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”Stop green pass nelle Università”: studenti e lavoratori nelle piazze di Ladispoli e Civitavecchia





Rabbia e sconforto tra i giovani: “Non si può negare il diritto allo studio”

di Beatrice Pucci

“Non vogliamo rinunciare alle Università. Vogliamo frequentare le lezioni e studiare in presenza” a lanciare l’urlo di protesta, milioni di studenti provenienti da tutta Italia che si sono ritrovati a fare i conti con il nuovo decreto legge che prevede il green pass nelle scuole e nelle Università.

Chi vive lontano o si vaccina, oppure rinuncia agli studi. Il governo vuole lezioni in presenza e non più a distanza. Anche per docenti e personale scolastico sarà necessario vaccinarsi. Chi non si doterà del certificato verde sarà considerato assente ingiustificato ed anzi, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro sarà sospeso e senza stipendio.

Dure e decisive le nuove regole. Stesso discorso sarà valido anche per i trasporti. Non basterà indossare la mascherina, dal 1 settembre ci sarà l’obbligo del green pass su treni a lunga percorrenza e traghetti tra regioni diverse.

“Questo decreto non ci permette di fare una scelta libera, anzi vediamo solo costrizioni”.

Il dibattito inizialmente si è aperto sui social network tra un gruppo di giovani sparsi in Italia, che poi è cresciuto notevolmente, accogliendo anche adulti, ristoratori, proprietari di palestre, personale di attività commerciali, ed ora sta prendendo piede anche sul territorio. A Ladispoli e Civitavecchia infatti ciascun sabato del mese, a partire dalle ore 18, chi lo desidera può scendere in Piazza Rossellini e in Piazza della Vita, alla Marina, per manifestare contro la nuova decisione presa dal governo.

“Chi non si vaccina contro il covid perde la possibilità di essere accettato nelle strutture scolastiche e non. Se anche tu non sei d’accordo, puoi unirti per lottare insieme, proprio come una grande famiglia”.

”Stop green pass nelle Università”: studenti e lavoratori nelle piazze di Ladispoli e Civitavecchia