Al Castello di Santa Severa un convegno sulla prevenzione. L’Amministrazione comunale richiama la tragedia del 2 ottobre 1981 per promuovere un impegno concreto nella tutela della città
Il 2 ottobre 1981 un violento nubifragio provocò un’alluvione che devastò Santa Marinella, causando vittime e gravi danni alle abitazioni e alle attività. In meno di tre ore caddero oltre 125 millimetri di pioggia: acqua, fango e detriti invasero la città. È questa la tragedia che, a distanza di 45 anni, continua a richiamare l’attenzione sulla sicurezza del territorio e sulla necessità della prevenzione.

Da quella memoria è partito il convegno che si è svolto al Castello di Santa Severa, promosso dall’Amministrazione comunale con la collaborazione della Regione Lazio e di LazioCrea. Un momento di confronto dedicato alla messa in sicurezza del territorio e alla cultura della prevenzione. Con l’obiettivo dichiarato di tradurre il ricordo in azioni concrete per la sicurezza e la trasparenza.


La Consigliera Clelia Di Liello ha moderato l’incontro. Sono intervenuti il Sindaco Alessio Manuelli, il Vicesindaco Sergio Bucciarelli, il geologo Stefano Massera, Valentino Arillo dell’Unità di Crisi di Civitavecchia e il biologo Patrizio Demartis. Al convegno hanno partecipato Assessori e Consiglieri comunali e la Vicesindaca di Civitavecchia Stefania Tinti. Ma anche la Protezione civile di Santa Marinella, Civitavecchia e Allumiere, l’ANMI, Italia Nostra e il Comitato 2 ottobre. Nel ringraziare i relatori, gli enti che hanno collaborato e tutti gli intervenuti, l’Amministrazione ha ribadito il significato dell’iniziativa: “Santa Marinella non dimentica il passato ed è determinata a costruire un futuro più sicuro e sostenibile”.











