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Mareggiate e erosione: la Palude di Torre Flavia sotto assedio

Il futuro delle scogliere è un tema aperto, ma è il presente a destare forte preoccupazione lungo la costa di Ladispoli. Le mareggiate che si sono abbattute in questi giorni hanno provocato nuovi e gravi danni al litorale, mettendo sotto attacco anche il delicato sito naturale della Palude di Torre Flavia.

I volontari delle associazioni ambientaliste sono scesi in campo per limitare il più possibile la contaminazione tra l’acqua salata del mare e quella dolce della palude, uno scenario che potrebbe avere conseguenze pesanti sull’habitat faunistico e floristico della riserva, tutelata dalla Comunità Europea e dalla Città Metropolitana di Roma Capitale. A rischio persino la stradina sabbiosa che collega il litorale ladispolano con Campo di Mare, ormai sempre più erosa dall’avanzare del mare.

Scuolambiente Cerveteri-Ladispoli, insieme ad altre realtà impegnate nella difesa del litorale, ha lanciato un appello alle istituzioni. «Ci auguriamo – ha dichiarato Rita Paone di Marevivo Lazio – che i fondi regionali per la realizzazione delle barriere soffolte includano anche il tratto antistante la Palude nel comune di Ladispoli. La situazione è critica e non si può più aspettare».

La preoccupazione principale resta l’assenza di interventi concreti. Il piano regionale da oltre 10 milioni di euro dovrebbe partire prima dell’estate, ma non è ancora chiaro se le scogliere verranno posizionate anche davanti alla Palude o solo in prossimità di Torre Flavia. Intanto, le mareggiate continuano a riportare alla luce resti di epoca romana, come i basoli riaffiorati dalla sabbia, segno di un territorio fragile che arretra sotto la forza del mare.