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Ladispoli, il PD boccia il bilancio di previsione: “Inefficiente”

Ladispoli, il PD boccia il bilancio di previsione: “Inefficiente” – Riceviamo e pubblichiamo:

Il documento è il risultato del confronto avvenuto durante la quinta riunione di Conferenza Programmatica, svoltasi giovedì 28 marzo 2019, presso il Circolo PD Ladispoli, dedicata al tema “Bilancio Comunale e Società Partecipate”. L’atto si compone di una relazione sull’argomento e della relativa posizione politica del Partito Democratico di Ladispoli. Il Documento è prodotto anche grazie al fondamentale supporto tecnico offerto da Eugenio Trani Capogruppo consiliare del “Movimento Civico Ladispoli Città”.

Relazione

Nella giornata di lunedì 1 aprile 2019, alle ore 21.00, il Consiglio Comunale di Ladispoli ha discusso e votato il Bilancio annuale di previsione del Comune, attraverso due punti all’ordine del giorno: 1) Documento unico di programmazione (D.U.P.) – periodo 2019/2021 discussione e conseguente deliberazione (art. 170, comma 1, del d.lgs. N. 267/2000); 2) Approvazione del bilancio di previsione finanziaria 2019/2021 (articolo 151 del d. Lgs. 267/2000 e articolo 10 del d. Lgs. 118/2011). Il Bilancio annuale di previsione è un atto fondamentale, amministrativo, contabile e politico mediante il quale il Comune programma la propria attività finanziaria. Compreso nella più ampia disciplina del “Bilancio comunale”, esso costituisce norma e guida per l’azione amministrativa con l’autorizzazione e nei limiti fissati dal Consiglio Comunale, allo scopo di acquisire i mezzi finanziari occorrenti per l’esecuzione delle spese attraverso le quali si perseguono i fini propri dell’Ente. Il Bilancio comunale è disciplinato dal T.U.E.L. (Testo Unico degli Enti Locali), nella Parte II del testo di legge rubricato in “Ordinamento finanziario e contabile”.

Ladispoli, il PD boccia il bilancio di previsione: "Inefficiente''
Ladispoli, il PD boccia il bilancio di previsione: “Inefficiente”

Il bilancio annuale di previsione non deve considerarsi un documento astratto e quindi immodificabile nel tempo. Oltre alla previsione economica infatti, il Bilancio si compone di altre tre fasi di adozione: 2) “Variazione di assestamento generale”, secondo cui il Consiglio Comunale, entro il 30 novembre di ciascun anno, delibera la variazione di assestamento generale, previa la verifica di tutte le voci di entrata e di spesa, compreso il fondo di riserva, al fine di assicurare il mantenimento del pareggio del bilancio; 3) “Salvaguardia degli equilibri del bilancio”, secondo cui, con la periodicità stabilita nel regolamento di contabilità e comunque almeno una volta all’anno entro il 30 settembre, il Consiglio Comunale, con apposita delibera, verifica lo stato di attuazione dei programmi, dà atto del permanere degli equilibri del bilancio e, nel caso di accertamento negativo, adotta contestualmente i provvedimenti necessari per il ripiano degli eventuali debiti fuori bilancio e del disavanzo di amministrazione eventualmente risultante dal rendiconto approvato, e, qualora i dati della gestione facciano prevedere uno squilibrio nella gestione di competenza ovvero in quella dei residui (disavanzo di gestione o di amministrazione), adotta le misure necessarie per ristabilire il pareggio; 4) il conclusivo, e più importante delle tre fasi successive, “Bilancio annuale consuntivo” (o rendiconto di gestione), che ha una funzione rendicontativa e certifica, alla fine dell’anno, le entrate e le spese effettivamente sostenute dalla gestione comunale. Il Bilancio comunale presenta precise caratteristiche in quanto esso è: “finanziario”, nel senso che prende in considerazione esclusivamente entrate e spese che hanno una manifestazione monetaria; “di competenza”, perché riguarda le entrate che si prevede di accertare e le spese che si presume di dover impegnare durante l’anno finanziario di pertinenza; “autorizzativo”, in quanto il Consiglio autorizza l’acquisizione delle entrate in esso previste ed al tempo stesso fissa un limite invalicabile agli impegni di spesa, fatta eccezione per i servizi per conto di terzi per i quali le entrate e le spese devono essere equivalenti; “annuale”, in quanto l’unità temporale dell’esercizio finanziario è l’anno finanziario che coincide con l’anno solare: inizia cioè il 1° gennaio e termina il 31 dicembre; “unico”, poiché il totale complessivo delle entrate finanzia indistintamente il totale delle spese, salvo le eccezioni di legge; “universale” ed “integro”, in quanto tutte le entrate e tutte le spese devono essere iscritte in bilancio; “veritiero”, in quanto le previsioni di bilancio devono rispecchiare la vera situazione dell’Ente ed essere attendibili e cioè sostenute da analisi riferite ad un adeguato arco di tempo o, in mancanza, da altri idonei parametri di riferimento; “in pareggio”, in quanto il bilancio deve essere deliberato in pareggio, vale a dire che il totale delle entrare deve essere uguale a quello delle spese (pareggio finanziario); “pubblico”, in quanto gli Enti Locali assicurano ai cittadini ed agli organismi di partecipazione di cui all’art. 7 del Testo Unico, la conoscenza dei contenuti significativi e caratteristici del bilancio e dei suoi allegati, con le modalità previste dello statuto e dai regolamenti.

