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Stazione Ladispoli, Ardita: “Spesi 10milioni senza aver progettato un secondo sottopassaggio”

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Il delegato ai rapporti con Rfi di Ladispoli contro le mancanze in stazione: “10milioni di euro spesi da Rfi per la nuova stazione senza aver progettato un secondo sottopassaggio. Un distaccamento Polfer o far arrivare i treni da Roma sul primo binario per evitare altri incidenti per chi attraversa i binari. Come la stazione di Marina di Cerveteri anche noi abbiamo diritto a un punto d’informazione turistico alla stazione di Ladispoli”

Stazione Ladispoli, Ardita: “Spesi 10milioni senza aver progettato un secondo sottopassaggio” –

Il consigliere comunale, delegato ai rapporti con i pendolari di Ladispoli, Giovanni Ardita, torna alla carica sui lavori alla stazione ferroviaria.

I lavori non sono ancora terminati, alcune delle richieste fatte ad Rfi sembrano proprio non aver trovato accoglimento.

Stazione Ladispoli, Ardita: "Spesi 10milioni senza aver progettato un secondo sottopassaggio"
Stazione Ladispoli, Ardita: “Spesi 10milioni senza aver progettato un secondo sottopassaggio”

A cominciare dalla realizzazione di un secondo sottopassaggio che dal binario due possa portare i pendolari provenienti in particolar modo da Roma direttamente sul viale Italia.

Ad oggi nonostante i diversi controlli effettuati dalla Polizia ferroviaria durante le ore di punta, e le diverse sanzioni comminate ai viaggiatori imprudenti, che per sbrigarsi ad abbandonare la stazione ferroviaria, attraversano senza pensarci due volte i binari, quello dell’attraversamento selvaggio resta una vera e propria piaga.

“Non si riesce a trovare una soluzione all’attraversamento selvaggio e pericoloso di numerosi pendolari alla stazione di Ladispoli”, ha commentato Ardita.

“Non bastano le numerose sanzioni della Polfer nei confronti dei trasgressori che attraversano pericolosamente il binario 1 nei treni che provengono da Roma e scendendo alla stazione di Ladispoli, vedendo la fila lunga di persone e l’accostamento del primo binario all’uscita attraversano pericolosamente sotto la pioggia e il vento, con le borse, rischiando seriamente di scivolare e di farsi male come è già accaduto spesso in passato”.

“Rfi e Trenitalia ci devono aiutare a trovare una soluzione, anche perché sono stati spesi più di 10mila euro per il restyling della stazione di Ladispoli che una volta terminata diventerà una delle stazioni più all’avanguardia, con 4 ascensori per i diversamente abili, un sistema di videosorveglianza moderno e con degli standard tecnologici di primo livello”.

Stazione Ladispoli, Ardita: "Spesi 10milioni senza aver progettato un secondo sottopassaggio"
Stazione Ladispoli, Ardita: “Spesi 10milioni senza aver progettato un secondo sottopassaggio”

Ma nonostante i soldi spesi, il restyling non ha previsto la realizzazione di un secondo sottopasso.

La sua realizzazione avrebbe permesso “di far defluire i pendolari su due uscite differenti”.

E per Ardita, l’unico modo di sopperire a questo “errore progettuale delle Ferrovie dello Stato”, così da evitare o quantomeno contenere l’attraversamento selvaggio dei binari, è quello di chiedere un distaccamento della Polfer.

Lo spazio ci sarebbe: i locali delle ferrovie. Proprio lì si potrebbe pensare di aprire “un piccolo ufficio”.

Riflettori puntati poi anche sulle “differenze” di trattamento tra la stazione di Marina di Cerveteri e quella di Ladispoli.

Anche la stazione ferroviaria ladispolana, per Ardita, dovrebbe avere un centro informazioni turistico come Marina di Cerveteri.

“Diciamo onestamente che un punto di informazione lo meriterebbe per il numero di pendolari e per i monumenti (Torre Flavia, il Castellaccio, Castello Odescalchi, l’oasi di Marina di San Nicola, la villa di Pompeo) e le bellezze del nostro territorio”.

C’è poi la questione dei bagni. Mentre a Marina di Cerveteri sono aperti e funzionanti, a Ladispoli se ne attende ancora l’apertura.

“Sicuramente con la consegna della stazione (prevista per marzo 2020) speriamo di poter riaprire i bagni”.

Il comune ed Rfi starebbero infatti sottoscrivendo una convenzione con una cooperativa sociale locale per permetterne la riapertura.

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