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Ladispoli tra movid e covid, scatta la ronda del Sindaco. Tutta colpa dei giovani ingestibili

Le imprese sul filo del rasoio fanno il massimo ma non possono pattugliare anche le strade

Ladispoli tra movid e covid, scatta la ronda del Sindaco. Tutta colpa dei giovani ingestibili

Ladispoli tra movid e covid, scatta la ronda del Sindaco. Tutta colpa dei giovani ingestibili
Ladispoli tra movid e covid, scatta la ronda del Sindaco

Serata di movida ai tempi del Covid19 quella di ieri sera/notte a Ladispoli. Tanti giovani, infatti, hanno affollato le via della città e i locali, costringendo il Sindaco Grando a fare, personalmente, servizi di ronda.

Sopralluoghi che hanno fatto imbestialire il primo cittadino:

“Sono appena rientrato da un controllo per le vie della città. Non avete idea – scrive Grando sui social – di quello che c’era in giro tra lungomare, Piazza dei Caduti e Viale Italia: assembramenti di ragazzi ovunque, per di più senza mascherina, gente che consumava alcolici in strada in barba all’ordinanza che lo vieta espressamente, bottiglie abbandonate dappertutto.

Capisco la voglia di uscire e stare in compagnia, ma non è questo il modo di comportarsi”.

Grando se la prende anche coi gestori dei locali:

“Capisco anche che per i gestori dei locali non sia facile controllare una situazione del genere, ma questo non è un motivo valido per fare finta di niente”.

Il primo cittadino non esclude un giro di vite:

“Alla luce di questi fatti mi vedo costretto ad introdurre nuovamente provvedimenti restrittivi. Il mio ruolo mi impone di fare tutto il possibile per tutelare la salute dei cittadini, anche a costo di essere impopolare. Così non si può andare avanti”.

Dichiarazioni dure che stanno scatenando reazioni sui social. Molti cittadini difendono, però, la necessità dei locali di rimanere aperti per garantire la loro sopravvivenza e quella dei loro dipendenti.

“Perché – scrive un cittadino – invece di alludere ad eventuali responsabilità dei gestori dei locali, non li aiutate mettendo in campo più multe e controlli?”.

“Credo sia giusto – scrive un altro residente di Ladispoli – far pagare chi violi il regolamento, ma non facciamo di tutta l’erba un fascio. Purtroppo ci rimetteranno i locali, che ingiustamente verranno richiusi”.

Propri i gestori dei locali solo sul filo del rasoio dopo le dichiarazioni del sindaco Grando. Temono provvedimenti restrittivi e chiusure che non potrebbero sostenere.

“Sono stanco e nervoso dopo aver assunto una figura per il controllo – scrive uno dei tanti gestori alla redazione – e dopo aver limitato il mio incasso non dando bere da asporto alle persone ci scrive un gestore. E’ difficile – aggiunge – gestire la massa dei ragazzi che si presentano davanti al locale, dopo che siamo impazziti per regolamentare le distanze e gestire al meglio il tutto. Ora abbiamo paura, nuove chiusure provocherebbero danni irreparabili”.

Sulla stessa linea d’onda un altro esercente:

“Una nuova ordinanza che limita la mia attività rischierebbe di farmi chiudere. Sono davvero sconfortato. Per tutta la sera abbiamo cercato di fare sicurezza. Purtroppo entrano spesso tutti insieme e senza mascherina, non riusciamo a stare dietro a tutti. Spesso alla gente non importa e fa finta di niente, non ci aiuta nessuno”.

“La questione dei ragazzi che sciamano e l’incapacita’ di mettere in atto controlli negli spazi pubblici, oltre che in quelli privati, è una problematica nazionale della fase2, che vede vittime e carnefici i gestori gia’ vessati da una miriade di norme quasi insulse se rapportate all’entità delle violazioni che compiono gli utenti”.

Se si decide di aprire, si apre. E la questione resta aperta. Le stesse forze dell’ordine potranno mai fermare la stagione, e regolare i comportamenti e l’educazione di migliaia di ragazzi in preda al delirio pre estivo? Se chiudessero i locali i ragazzetti si riunirebbero altrove. Nei giardini di Ladispoli ad esempio, basta fare un giretto per notare che è un pullulare continuo di comitive con decine di ragazzi che bevono, fumano, limonano tranquilli, assembrati in gruppi numerosi, ed “ovviamente” senza mascherine.

Potrebbe essere altrimenti? Se ciò avviene nel domicilio privato, figuriamoci su un muretto di un lungomare non illuminato e scarsamente pattugliato cosa accade.
Rischiamo che il perbenismo sia la maschera, come sempre, dell’ipocrisia che è peggio del lassismo. Per non parlare della questione spiagge nei primi week end di sole.
Si rischia come al solito di individuare il capro espiatorio di una situazione che nessuno è in grado di regolare con controlli e norme certe.

Un venerdì complicato e la movida del sabato sera, ai tempi del covid19, è alle porte.

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