Un 25.mo speciale per la comunità del Sacro Cuore di Ladispoli. Di Gian Domenico Daddabbo –

di Gian Domenico Daddabbo
Nell’anno 2017, la comunità parrocchiale del Sacro Cuore a Ladispoli ha celebrato i 25 anni dalla sua nascita. Era il 4 ottobre del 1992, Festa di San Francesco d’Assisi, quando l’allora Vescovo di Porto-Santa Rufina Mons. Diego Bona emise il decreto della nascita della comunità parrocchiale “oltre la ferrovia”, resa necessaria soprattutto dall’aumento della popolazione di Ladispoli, che già allora includeva gente di altre nazioni. Quest’anno, con la felice coincidenza con il Giubileo del 2025, la nostra comunità ha celebrato i 25 anni della Dedicazione della chiesa edificio. In una testimonianza, riportata dal giornale parrocchiale La Voce in occasione della consacrazione della chiesa, Mons Diego Bona ricordò con commozione gli anni del suo ministero presso la nostra beneamata chiesa locale: le assemblee liturgiche animate con passione, il contributo prezioso e determinante delle suore missionarie Figlie del Calvario nell’accompagnamento dei primi passi della nuova comunità, la formazione del team della catechesi e, soprattutto, la guida spirituale del primo parroco Don Pietro Contaldo, ucciso nell’aprile del 1995. La comunità del Sacro Cuore ricorda Don Pietro in special modo per il suo gesto coraggioso di piantare una croce sul terreno, dove ora si erge la chiesa, quella domenica 19 settembre 1993, anche se la proprietà non era stata ancora assegnata alla parrocchia del Sacro Cuore. Solo nel 1998, dopo un lungo iter burocratico, il terreno fu finalmente concesso e la prima pietra fu posata l’11 giugno 1999, quell’anno venerdì della Solennità del Sacro Cuore di Gesù. I lavori proseguirono in contemporanea con l’apertura del Grande Giubileo del 2000. Il 14 settembre 2000, Festa dell’Esaltazione della Santa Croce, la croce fu posizionata sul campanile; il giorno dopo suonarono le prime campane e infine la domenica seguente,il 17 settembre, Festa delle Stimmate di San Francesco d’Assisi, la chiesa fu consacrata.Diverse iniziative si sono svolte in occasione di quest’anniversario così importante. Il meraviglioso concerto del Coro Virgo Fidelis dell’Arma dei Carabinieri sabato 13 settembre scorso ha aperto la celebrazione di questi eventi. Con vari brani il coro dell’Arma ha dilettato i presenti: dai Carmina Burana ai brani della tradizione rinascimentale e fino alla musica dei nostri giorni. Alla fine del concerto il parroco Don Gianni Righetti ha offerto la sua riflessione sull’importanza della musica come elevazione dello spirito e ha ringraziato il coro polifonico. Domenica 14 la nostra comunità ha vissuto un pellegrinaggio alla Basilica di Santa Maria Maggiore. Al passaggio per la Porta Santa, hanno seguito le preghiere del Rosario e del Vespro presso la cappella Salus Populi Romani e alla fine la visita al sepolcro di Papa Francesco. Nella Santa Messa di mercoledì 17, giorno del 25mo, Sua Eccellenza il Vescovo Mons. Gianrico Ruzza ha incentrato la sua riflessione sulla frase più famosa del dialogo fra Gesù e Nicodemo: “Dio ha tanto amato il mondo da dare suo Figlio” (Gv 3,16). A partire da qui, secondo il Vescovo, la comunità cristiana è chiamata a essere prossima anzitutto nel territorio di appartenenza in mezzo alle problematiche che lo affliggono; il giorno dopo Sua Eccellenza è tornato ad affrontare il tema all’incontro con i commercianti presso il Joya Restaurant. Nello spirito della sinodalità proposto da Papa Francesco, Mons Ruzza si è fatto portavoce delle problematiche del territorio, focalizzandosi sul mondo giovanile e sull’importanza dell’accompagnamento come soluzione dei drammi che affliggono la gioventù oggi: la droga, il gioco d’azzardo, la pornografia, ecc….Successivamente ha ascoltato i commercianti, i quali hanno messo in luce le questioni che affliggono il territorio a livello economico e non solo, influendo sulla vita dei singoli. Traendo le conclusioni da questo dialogo fra il Vescovo e i commercianti, in questo contesto sociale confuso, subentra un sentimento di malinconia e di nostalgia, che rende ciechi di fronte alla possibilità di continuare a realizzare il bene, di conseguenza ci si siede sugli allori del passato. Al contrario, la comunità cristiana deve essere una comunità viva e vivificante, animata da Colui che celebra, cioè il Signore Risorto, che dona costantemente Spirito Santo a tutta la Chiesa universale sparsa nel mondo sin dalla Pentecoste. Con questa consapevolezza missionaria, il passato diviene fonte d’ispirazione per continuare a impegnarsi e a realizzare, così da lasciare un segno, come Papa Francesco esortò noi giovani del mondo intero nei giorni della GMG a Cracovia nell’estate del 2016 in pieno Giubileo Straordinario della Misericordia, allora non vogliamo ricordare la celebrazione del 25.mo anniversario della Dedicazione della nostra chiesa del Sacro Cuore solo come una mera occasione per far festa, bensì vogliamo che ci aiuti a rinnovare le motivazioni della nostra missione di essere testimonianza viva del Vangelo in unità d’intenti, lasciandoci interpellare dal rimprovero di Sant’Agostino a quanti rimpiangono i tempi antichi e desiderano avervi vissuto. “I tempi siamo noi”, disse il santo vescovo; se miglioriamo noi stessi, miglioreremo i tempi.











