La denuncia social di un genitore dopo l’episodio accaduto ieri alla stazione di Ladispoli sul pullman per Cerveteri: “Si attivino dei mezzi con più posti per il fine settimana”
“Ladispoli, non c’è spazio sull’autobus: l’autista non le fa salire”, scoppia la polemica –
Hanno deciso di trascorrere la domenica pomeriggio in giro per le vie centrali di Ladispoli ma al momento di tornare a casa non sono riuscite a salire sull’autobus.
La causa: mezzo di trasporto pieno.
A denunciare l’episodio sui social il genitore di una delle protagoniste.
“Questa sera (ieri, ndr) – racconta – mia figlia con le sue amiche alla stazione di Ladispoli alle 19.15 l’autista le ha lasciate lì perché gli ha detto che non c’erano posti, anche se non so se avesse posti liberi in piedi”.
Per il genitore per evitare episodi simili la soluzione sarebbe a portata di mano: prevedere, almeno per il fine settimana dei mezzi di trasporto più capienti così da consentire il ritorno a casa.
“Ora – prosegue il genitore – mi attiverò perché lasciare delle minorenni a piedi non va bene per niente”.
E si rivolge anche al sindaco di Cerveteri, Alessio Pascucci: “La gioventù di Cerveteri va tutta a Ladispoli, si attivi per le corse di sabato e domenica con dei pullman con più posti”.
Una vicenda che ha sollevato numerose polemiche sui social.
Nella maggior parte dei casi in tanti hanno dato ragione al genitore arrabbiato, puntando i riflettori sulla necessità di implementare il servizio di trasporto locale per agevolare i più giovani a spostarsi da una città all’altra in tranquillità.
Dall’altro lato, è pur vero, come evidenziato anche da altri utenti social, tra cui anche un autista della ditta di trasporto pubblico locale che il problema non risiede nel diniego dell’autista del mezzo a far salire le ragazze, quanto a degli standard di sicurezza da rispettare.
“I bus – ha infatti spiegato – hanno una capienza massima”.
Capienza che va rispettata proprio per una questione di sicurezza perché qualora dovesse accadere qualcosa, a risponderne sarebbe proprio l’autista.









