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Mussorgsky e Tchaikovsky, la grande tradizione musicale russa in una magistrale esecuzione dell’OgMF

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L’orchestra diretta dal maestro Massimo Bacci

Mussorgsky e Tchaikovsky, la grande tradizione musicale russa

Un concerto davvero vibrante ed emozionante come raramente capita di  ascoltare, quello diretto da Massimo Bacci alla guida dell’Orchestra giovanile Massimo Freccia, il pomeriggio di domenica 30 giugno nella Sala Polifunzionale di Ladispoli, nell’ambito della Stagione concertistica “VIVIMusica 2019” realizzata dall’Associazione Massimo Freccia e dall’Assessorato alla Cultura della cittadina laziale.

Quest’anno, dopo aver guidato questa sorprendente formazione orchestrale composta da ben tre generazioni di musicisti, dai bambini alle prime parti di importanti Istituzioni musicali italiane, in un viaggio unico nel cuore dell’animo musicale russo attraverso i capolavori di Borodin e Tchaikovski fino alla recente esecuzione della Quinta sinfonia di Shostakovich, il direttore   ha proposto un altro grande programma russo: i “Quadri di un’Esposizione” di Mussorgky nella famosissima orchestrazione di Ravel, il Poema sinfonico “Una notte sul Monte Calvo” dello stesso Mussorgsky e il travolgente “Gran Pas de Deux” di Tchaikovsky.

Mussorgsky e Tchaikovsky, la grande tradizione musicale russa
Mussorgsky e Tchaikovsky, la grande tradizione musicale russa

Bacci ha dominato magnificamente il famoso fuoco ardente che cova sotto la cenere proprio della musica russa con azzeccate scelte agogiche e dinamiche; una direzione palpitante, travolgente e allo stesso tempo intima e commovente, una lettura ricca di particolari e sfumature rese con gesto vibrante e preciso che gli eccellenti solisti di questa formazione orchestrale hanno realizzato in maniera perfetta. Impossibile dimenticare le performance suadenti ed evocative del sax e fagotto, della possanza dell’euphonium e degli ottoni tutti, della straordinaria precisione della tromba solista, del virtuosismo dei legni e dalla sempre più sorprendente crescita del livello degli archi, vero cuore pulsante di questa orchestra, reso ancor più unico dalla giovanissima età della maggior parte di loro.

Alla fine, ovazioni interminabili di un pubblico numeroso che ha sfidato il caldo torrido di questo inizio estate ma, ne siamo certi, è uscito della Polifunzionale di Ladispoli con la forte sensazione di aver assistito ad un evento unico che di norma si può godere solo in grandi sale e importanti rassegne concertistiche nazionali e internazionali.

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