfatizzate creando delle piccole piazze che le rendono finalmente vive e caratterizzanti. Sono stati creati degli spazi di aggregazione in particolare in corrispondenza al Monumento ai Caduti, per “costringere le persone, tra una chiacchiera e un’altra, a prendere visione dei nomi dei caduti e pensare a loro rivolgendogli pensieri di preghiere di gratitudine. Realizzata una piccola piazza a sud dello stesso, sulla quale è possibile raccogliersi in gruppi per un uso quotidiano di giovani ed anziani o per piccoli eventi che lo richiedono. All’interno del comprensorio ci sono due fontane con acqua potabile, quella in corrispondenza del Monumento che ha un riferimento morfologico ad un oggetto spezzato è legato alla vita dei caduti in guerra.

Dal frammento rimasto sgorga l’acqua, cioè la nuova vita. Questa fontana/scultura (Fontana delle vite spezzate) offre un messaggio teso ad unire le nuove generazione alla nuova storia, utilizzando come elemento vitale l’acqua, offrendo una doppia possibilità di bere che copre le esigenze di persone adulte tramite il pulsante in alto e bambini e disabili con il pulsante in basso. La piccola fontanella, al centro del parco, è dedicata ai libri che conservano memorie di storia e fatti accaduti, ma soprattutto a quella conoscenza che porti null’altro che alla pace. Un’ultima descrizione la voglio fare in onore di quei segni posti nella pavimentazione del giardino. che posti idealmente sopra una carta geografia, partendo da Cerveteri, rappresentano delle linee ideali di unione tra i caduti, i settori che individuano i tre fronti della prima guerra mondiale, i luoghi dei sacrifici: Fronte Orientale, Occidentale e Teatri di guerre secondarie. Individuano altresì città luogo di trattati di pace e conferenze di cooperazione della seconda guerra mondiale, una storia da leggere e da comprendere.
Un’ultima informazione, i materiali usati sono quelli che caratterizzano la zona del cervetrano e cioè le pietre del Basaltina per i segni e decori, il Peperino grigio o rosso per i rivestimenti e gli elementi di arredo urbano ed infine la Leucite. Per le pavimentazioni sono state curate particolarmente le trame dei singoli settori, individuati da strisce di travertino bocciardato che definiscono due ordini di allineamento. L’allineamento interno: una serie tra loro gli alberi (cioè i caduti) secondo dei gruppi; l’allineamento verso l’esterno: in corrispondenza del monumento ai caduti delle linee del pavimento indicano geograficamente, quei settori che furono teatro dove morirono i militari di Cerveteri (fronte orientale, occidentale etc.). Questo ed altro ho voluto descrivere nel progettare e riqualificare il Parco della Rimembranza, mi sono mosso dettato da quei principi e valori che hanno accompagnato le famiglie italiane da decenni e che, purtroppo, stanno scomparendo risucchiate da altri ideali moderni. A me è piaciuto molto e ancora mi emoziono quando entro nel giardino, ad altri non piace, altri ancora non ne conoscono il significato, altri sicuramente diranno che si poteva fare meglio, qualcuno mi scrive apprezzando la riqualificazione; spero solo che con questo mio intervento sia riuscito a dare quelle informazioni attraverso le quali si riesca a capire e perché no, apprezzare questo angolo di Cerveteri ricordando soprattutto i nostri giovani militari caduti per la libertà ai quali è dedicato. Buona festa dell’Unità d’Italia.
*Già Sindaco di Cerveteri