L’insieme dei bilanci comunali concorrono al bilancio dello Stato e dunque alla spesa pubblica. Le spese effettuate in violazione dell’obbligo che impone un preventivo impegno contabile costituiscono “debiti fuori bilancio”. Predisposto in via preliminare dalla Giunta, il Bilancio comunale è materia di deliberazione da parte del Consiglio Comunale, la sua mancata approvazione comporta il conseguente decadimento dell’Amministrazione Comunale in carica e l’instaurazione della gestione commissariale straordinaria, sancita dal Prefetto. I contenuti, la sua struttura e il processo di stesura del bilancio sono disciplinati legislativamente e sono di competenza del Ministero dell’Economia e delle Finanze (M.E.F.) che li regola attraverso il T.U.E.L.. Le amministrazioni di centrosinistra nel tempo hanno permesso alla Città di Ladispoli di poter raggiungere importanti traguardi di modernità anche attraverso il Bilancio Comunale e la sua politica economica. Le modalità di intervento da esse condotte sono state capaci di ottenere elevati livelli di virtuosismo, tra i migliori del Lazio, riconosciuti inoltre con importanti certificazioni, e di far fronte ad ogni situazione, anche la più critica derivante dalla generale difficoltà finanziaria degli ultimi periodi. Parlare di Bilancio infatti significa parlare del presente e del futuro, un destino incrociato con quello proprio di Ladispoli e del suo territorio. Parlare di Bilancio, per le amministrazioni di centrosinistra, significava infatti parlare di Ladispoli. Insediatasi nel giugno 2017, la nuova Amministrazione Comunale guidata Sindaco Alessandro Grando però, rappresentante la discontinuità con le pratiche politiche condotte sino a quel momento, nella sua dimostrazione di diversità rispetto al trascorso, nella politica di Bilancio oltre a non aver apportato alcun significativo miglioramento, anche innovativo, non ha neppure saputo dimostrare quelle normali capacità di conduzione, dimostrando solamente peggioramenti.Composto di diversi ma essenziali atti riconducibili a pareri e dati contabili, il bilancio di previsione 2019 che l’Amministrazione Grando ha presentato l’1 aprile ha portato con sé molte criticità, tra cui: significativo decremento del 25% delle entrate derivanti dalla lotta all’evasione; diminuzione del 4,5% della Tari, per mezzo però della contemporanea riduzione dei servizi di spazzamento a terra e raccolta dei rifiuti presso le case sparse di Monteroni, pur sempre maggiore dell’1,5% rispetto a quella definita dalla precedente amministrazione del Sindaco Paliotta, essendo lo scorso anno, sotto la gestione Grando aumentata del 6%; tranne quello per le Frecce Tricolori, tutti gli altri finanziamenti provenienti dalla Regione Lazio, importanti per entità e destinazione, sono dovuti per opere messe in cantiere dall’Amministrazione Paliotta come scogliere, “Smart City”, recupero di Torre Flavia e rifacimento stradale; fondi insufficienti destinati al settore delle manutenzioni, in particolare per strade ed illuminazione pubblica; fondi altrettanto insufficienti destinati per la cultura e le politiche sociali; fondi addirittura azzerati per il settore del diritto allo studio. A questo è necessario aggiungere il mancato ricorso concreto ad altri e nuovi finanziamenti regionali e al reperimento dei fondi dell’Unione Europea, pur essendo presente nel palazzetto comunale un “Ufficio Europa”, istituito dalla stessa Amministrazione Grando, con all’attivo 20 richieste protocollate dagli addetti del comparto ma mai rese esecutive dalla maggioranza. Un ufficio dunque reso incapace di operare, come del resto l’intera pianta organica del Comune, priva di una organizzazione efficiente e comprendente elementi dirigenziali e livellari veri. Per il futuro infine nessuna programmazione particolare risultante tutt’ora iniziata. Allegato al Bilancio di Previsione è presente il Bilancio di Flavia Servizi, società municipalizzata unica nata nel maggio 2017 dalla fusione di Flavia Acque e Ala Servizi, fermo però sempre al 2017, ai buoni risultati della gestione Paliotta, perché per l’anno 2018 è necessario attendere la scadenza normativa del 30 aprile 2019 per compiere le relative analisi e giudizi, di sicuro esito negativo e lontana da livelli efficienti che sarebbero necessari mantenere per la presenza di: molteplici ricorsi a consulenze esterne; molte spese superflue; non corretta gestione del Depuratore Comunale; farmacie in perdita economica per via del loro mancato adeguato rifornimento.

