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Ladispoli, Marco Mellace non smette di stupire: ricostruita in 3D Torre Flavia

Riproposta la struttura così come doveva apparire in epoca rinascimentale: l’opera sarà inserita nel libro di prossima pubblicazione titolato “Ladispoli – Un lungo viaggio nel tempo – Volume 3 – Tremila anni tra storia e immagini”

di Marco Di Marzio

Ladispoli, Marco Mellace non smette di stupire: ricostruita in 3D Torre Flavia

Le ricostruzioni 3D realizzate da Marco Mellace, in arte Flipped Prof, non smettono mai di stupire. Dedicata a Ladispoli, che lo lega fin dalla nascita, questa volta, infatti, dopo la Villa romana di San Nicola attribuita secondo alcuni storici a Gneo Pompeo Magno, grazie ai prodigi dell’informatica e all’opera di una persona divenuta importante nel campo dei lavori multimediali a scopo formativo, è tornata in vita virtualmente e in tutto il suo splendore l’antica Torre Flavia, divenuta oggi, nei suoi resti, il simbolo della città. Un bellissimo dono fatto a tutti i cittadini, pensato e prodotto per i lavori di realizzazione del nuovo libro, di prossima pubblicazione, titolato “Ladispoli – Un lungo viaggio nel tempo – Volume 3 – Tremila anni tra storia e immagini”. Torre Flavia era una struttura militare, costruita in epoca medievale e realizzata su una preesistente struttura di epoca romana (probabilmente una villa), di cui si intravedono ancora negli anni trenta, alcune strutture murarie nei giorni di bassa marea. Nel XVI secolo fu ristrutturata e potenziata dal cardinale Flavio Orsini, dal quale prende il nome. Gravemente danneggiata durante la Seconda Guerra Mondiale, dopo un periodo di isolamento in mezzo al mare, a partire dalla metà degli anni settanta e fino ai nostri giorni grazie alla creazione di barriere poste a protezione la struttura è stata ricollegata alla terra ferma. Ad attenderla ora un’importante restauro che sarà reso possibile grazie ai fondi stanziati dal Governo per mezzo del “Decreto Bellezza-Recuperiamo i luoghi dimenticati”. Per omaggiare l’opera 3D, la redazione di Baraondanews ha voluto incontrare nuovamente Marco Mellace, per conoscere meglio il lavoro compiuto.

Caro Marco, nel ringraziarti per la nuova intervista concessa alla nostra redazione, puoi innanzitutto presentarci la tua ultima opera?

Certamente, trattasi di Torre Flavia, il simbolo della città nella quale sono nato e cresciuto e che mantengo le mie radici con molta gioia. Un lavoro che rappresenta un punto di ripartenza dopo quanto compiuto nel 2018, quando ricostruii in 3D la torre per la prima volta in assoluto. Una ricostruzione, questa, avvenuta grazie al supporto di diverse nuove fonti, tra le quali il depliant “Torre Flavia – Un simbolo, Una storia, Una memoria da salvaguardare”, edito nel 2010 dal Comune di Ladispoli, rappresentato dal Sindaco Crescenzo Paliotta, in collaborazione con il Gruppo Archeologico del Territorio Cerite-Onlus. Questo lavoro multimediale si propone di dare un’idea alle persone di come dovevano apparire la struttura e i suoi interni in epoca rinascimentale, per effetto degli interventi di ristrutturazione compiuti dal cardinale Orsini. Nella ricostruzione, trattandosi di una torre difensiva e concepita anche allo scopo di non essere espugnata, per il collegamento tra i vari piani ho ipotizzato delle scale in legno, montate a livello mobile, poiché quelle fisse e in muratura sono menzionate in documenti datati successivamente all’intervento degli Orsini. Tali saranno inserite nella prossima e imminente ricostruzione 3D che farò della torre, quella che la ritrae così come doveva apparire nel 1700, che uscirà a breve, nella quale sarà inserito anche il caminetto. Con questa ricostruzione però abbiamo già fatto un salto ulteriore rispetto a quanto fatto nel 2018.

Marco Mellace

Un bellissimo dono, dunque, per la Città di Ladispoli, non il primo vista la precedente realizzazione della Villa romana di Marina San Nicola attribuita a Pompeo. Quali sono le emozioni suscitate nel rivedere Torre Flavia in tutto il suo splendore?

