Un video didattico che dimostra come la tecnologia possa rafforzare la conoscenza storica senza tradirla
Quando l’intelligenza artificiale non sostituisce l’uomo, ma lo valorizza: Marco Mellace spiega in 3D gli Etruschi –

di Marco Di Marzio
In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale è sempre più presente nei processi creativi e divulgativi, distinguere tra contenuti di qualità e prodotti approssimativi è diventato fondamentale, soprattutto in ambito educativo. In questo scenario si inserisce il video “Storia degli Etruschi: cosa sappiamo davvero, chi erano gli Etruschi?”, un progetto che sta riscuotendo un notevole successo di pubblico e che rappresenta un caso esemplare di uso consapevole e responsabile dell’IA.
A parlarne è Marco Mellace, noto a livello internazionale come Flipped Prof. Docente di sostegno presso l’ISS Luca Paciolo di Bracciano e divulgatore digitale, Mellace sottolinea come questo lavoro dimostri una verità spesso dimenticata: l’intelligenza artificiale non deve sostituire la competenza umana, ma potenziarla.
Il video si distingue per una scelta precisa e controcorrente: limitare al minimo l’intervento dell’IA, utilizzandola esclusivamente come strumento tecnico. Il cuore del progetto è costituito da ricostruzioni tridimensionali originali di importanti centri del mondo etrusco – Volterra, Populonia, Cerveteri, Tarquinia e altri luoghi simbolo – integrate con la presenza di rievocatori storici reali, inseriti digitalmente negli ambienti ricostruiti.
Questa fusione tra modellazione 3D e interpretazione umana genera un forte impatto visivo e narrativo. Lo spettatore assiste a scene di vita quotidiana, rituali religiosi, esercitazioni di combattimento e passeggiate nei mercati etruschi. Figure storicamente coerenti – guerrieri, sacerdoti, capi villanoviani – prendono vita grazie a costumi, armamenti e gesti fedeli alla documentazione archeologica. Tra gli interpreti spicca Marco Cecini, affiancato da diverse associazioni di rievocazione specializzate.
Particolarmente suggestive sono le sequenze ambientate nel porto di Pyrgi, nelle tombe dipinte di Tarquinia e presso l’Ara della Regina. Luoghi che, spesso relegati alle immagini statiche dei libri di testo, diventano qui spazi vivi, comprensibili, attraversabili. È proprio questa capacità di rendere il passato esperibile a rendere il video uno strumento didattico di grande valore.
Il progetto assume anche un forte significato simbolico. Mellace richiama l’attenzione sul rischio, sempre più diffuso sul web, di contenuti storici realizzati senza un’adeguata preparazione scientifica. Errori apparentemente minori – come l’uso anacronistico della lorica segmentata in contesti etruschi o protorepubblicani – finiscono per compromettere la comprensione storica degli studenti. Dettagli che non sono semplici imprecisioni, ma vere e proprie distorsioni del passato.
In questo senso, il video sugli Etruschi si pone come antidoto alla disinformazione, dimostrando che rigore, passione e tecnologia possono convivere. Pur non essendo perfetto – come ogni opera umana – offre un quadro chiaro, coerente e scientificamente attendibile del mondo etrusco, diventando un modello virtuoso di divulgazione digitale.
«In un periodo storico in cui l’approssimazione è altissima», conclude Mellace, «riuscire a creare contenuti vicini alla realtà, sia dal punto di vista grafico che storico, è motivo di grande soddisfazione. È una vittoria per la cultura, indipendentemente da chi realizza il progetto».
Un messaggio che va oltre il singolo video e che interroga direttamente il futuro della divulgazione: la tecnologia è uno strumento potentissimo, ma il valore nasce sempre dall’intelligenza, dalla competenza e dalla responsabilità umana.
Link video: https://www.youtube.com/watch?v=pymHdiKzZIo









