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Rifiuti, la Regione salva Cerveteri e Fiumicino

La cartografia di Città Metropolitana priva dei vincoli imposti dai Decreti Ministeriali per la tutela del patrimonio archeologico

Rifiuti, la Regione salva Cerveteri e Fiumicino –

Prima di andare ad individuare l’area su cui realizzare il nuovo impianto di trattamento rifiuti di Roma Capitale bisognerà recepire i vincoli “imposti con puntuali Decreti Ministeriali a tutela del patrimonio archeologico, in particolare nelle zone dei comuni di Fiumicino e Cerveteri, come riportato nella stessa Determina Dirigenziale R.U. n.5545 del 20/12/2018”.

La zona di Pizzo del Prete, dunque, verso la salvezza. A stabilirlo è stata la Regione Lazio.

In sostanza, nel documento della Pisana, si chiarisce una volta per tutte che la cartografia inviata dalla sindaca di Roma, per l’individuazione di una nuova area su cui realizzare la nuova discarica di Roma, ha delle carenze.

Mancano i vincoli paesaggistici. Data questa importante assenza, dunque, prima di scegliere il territorio su cui realizzare il nuovo impianto, bisognerà andare a realizzare uno studio più approfondito delle varie aree. A cominciare proprio da quella di Pizzo del Prete.

Il documento della Regione Lazio che salva Cerveteri e Fiumicino dal rischio discarica
Il documento della Regione Lazio che salva Cerveteri e Fiumicino dal rischio discarica

I vincoli “attualmente non riportati” dovranno essere resi disponibili dal MIBACT.

Prima dunque di rilasciare la VAS dalla Regione ritengono opportuno “integrare le previsioni della Città Metropolitana con tali vincoli al momento non esplicitati”.

Le parole della Regione Lazio suonano dunque come una vittoria del comprensorio nella battaglia che ormai purtroppo da anni si sta combattendo con Città Metropolitana sulla questione rifiuti.

E’ ormai chiaro che le cartografie di Città Metropolitana non sono complete e che la Pisana non potrà basare la sua decisione solo sui documenti prodotti fino ad oggi, ma che sarà necessario un lavoro aggiuntivo per andare a ricomporre un puzzle lasciato al momento a metà.

Intanto, però, i rappresentanti del comprensorio non abbassano la guardia. Se Pizzo del Prete potrebbe nel giro di poco tempo uscire finalmente dall’impasse, lo stesso non si potrebbe dire per il resto del territorio: di quei luoghi cioè non gravati da vincoli paesaggistici e archeologici tali da rendere il tentativo di Roma Capitale di addossare il suo problema dei rifiuti, ai comuni del comprensorio che ormai da anni hanno avviato la raccolta differenziata, andandone a danneggiare l’ambiente e lo sviluppo turistico a cui ambiscono.

Sotto questo punto di vista, dunque, diventa importante la votazione dei giorni scorsi in consiglio metropolitano con la quale la Sindaca Raggi è stata impegnata “a convocare con urgenza la conferenza metropolitana dei Sindaci” per “avviare l’iter amministrativo per la definizione delle zone omogenee, così da poter identificare ambiti ottimali di gestione dei rifiuti e del loro smaltimento, ribadire al tavolo istituito presso il Ministero dell’Ambiente sulla gestione dei rifiuti e nei confronti con la Regione Lazio la scelta nel medio-lungo periodo del superamento dello smaltimento in discarica, e nell’immediato di rispettare i principi dell’autosufficienza e della prossimità, evitando la costruzione nei territori della Provincia di ulteriori discariche o impianti Tmb per i rifiuti prodotti nel Comune di Roma”.

Sul documento della Regione interviene il vicesindaco di Cerveteri: “Stando alla lettura del documento regionale – dice Zito –  in merito alla delocalizzazione degli impianti per lo smaltimento dei rifiuti romani, si parla di una cartografia utilizzata per individuare le aree per la gestione rifiuti.

Dal documento, però, emerge che in questa cartografia non sono riportati i vincoli archeologici, riconosciuti da decreti ministeriali, sulle aree di Cerveteri e Fiumicino.Pertanto tali vincoli dovranno essere riportati e tenuti in considerazione”.

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