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Ordine dei Giornalisti: una sola sede per le elezioni del Lazio





A rischio per “Giornalisti 2.0-Gruppo Gino Falleri” la salute dei votanti quando basta il voto online

Ordine dei Giornalisti: una sola sede per le elezioni del Lazio –

La questione della proroga dello stato d’emergenza nazionale dichiarata poche ore fa dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha fatto sorgere critiche e dubbi da più parti.

Tra poche settimane, si tornerà a votare per il Consiglio Regionale dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio e in una nota ufficiale di “Giornalisti 2.0-Gruppo Gino Falleri” si sottolineano più preoccupazioni.

La sede scelta per le elezioni a Roma è come sempre il Circolo Montecitorio, un seggio unico per un numero incredibile di giornalisti elettori. 

“Tanti, davvero tanti. Anzi, troppi perché non ci si ponga oggi il problema doveroso del rischio-contagio da Covid” – dicono i giornalisti del Gruppo. 

L’ordine affida il rinnovo delle cariche ad una legge elettorale vecchia di oltre mezzo secolo e, ovviamente, si vorrebbe che venisse cambiata e adeguata ai tempi.

“Adeguandosi cioè alle normative vigenti, e soprattutto alle disposizioni e ai suggerimenti imposti dovunque dagli esperti della materia in tema di sicurezza” – specificano.

Le elezioni si terranno il 15 e 16 novembre 2020 prossimo, appunto presso il Circolo Montecitorio a Roma.

“Lo abbiamo ricordato e sottolineato con forza anche ai vertici RAI chiedendo di riflettere sulla necessità di evitare che sabato prossimo 4 mila concorrenti possano partecipare tutti insieme alla Fiera di Roma al prossimo Concorsone RAI”.

Come se ne esce? Per il Gruppo Gino Falleri la soluzione è semplice: un tavolo con il Governo per trovare il modo migliore perché sia possibile per tutti poter votare da remoto e on line.

“I giuristi che abbiamo interpellato – precisano “Giornalisti 2.0-Gruppo Gino Falleri” – ci hanno spiegato che basta aggiungere una riga soltanto alla vecchia legge di 56 anni fa. Come si è fatto per l’INPGI, o per la Casagit”.

I Giornalisti 2.0 si domandano se il Presidente Conte sappia quanti sono coloro che andranno a votare a novembre e soprattutto che tanti di quelli in età a rischio non andranno per evitare il contagio.

“Ci auguriamo – conclude il Gruppo Gino Falleri- che il nostro appello formale venga raccolto da Palazzo Chigi”.

In polemica, aggiungono che da più parti provengono notizie dell’organizzazione di navette per portare gli aventi diritto a votare, stipandole il più possibile.

Ovviamente la domanda è se può sembrare normale correre un simile rischio in questo momento.