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Perché non viene riaperto il centro visite della necropoli della Banditaccia?

Perchè non viene riaperto il centro visite della necropoli della Banditaccia sito Unesco patrimonio mondiale dell’Umanità?

di Arnaldo Gioacchini
Totalmente al di là ed al di sopra degli aspetti politici che caratterizzano i il vivere sociale ed economico dei Comuni viene da chiedersi se è possibile (e prima possibile) in quel di Cerveteri, riaprire il bel Centro Visite sicuramente degno dell’invidiato Sito UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità della Necropoli della Banditaccia.

Centro Visite il quale, nelle intenzioni, doveva, e per un periodo lo fece e bene, sostituire la “modesta” biglietteria ancora in uso. L’impegno di tutte le coalizioni, in maniera assolutamente indipendente dal proprio “colore” politico, dovrebbe essere quello del ripristino di tale importante, bella e funzionale, struttura trovando, (sciogliendo, in primis, ovviamente, tutti e completamente i “lacci” ed i “lacciuoli” amministrativi – se ci sono – che la tengono tristemente chiusa da alcuni anni) un solido equilibrio gestionale che ne consenta non isolo la riapertura ma anche una più che solida continuità operativa visto che, ottima e collaudata funzionalità amministrativa e “sanitaria” (bagni divisi per sesso e specifici anche per disabili) a parte, svolgeva anche, e non solo nelle intenzioni, pure da valido elemento di
promozione, in generale ed in particolare, turistico – produttiva di tutto il pregevolissimo territorio cerite.

Si scrive e si parla di bene intercettare i flussi turistici in particolare quelli derivanti dai colossi croceristici (quasi cinque milioni di visitatori sbarcati nel 2023) che vanno alla fonda nel porto di Civitavecchia i cui fondali, in particolare uno, vista la profondità ne consente l’attracco (ovviamente sarebbe un grave errore “dimenticare” anche gli altri turisti non croceristi), ed in questo senso già altre amministrazioni comunali, vds. ad es. Santa Marinella, si stanno ben attrezzando all’uopo ( ad es. il Parco Archeologico di Castrum Novum) e quindi non si riesce a
comprendere perché una fior di Struttura afferentissima al rinomato Sito UNESCO di Cerveteri debba continuare a rimanere chiusa nonostante l’inaugurazione solenne che vide in campo, oltre l’ottima architetta progettista, anche il Presidente della Regione Lazio, il Sindaco ed il V. Sindaco di Cerveteri, la Soprintendente Archeologica dell’Etruria Meridionale e la Responsabile di tutta la Zona Archeologica, Museo Nazionale Cerite incluso.

Secondo chi scrive, con una certa qual cognizione di causa avendo accompagnato tutte le ispezioni dell’UNESCO, documentate con ben 300 foto portate dall’Ispettore dell’UNESCO Prof. Giora Solar alla Sede UNESCO di Parigi, ed
avendo scritto il Piano di Gestione del Sito ed essendo anche stato anche il Segretario della speciale Commissione (istituita ad hoc dalla D.ssa Paola Basilone, all’epoca vice prefetto a Roma) per l’ottenimento del prestigioso riconoscimento del Sito UNESCO (ottenuto in meno di un anno anche grazie al feeling culturale ed umano che chi scrive instaurò con il Prof. Solar, ntb: la Val d’Orcia che passò insieme all’unicum Unesco di Cerveteri e Tarquinia era in attesa da quattro anni) e della Commissione del Concorso Internazionale per Idee del Parco Archeologico Caerite (sempre opera della Commissaria Prefettizia, a Cerveteri, Paola Basilone poi successivamente anche prefetto di Torino e di Roma), tenere chiuso il validissimo Centro Visite della Banditaccia ( fra l’altro piuttosto ligneo e quindi molto ecocompatibile) è una vera e propria “ignominia” nel confronti di tutta la Collettività non solo di Cerveteri. Il 22 giugno 2015 (sono passati già 9 anni dalla sua inaugurazione) l’allora Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, poco dopo aver tagliato il nastro del nuovo Centro Visite (Visitor Center o Centro di Accoglienza Turistica che dir si voglia – ndr) della Necropoli Etrusca della Banditaccia Sito UNESCO Patrimonio Mondiale dell’Umanità sottolineando l’importanza e la portata della nuova opera disse: “Oggi è una giornata storica per Cerveteri, ma lo è in generale per il Lazio e per l’Italia”. Chi scrive segue i Siti UNESCO italiani fin dal 1979 ( ed ha la “pretesa” di capirne un “pochino”) quando l’Italia ottenne il suo primo Sito UNESCO con i petroglifi (incisioni rupestri – ndr) della Val Camonica che era il 94° nel mondo ( ora siamo a 1199 Siti (933 Siti culturali , 227 naturali e 39 misti) ed appartengono a 168 Paesi sparsi in tutta l’orbe. Il Centro Visite della Banditaccia a Cerveteri fu fatto anche dietro, le più che funzionali indicazioni, che vennero dalle varie realtà visitoriali, croceristiche e non. Al massimo
del suo funzionamento, quindi nel suo incipit e posteriormente, distribuiva anche delle belle pubblicazioni su Cerveteri concernenti, fra l’altro, anche la sue importanti realtà produttive agricole, e non solo, sparse su oltre 120 chilometri quadrati di territorio, che salgono fino ai 300 mt. del Sasso. Insomma, per concludere, perché non viene riaperto il bello e funzionale Centro Visite? L’Utenza aspetta una risposta che ne veda, possibilmente prima possibile, la sua riapertura.
Forse in proposito una decisione positiva, o comunque una decisiva e dirimente indicazione in questo senso, potrebbe venire dal Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, che ha sede nel Museo etrusco di Tarquinia a Palazzo Vitelleschi?
Membro del Comitato Tecnico Scientifico dell’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale

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