Immenso stupore. Già le rovine ci danno un’idea della maestosità della torre, poiché tali rappresentano una parte importante della struttura pur trattandosi solamente del pianoterra, un terzo dell’edificio globale, dove al tempo erano collocate le riserve di munizioni, la cisterna e le scorte. E poi, devo dire, ho provato delle emozioni fortemente condivise, poiché così come ho fatto per il Partenone, realizzato con il supporto di Andreas Arcadios, anche in questa occasione per il raggiungimento del traguardo ho avuto il piacere ricevere la preziosa collaborazione di Luana Bedin, Cristina Calabrese, Luici Cicillini, Nardino D’Alessio, Marco Di Marzio, Crescenzo Paliotta e Claudio Nardocci, autori insieme a me del libro di prossima pubblicazione dal titolo “Ladispoli – Un lungo viaggio nel tempo – Volume 3 – Tremila anni tra storia e immagini”.

Per cosa si caratterizza questa ricostruzione 3D di Torre Flavia?

Innanzitutto, rispetto a quella del 2018, vi sono molte ottimizzazioni. C’è un salto qualitativo pazzesco, risultato di studi ulteriori che hanno reso possibile il raggiungimento di una maggiore verosimiglianza della struttura. Anche le parti esterne si presentano pressoché perfette, così come la profondità e la posizione delle finestre. L’importanza di questa ricostruzione è legata al fatto che essa getta uno sguardo proprio sugli interni della Torre, che in precedenza non erano visibili nella ricostruzione del 2018. Attraverso questo lavoro possiamo farci un’idea di quelle che erano le stanze. Sono quindi visibili al piano terra e all’ultimo la volta, mentre in quello intermedio troviamo presenti i tramezzi in legno. Stesso discorso per la parte superiore, con una cura dei dettagli maggiore rispetto alla ricostruzione precedente, prevedendo anche la fornace su uno dei merletti.

Dove nasce l’idea? Sappiamo che tale ricostruzione verrà inserita nel libro di prossima pubblicazione dal titolo “Ladispoli – Un lungo viaggio nel tempo – Volume 3 – Tremila anni tra storia e immagini”, come procedono i lavori di stesura del testo?

I lavori procedono in maniera eccellente ed efficace. C’è una forte cooperazione tra i coautori all’interno di questa splendida sinergia che si è venuta a creare. Io mi occupo delle ricostruzioni 3D. Per quanto riguarda questo progetto, inizialmente avevo proposto la ricostruzione del 2018, salvo poi dirmi tra di me “… perché non fare una nuova versione di Torre Flavia all’interno della quale prevedere miglioramenti tecnici e anche gettare uno sguardo sugli interni dando così al lettore ulteriori informazioni?” Questo lavoro è stato, dunque, indotto dalla volontà di voler creare un qualcosa di più vicino alla realtà, anche in funzione del nuovo libro. Un’opera che per quanto riguarda la parte narrativa sviluppa e completa quanto ottimamente riportato nei precedenti due testi. La sua uscita è prevista per Natale 2021. Mi auguro sinceramente però che in futuro possa esserci spazio addirittura per un quarto volume, ne varrebbe veramente la pena, trattandosi anche di un prodotto culturale dal valore inestimabile, oltre che da considerare patrimonio per la stessa Ladispoli. Sempre per questo libro ho in mente di realizzare la villa rurale della “Grottaccia” e molte altre “meraviglie” del territorio, come il mausoleo di Virginio Rufo.

Torre Flavia, in epoca rinascimentale

Nella tua ricostruzione ci sono delle particolarità rispetto a quanto magari visto nelle foto scattate durante il primo novecento e che ritraggono la torre ancora in piedi?

Si. Le particolarità sono molteplici e vanno da alcune parti della struttura, come le scale di accesso e i cornicioni, alla fisionomia della costa e alla presenza dei ruderi romani. Anche per questi motivi, in virtù degli elementi che sono emersi dalle fotografie, realizzerò una nuova ricostruzione di Torre Flavia proponendola così come doveva apparire tra il 1700 e il 1900, nella quale provvederò ad inserire tra le altre cose l’ingresso al piano terra.

Da ladispolano doc, perché secondo te Torre Flavia è riuscito diventare il simbolo di Ladispoli riconosciuto a tutti?

Secondo la mia opinione perché Torre Flavia rappresenta la rinascita. La sua storia deve essere letta in parallelo a quella dei cittadini di Ladispoli, con le devastazioni e le sofferenza patite durante la guerra prima e il ritorno alla vita poi. Credo che all’interno di questa torre ci sia un forte simbolo di ripartenza, anche della stessa comunità locale. Il fatto di averla persa, dimenticata, riscoperta e tutti gli aneddoti collegati ci consente di gettare una base di forte affetto, ammirazione e di commozione per un elemento che racchiude in esso un forte significato simbolico. E ancora oggi, questa struttura, nonostante i suoi problemi è ancora amata e particolarmente ammirata da coloro che durante l’estate si recano al mare nel tratto di spiaggia adiacente.

