Frattura tra il sindaco di Ladispoli Alessandro Grando e il consigliere di Fratelli d’Italia. L’ex delegato pronto a riferire ai vertici regionali e nazionali del partito
Ladispoli, via le deleghe al consigliere Ardita –
Via le deleghe ai rapporti con Trenitalia ed Rfi e con le società calcistiche dalle mani del consigliere di Fratelli d’Italia Giovanni Ardita. Alla fine il sindaco di Ladispoli Alessandro Grando ha deciso di porre fine al rapporto di fiducia, che già da tempo si era incrinato, con il consigliere in forza al partito della Meloni.
Negli ultimi tempi erano state diverse le critiche mosse da Ardita all’operato dell’amministrazione di centrodestra di cui fa parte. Da quella relativa alla mozione sulle case popolari che non ha ottenuto il via libera in consiglio comunale, e andando indietro nel tempo fino agli iter relativi ai piani urbanistici portati avanti dall’amministrazione e di cui aveva affermato di non essere a conoscenza, nonostante facesse parte della commissione urbanistica.

Insomma dei mal di pancia che negli ultimi tempi si sono acuiti sempre più fino ad arrivare alla giornata di ieri quando alla fine il primo cittadino ha deciso di porre fine con la revoca delle deleghe al consigliere in quanto “ha tenuto, nello svolgimento delle sue funzioni delegate, atteggiamenti che hanno compromesso il rapporto di fiducia da parte del sottoscritto (il Sindaco, ndr)”, come si legge nel decreto di revoca.
Ma il consigliere FdI non ci sta: «Messo alla porta senza essere convocato. La decisione non è stata comunicata nemmeno al capogruppo FdI, Raffaele Cavaliere», ha sottolineato.
E mentre il consigliere di FdI annuncia che riferirà di quanto accaduto ai vertici regionali e nazionali del partito, va ricordato come solo pochi giorni fa proprio il consigliere regionale FdI, Giancarlo Righini in occasione dell’inaugurazione del cantiere del Palazzetto dello Sport, ha annunciato sostegno all’attuale sindaco in vista delle prossime amministrative: «Questa amministrazione è un fiore all’occhiello che fa vantare non solo nel Lazio ma in Italia».
E ancora: «Sono sicuro che il prossimo anno festeggeremo un tripudio di voti».
Da vedere, dunque, se e quale tipo di azione il partito deciderà da compiere nei confronti dell’attuale amministrazione giudicata «vincente» solo pochi giorni fa.
Intanto il consigliere Ardita guardando al suo operato da delegato non trova nulla da rimproverarsi. «Ritengo di aver operato bene sia per l’amministrazione che per la città», ha detto, «Ho fatto la mia parte – nell’interesse della collettività».
E se da un lato, come si legge nel decreto del Sindaco, al consigliere sono state revocate le deleghe perché «nello svolgimento delle sue funzioni delegate, ha tenuto atteggiamenti che hanno compromesso il rapporto di fiducia da parte del sottoscritto» (del sindaco, ndr), anche il consigliere parla di fiducia venuta meno, «quando nella delega per i rapporti con le società calcistiche ho rappresentato il problema dello stadio Angelo Lombardi di San Nicola».
Uno stadio «abbandonato» che «doveva essere messo in sicurezza». Soprattutto dopo l’incidente che ha coinvolto un giovane ladispolano. «Ritenevo che il Comune doveva prendersi le sue responsabilità».
«Se molte volte ho fatto delle critiche costruttive all’interno della maggioranza, l’ho fatto sempre nell’interesse dell’amministrazione, della città e della collettività».









