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Ladispoli, risarcita la famiglia di un militare deceduto di mesotelioma





Il Tribunale civile di Roma condanna lo Stato a pagare un milione di euro: l’uomo aveva contratto il tumore lavorando a bordo di natanti di vecchia generazione

Ladispoli, risarcita la famiglia di un militare deceduto di mesotelioma –

Clemente Crisci (residente a Ladispoli) aveva lavorato per anni a bordo di navi militari dove l’amianto era ampiamente impiegato a bordo nei corridoi, la sala macchine e nei rivestimenti delle condotte di scarico.

Scientificamente è ormai comprovata forte correlazione tra la presenza delle fibre di amianto e l’insorgere del mesotelioma pleurico, una forma di cancro fatale.

Crisci era un sottocapo nocchiere della Marina Militare e il mesotelioma gli era stato diagnosticato nel 2014: si era sentito abbandonato come uomo e come militare, racconta il suo avvocato. Aveva immediatamente richiesto il riconoscimento della causa di servizio e di venire equiparato come vittima del dovere.

L’uomo però non avrà mai la possibilità di vedere riconosciute le sue istanze: la Commissione medica ospedaliera di Roma sancirà la correlazione tra malattia e presenza di amianto solo nel 2018 e il comitato di verifica gli attribuirà lo status di vittima del dovere un anno dopo, ma Clemente Crisci era ormai deceduto dal 2015.

Ora a distanza di anni, la famiglia, residente a Ladispoli, sostenuta dall’Osservatorio Nazionale Amianto, è riuscita a portare avanti la battaglia di Crisci contro il Ministero della Difesa, ottenendo una storica sentenza e un risarcimento alla vedova e alle figlie di un milione di euro.