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Pamela Mastropietro: ieri in aula ascoltati i 3 nigeriani. “Not true” non è vero

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Il punto della criminologa di Cerveteri, Linda Corsaletti

Nega in aula Desmond Lucky di essere stato a casa dell’imputato Innocent oseghale, di averlo incontrato o di aver tentato di avere un rapporto sessuale con Pamela. Non conferma neanche tutto ciò che è emerso dalle dichiarazioni di Oseghale stesso e dalle intercettazioni avvenute in carcere. Così come prima di lui al processo ha negato tutto Lucky Awelima che come Desmond era stato indagato per l’omicidio, ma per entrambi la procura ha chiesto l’archiviazione.

Emerse durante l’udienza intercettazioni shock, anch’esse negate dai desmond e awelima. Tra le testimonianze ascoltate in aula anche quella di, Anyanwu Anthony a cui Oseghale telefonò il 30 gennaio chiedendogli aiuto in due differenti telefonate perchè Pamela non si svegliava . L’uomo,ha detto che con Oseghale erano amici e si sentivano spesso e in quell’occasione gli averebbe consigliato di chiamare il 118. La sera lo avrebbe chiamato due volte ma senza avere risposta. Ha poi negato di aver incontrato il connazionale il 30 gennaio. Anche per lui come per Luckjy e Awelima è stata chiesta l’archiviazione. La prossima udienza si terrà il 3 aprile davanti alla Corte di Assise. Sono state poi ascoltate la dottoressa Roberta Bruzzone che ha delineato il profilo vittimologico della vittima e attraverso il quadro psicopatologico ha spiegato il disturbo borderline ( grave), di cui soffriva Pamela.

Pamela Mastropietro: ieri in aula ascoltati i 3 nigeriani. “Not true” non è vero

Una linea di confine tra nevrosi e psicosi che tra le varie condotte sintomo prevede l’abuso di sostanze come auto medicamento e l’abolizione totale della capacità di consenso in nessuna delle aree pulsionali compromesse da tale disturbo, con particolare riferimento alla sfera sessuale. Ciò comporta l’abolizione della capacità volitiva. La dottoressa Marina Baldi, genetista, ha invece evidenziato la necessità investigativa, a mio avviso obbligatoria, di approfondire le indagini al fine di identificare gli individui a cui corrispondono i due profili ignoti rinvenuti uno sulle maniglie dei trolley in cui era contenuto il corpo di Pamela e L’ altro nella bocca della ragazza. Mercoledì prossimo saranno ascoltati alcuni consulenti dell’accusa proprio per questo motivo sarà necessario proiettare nuovamente le immagini. 

L’udienza di ieri ha finalmente ridato dignità alla vittima, troppo spesso fatta passare come una semplice tossica che scambiava favori sessuali in cambio della sostanza. Noi del suo staff difensivo siamo pienamente soddisfatti dell’andamento processuale.

Linda Corsaletti

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