“Garantiamo ai nostri studenti la massima sicurezza”
Agresti: “Ringrazio le famiglie che hanno a cuore il bene di tutti” –
Il Preside Riccardo Agresti si è espresso nella giornata di ieri in merito alla vicenda della bambina che sarebbe venuta a contatto con alcuni ragazzi positivi.
Il fatto avrebbe scatenato, presso l’Istituto di Cerveteri, numerose reazioni controverse da parte dei genitori.
Per questo motivo, il Preside ha deciso prontamente di intervenire per chiarire la vicenda sulla propria pagina social: “Desidero ringraziare, per prima cosa e con tutto il cuore e la mia ammirazione, tutte le famiglie che mi stanno contattando segnalandomi di essersi messi in quarantena fiduciaria”, scrive Agresti sulla propria pagina social.
“Perché magari qualcuno della famiglia ha avuto contatti, anche solo sporadici, momentanei o superficiali, con persone risultate positive al CoViD-19 o anche solo sospetti tale. Si tratta di persone che hanno a cuore il bene di tutti, che credono nell’importanza del bene altrui e che, con la loro intelligenza, si sono resi conto che attualmente l’unico modo per spezzate l’effetto domino che provoca la diffusione esponenziale del Sars-Cov-2, in attesa del vaccino, è di isolarsi per il periodo di incubazione.
Sottolineo che mentre gli stupidi, gli ignoranti o le persone in malafede ne fanno un problema politico, per noi della Scuola si tratta di un problema di sicurezza sia personale sia dei bambini e dei ragazzi che ci sono affidati ed ai quali teniamo come noi stessi. Ovviamente non siamo né stupidi né ignoranti e quindi non facciamo cacce alle streghe, ma ci atteniamo con scrupolo e rigore alle prescrizioni di medici e scienziati indicate nelle situazioni codificate e che tutti conoscono perché in più riprese ho divulgato le disposizioni che riceviamo. In aggiunta adoperiamo il buon senso per risolvere situazioni nelle quali non avremmo alcun potere di azione.
Nostro intendimento, quest’anno, è cercare di arrivare a fine anno scolastico svolgendo tutta la didattica possibile, ma in primis garantendo ai nostri studenti (ed ai lavoratori) la massima sicurezza. Saremmo sciocchi, perché rischieremmo noi in prima persona, se non attuassimo tutte le misure di sicurezza previste. Ovviamente chiedo di avere fiducia nell’operato dei docenti che, ripeto, rischiano in prima persona (anche solo statisticamente parlando) la propria salute se non attuano tutte le misure di sicurezza.
L’ultimo episodio, che mi ha messo a confronto con un maleducato ignorante perché mi ha minacciato di denunciarmi di cose che non esistono (in effetti si tratta di uno sport molto praticato a Cerveteri dove gli avvocati, buon per loro, hanno molto lavoro da svolgere e far svolgere), credo sia il caso di essere raccontata, anche per smorzare i timori, peraltro legittimi se non si conoscono i particolari delle nostre modalità operative. Diradiamo allora la non conoscenza raccontandolo.
Tutto inizia da questo messaggio serale recapitatomi da una rappresentante di classe.
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A questo messaggio notturno, ha risposto immediatamente confermando alla mamma che, sebbene non sia in mio potere “richiamare” alcun genitore, tuttavia avrei fatto “bloccare” l’ingresso (questo sì da denuncia) della ragazza in questione, impedendole di entrare a Scuola. In effetti, a seguito di disposizioni notturne (peraltro modus operandi contestatomi da alcuni genitori proprio di quel plesso), la mattina dopo il mio stretto collaboratore ha incontrato la mamma e le ha spiegato la situazione e questa ha intelligentemente ed immediatamente compreso la situazione e non ha fatto entrare la ragazza a scuola ringraziandoci per l’attenzione.
Evidentemente, il fatto ovvio di non avere sparso ai 4 venti la notizia che una ragazzina, forse (per come si è comportata e per quello che ha detto in giro) un po’ superficiale, non era stata fatta entrare a scuola per sicurezza di tutti ed in accordo con la madre, ha indotto un “signore” a scrivermi, la sera dopo, quanto segue:
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Ovviamente l’ho invitato a recarsi dal suo legale di fiducia a pagare una lauta parcella per adire con tranquillità per vie legali nei miei confronti.
Il problema è però che non solo la ragazzina non è entrata in classe, ma anche altri ragazzi (in classe sono entrati solo in 7, gli altri erano con le mamme rimaste nel parcheggio a chiacchierare) figli di persone che non hanno alcuna fiducia nella nostra Scuola e credono che noi siamo così sciocchi da non rispettare tutte le misure di sicurezza. Francamente ho preso questa situazione come una offesa a me ed ai docenti trattati come incapaci di gestire la sicurezza dei ragazzi affidatici.
Mia madre diceva: “l’ignoranza è una brutta bestia” … forse per questo lavoro nella Scuola”.
Riccardo Agresti









