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Ladispoli, l’Opposizione: “Su Punta di Palo la verità è un’altra”





Nove consiglieri d’opposizione firmano una risposta alle recenti parole del sindaco puntando il dito sulle cubature effettive dell’area commerciale e sul silenzio per le reti di allaccio delle nuove aree in costruzione

Ladispoli, l’Opposizione: “Su Punta di Palo la verità è un’altra” –

Non si è fatta attendere la risposta dell’opposizione in consiglio comunale alle parole diffuse oggi dal Sindaco di Ladispoli Alessandro Grando in merito al progetto di Punta di Palo.

In una nota diffusa via social sulla pagina di Ladispoli Attiva e a firma di nove consiglieri comunali, Gianfranco Marcucci, Martina Paoli, Roberto Garau, Daniela Ciarlantini, Silvia Marongiu, Angelo Antonio Catone, Amelia Mollica Graziano, Ferdinando Cervo e Alessio Pascucci, si punta il dito sull’aumento delle cubature e si taccia il Sindaco di non raccontare correttamente la vicenda.

“Abbiamo letto con stupore il comunicato del Sindaco Alessandro Grando relativo al nuovo piano integrato previsto a ridosso del Bosco di Palo, nel quale si accusa l’opposizione di diffondere informazioni non veritiere”, scrivono.

“In particolare, ci viene contestato nelle nostre dichiarazioni l’utilizzo dell’espressione “realizzazione di un polo commerciale” con medie strutture di vendita.

È singolare che si continui ad attribuire tale definizione ai gruppi di opposizione, quando essa è presente negli stessi elaborati progettuali presentati dal soggetto proponente e approvati dalla maggioranza in seconda convocazione. Non si tratta dunque di una nostra interpretazione, ma di una definizione contenuta negli atti ufficiali”.

Le dimensioni effettive dell’area commerciale

“Altrettanto singolare – proseguono – (e fa capire quanto il sindaco sia in difficoltà) è quanto riportato nel titolo del comunicato, nel quale si menziona la presenza di un albergo e di un polo sportivo privato nel piano integrato, omettendo però ogni riferimento all’“area commerciale”. Una dimenticanza tutt’altro che marginale, considerando che si tratta della componente più rilevante dell’intero intervento.

Basta infatti consultare i dati della documentazione ufficiale per avere un quadro chiaro:

  • Area commerciale con strutture di media dimensione: 17.000 mq – 17.000 mc
  • Attrezzature turistico-ricettive (albergo): 12.500 mq – 16.640 mc
  • Area sport e tempo libero: 8.400 mq – 4.260 mc

I numeri parlano da soli: l’area commerciale rappresenta la componente più estesa e significativa del progetto urbanistico.

Riteniamo quindi che i cittadini debbano essere informati in modo completo e trasparente, basandosi sui documenti ufficiali e non sulla propaganda politica”.

Reti idriche e fognarie

“Resta una domanda alla quale, finora, non è stata data una risposta convincente, neanche nel comunicato del sindaco”, aggiungono i nove firmatari.

“Le opere di urbanizzazione primaria realizzate a Punta di Palo – reti idriche e fognarie – risultano infatti indispensabili anche per i due centri commerciali vicini a Punta di Palo e previsti lungo via Aurelia e ai km 38 e 37,7”, spiegano.

“È quindi legittimo chiedersi se la modifica del piano rispetto agli accordi del 2020 e la sua successiva approvazione servano anche a risolvere una criticità rimasta aperta dopo l’autorizzazione dei due centri commerciali della società Piazza Grande.

Se l’unica infrastruttura disponibile è quella di Punta di Palo, il loro allaccio dipenderà inevitabilmente dal consenso del proprietario dell’area, legando di fatto il destino dei due interventi a una condizione esterna e non pienamente definita negli atti pubblici.

Infine, è bene ricordare come questa amministrazione sia passata, nel tempo, da una posizione a difesa dei piccoli commercianti di Ladispoli e di netto rifiuto verso “nuovi insediamenti commerciali di media e grande distribuzione” – come riportato nel loro programma elettorale – all’approvazione di ben 4 interventi analoghi nel corso degli ultimi anni.

Per tutte queste ragioni, solo su una cosa siamo d’accordo con quanto scritto nel comunicato del sindaco: contano i fatti e non le chiacchiere (le sue)”, concludono i consiglieri comunali.