Quali sono i ricordi che Torre Flavia riesce a rievocare alla mente di Mellace?

Ricordo sicuramente una domenica piena di sole del 1983 con mio padre. Ricordo che quel giorno andammo in bicicletta fino a Torre Flavia e lui, giunti sul posto, scattò alcune fotografie che ancora posseggo e che conservo con tanto amore. Tra di esse, una in particolare ritrae me seduto su uno scoglio intento ad indicare le rovine della torre, all’epoca appena ricollegata alla terra ferma. Ho questo ricordo bellissimo, il primo della mia vita. Di immagini e momenti ne seguiranno però anche altri, come quella volta che venni ritratto con un’espressione delusa per il diniego imposto da mio padre alla mia richiesta di accedere alla torre.

Cosa si prova nel rivederla oggi così come appare nei suoi resti?

Tanta ammirazione, perché costruire un’opera del genere con i mezzi del tempo é da considerare un vero e proprio miracolo. Certamente, penso anche a tutto quello che ha vissuto, cercando di immaginare quella che è stata la sua storia, collocata all’interno di vicende che hanno segnato epoche importanti del nostro passato, con i loro risvolti positivi e negativi. Un’emozione della stessa intensità che ho provato quando ho ricostruito la campana, che serviva alla guarnigione stante nella struttura per essere avvertita del pericolo. La prima emozione in assoluto però, come detto, è legata alla maestosità in rapporto alle rovine.

Particolare degli interni della torre

Immagina di essere tu a dare attuazione al restauro reso possibile grazie al “Decreto-bellezza”, come andresti a recuperare l’intero sito anche a scopo culturale e turistico di Ladispoli?

Le vie da seguire possono essere tranquillamente due. La prima consiste nel creare una perfetta commistione tra antico e moderno, all’interno della quale allestire un piccolo museo della torre e di storia romana, in considerazione dei reperti ritrovati, munito di una sala per l’esposizione di contenuti multimediali, ristoro e spazio dedicato all’acquisto di un ricordo turistico del luogo. La seconda, invece, potrebbe riguardare un lavoro teso alla conservazione e al recupero di quanto rimasto, rendendolo da ultimo visitabile, come fatto per esempio alla Valle dei Templi di Agrigento.

Non solo ricostruzioni 3D, il tuo stimato lavoro multimediale e formativo spazia anche in altri campi. Puoi descriverci le altre attività da te portate avanti e quelle in cantiere?

Ho appena terminato una serie didattica dal titolo “Chi furono”, alla quale tengo tantissimo, che spiega in maniera semplice la storia dell’uomo dai micenei alla caduta dell’Impero romano. E’ una playlist, che si trova all’interno del mio canale YouTube, comprendente 63 video, i quali sono stati di aiuto e di supporto a moltissimi colleghi ed alunni durante la pandemia. Questo lavoro sicuramente sa creare degli agganci efficaci negli studenti, che indirettamente spesso si ritrovano le mie ricostruzioni 3D da me riutilizzare in maniera più semplice con rendering che faccio convivere con disegni, creati e animati sempre da me con il mouse, caratterizzati da animazioni, fumetti e delle mie descrizioni audio, che servono ad aiutare i ragazzi a prescindere dagli stili e metodi di apprendimento. Questo è uno dei progetti portato avanti. Quest’anno inoltre ho realizzato 400 video, di cui tantissimi legati alla ricostruzione 3D come quello di Atene e del Partenone, considerati da molti esperti i più belli mai ricostruiti. Tra i progetti futuri, tanti 3D come quello imminente di Catania greca e molti legati alla multidisciplinarietà, e uno al Decamerone di Baccaccio.

Torre Flavia oggi

Caro Marco, nel ringraziarti nuovamente per lo spazio concesso, tornando a parlare di 3D ti chiediamo in conclusione quali sono gli impegni e i lavori di imminente prossima uscita?

Appena realizzata Torre Flavia settecentesca, pubblicherò il documento 3D titolato “Storia e immagini di Torre Flavia” con annessa anche una Torre Flavia di epoca medievale. Ma molto presto intendo tornare sulla Magna Grecia per realizzare nuovi e più accurati lavori su Taranto greca, Crotone, Delfi, con il Tempio di Apollo, ed Epitauro.

Segue link video della ricostruzione 3D

https://www.facebook.com/baraonda.rivista/videos/935330213917818 (Ricostruzione 3D di Torre Flavia)

https://www.facebook.com/baraonda.rivista/videos/152784276890606 (Storia e immagini di Torre Flavia)

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