La mareggiata dei giorni scorsi ha danneggiato i muretti e la cartellonistica presenti. L’acqua del mare è entrata in Palude. Corrado Battisti: “Tutte le nostre richieste entrano negli uffici e negli uffici muoiono”
Volontari insieme per risistemare la Palude di Torre Flavia –
Il mare continua ad avanzare, distruggendo e spazzando via tutto quello che incontra.

Sono diversi i tratti di spiaggia a Ladispoli e a Campo di Mare che iniziano a risentire pesantemente dell’erosione.
Sopratutto dopo l’ultima mareggiata (foto Luigi Cicillini)
A Campo di Mare, lo stabilimento balneare Six è stato letteralmente raggiunto dall’acqua.
A Ladispoli ad essere investito dalle onde è stata la Palude di Torre Flavia.
Non solo muretti e cartellonistica danneggiati.
Il mare è prepotentemente entrato nella Palude.
“Lo scenario che si prospetta – ha detto il responsabile della Palude di Torre Flavia Corrado Battisti a Centro Mare Radio – è quello dello smottamento totale della Palude”.
“Con l’acqua salata muover il canneto”.
Ma non solo. Il mare sta avanzando imperterrito anche lungo la costa. In particolar modo nel tratto di spiaggia tra Ladispoli e Campo di Mare.
Se andrà avanti così, le persone “non potranno più andare a piedi a Campo di Mare perché si sarà formata una laguna salmastra”.
“Abbiamo fatto mille richieste. Siamo abbastanza critici, perché tutte le nostre richieste entrano negli uffici e negli uffici muoiono”.
Intanto, mentre la burocrazia non riesce a soddisfare le richieste di una zona fragile che ha bisogno di protezione, i volontari cercano di fare la loro parte.
Proprio questa mattina, si sono dati appuntamento al Monumento naturale della Palude di Torre Flavia per sistemare i muretti e la cartellonistica danneggiati dalla mareggiata.
“E’ un atto d’amore e di responsabilità – hanno spiegato – nonché un obbligo morale e di straordinaria fortuna, operare e lavorare per il nostro territorio e la nostra Palude, donare le nostre mani per curare le ferite soprattutto in questo tempo così traumatico per le specie che lì dimorano”.
E ancora: “Portare il contributo umano alla tutela di quell’ambiente magico, mentre i politici discutono di erosione senza comprendere che la causa dei disastri siamo solo noi con l’irresponsabilità dello sconsiderato agire”.









