Ma dal Vaticano arriva la decisione di limitare le celebrazioni come fatto lo scorso anno
Niente spostamenti per tutto marzo, si guarda alla Pasqua –
Ancora divisione in colori dell’Italia con le zone rosse che tenderanno ad allargarsi a causa delle varianti e ancora stop agli spostamenti tra Regioni, anche se gialle, almeno fino alla fine di marzo.
Il Governo Draghi si prepara a prolungare ancora di 30 giorni i divieti imposti fino ad oggi dai Dpcm Conte.
Ad anticiparlo è stato il ministro per gli Affari regionali, Mariastella Gelmini. Quindi il Governo inizierà a valutare le regole che entreranno in vigore a partire dal 6 marzo.
Un ritornello che si ripete….. con i cittadini e in particolare le attività commerciali che già durante il periodo invernale e gli ultimi mesi del 2020 si sono visti chiedere sacrifici per poter salvare almeno il Natale e con il Natale invece che alla fine è andato perso con lo stop agli spostamenti e le micro zone rosse di week end e giorni festivi e prefestivi che di fatto hanno impedito a bar e ristoranti di aprire almeno a pranzo e alle famiglie di riunirsi.
Ora in sostanza si chiedono ancora sacrifici, per poter salvare la Pasqua. Ma la Pasqua sembra ormai essere persa, con il Vaticano che ha già imposto delle limitazioni anche per le celebrazioni Pasquali. Resteranno in vigore le regole stabilite lo scorso 25 marzo per le celebrazioni della Pasqua 2020.
In sostanza la Domenica delle Palme dovrà avvenire “all’interno dell’edificio sacro”. Si richiede che le cattedrali adottino “la seconda forma prevista dal Messale Romano, nelle Chiese parrocchiali e negli altri luoghi la terza”.
Per quanto riguarda la Messa crismale, gli episcopati potranno indicare un eventuale trasferimento di data. Potrà dunque essere spostata in un giorno più adatto, se necessario.
Per la Messa in Coena Domini si stabilisce che “si ometta” la lavanda dei piedi. Non sarà effettuata nemmeno la processione conclusiva e il Santissimo Sacramento sarà custodito nel tabernacolo. Viene inoltre concessa ai presbiteri la facoltà di celebrare la Messa “senza concorso di popolo, in luogo adatto”.
Durante la preghiera del Venerdì Santo sarà cura dei vescovi “predisporre una speciale intenzione per chi si trova in situazione di smarrimento, i malati, i defunti”. Modificato anche l’atto di adorazione alla Croce: il bacio, “sia limitato al solo celebrante”.
Per quanto riguarda la Veglia Pasquale si chiede che sia celebrata “esclusivamente nelle chiese Cattedrali e parrocchiali” e che per la liturgia battesimale “si mantenga solo il rinnovo delle promesse battesimali”.
Nel documento si sottolinea come “l’uso dei social media ha molto aiutato i pastori a offrire sostegno e vicinanza alle loro comunità durante la pandemia” e suggerisce per le celebrazioni della Settimana Santa “di facilitare e privilegiare la diffusione mediatica delle celebrazioni presiedute dal vescovo, incoraggiando i fedeli impossibilitati a frequentare la propria chiesa a seguire le celebrazioni diocesane come segno di unità”.









