Il sindaco Pietro Tidei: “La partecipazione degli istituti religiosi è un vanto”. Il sindaco della Perla del Tirreno ha pubblicato sui propri social una lettera ricevuta da suor M. Nerina de Simone.
Ucraina, gli istituti religiosi di Santa Marinella mettono a disposizione alloggi per i profughi –
Gli istituti religiosi di Santa Marinella mettono a disposizione dei profughi ucraini degli alloggi. A dirlo è il sindaco Pietro Tidei che ha voluto condividere con la collettività la lettera inviatagli da suor Nerina de Simone per conto della superiora generale delle Suore Carmelitane missionarie di S. Teresa di Gesù bambino.
Questa recita così: “Gentile sig. Sindaco, sono Sr. M. Nerina de Simone e le scrivo per conto della superiora generale delle Suore Carmelitane missionarie di S. Teresa di Gesù bambino. La nostra casa è sita in via del Carmelo n. 3 a Santa Marinella. Conoscendo la presente urgente necessità per l’accoglienza dei rifugiati dall’Ucraina, abbiamo deciso di rendere disponibile una parte della nostra casa. La struttura è una sezione della casa fruibile immediatamente ed è facilmente accessibile dall’esterno in modo quasi del tutto autonomo. Si tratta di: n.5 camere con bagno per un totale di 8 posti letto disponibili, in tutte le camere vi è la possibilità di aggiungere qualche letto da bambino, ma noi non possediamo questi lettini, vi è anche un soggiorno abbastanza ampio e una piccola cucina fornita di tutto il necessario, se vi fossero bambini in età tale da frequentare la scuola dell’infanzia o quella primaria, la nostra scuola li accoglierà volentieri. Anche le ns. care sorelle del Carmelo si sono messe a disposizione nel dare ospitalità a chi in questo momento sta scappando da un inferno chiamato guerra. Ringrazio calorosamente a nome di tutta la comunità che rappresento, la Madre superiora sr. Lilian Kapongo per mezzo di Sr. M. Nerina per la grande sensibilità dimostrata in questa circostanza”.

“E’ davvero motivo di vanto per tutti noi – conclude Tidei – constatare quanta partecipazione sia arrivata dai nostri istituti religiosi”.