Oltre a risultati negativi, l’Amministrazione Grando sul tema Bilancio non ha dimostrato alcun riguardo per le regole necessarie ad un sano dibattito democratico, consacrato dal provvedimento preso di modificare il Regolamento di contabilità, riducendo da 20 a 5 giorni dal voto del Consiglio Comunale il termine utile per far esaminare attentamente il Bilancio di previsione ai Consiglieri e permettere loro di presentare gli emendamenti, ritenuti necessari e possibili, ad esso destinati, al fine di migliorarlo attraverso delle proposte contenenti modificazioni delle previsioni di spesa. Con la precedente regolamentazione era possibile operare un attento approfondimento, procedendo per tempo con l’esame in Commissione e la stesura di adeguati emendamenti da presentare poi in Consiglio Comunale, fondamentale in particolare per le forze politiche di opposizione, al quale spetta la funzione di controllo sull’operato dell’Amministrazione. Una impostazione ritenuta giusta, tanto che lo stesso gruppo Consiliare PD, per voce del suo Capogruppo Federico Ascani, attraverso un proprio intervento in un recente Consiglio Comunale aveva sostenuto la necessità di rivedere in senso espansivo anche altri Regolamenti ultimamente rivisti in senso restrittivo, come quello sull’utilizzo dell’Aula Consiliare. Con la nuova regolamentazione invece è quasi impossibile poter eseguire le giuste analisi, data l’importanza, l’articolazione e la complessità dello strumento economico.

Posizione politica del Partito Democratico di Ladispoli

Il Partito Democratico di Ladispoli esprime giudizio negativo e ribadisce anche in questo Documento politico il voto contrario espresso in Consiglio Comunale, dal Consigliere Marco Pierini, al Bilancio di previsione 2019 presentato dall’Amministrazione Grando l’1 aprile, perché ritenuto inefficiente ad affrontare le molteplici situazioni caratterizzanti il contesto del presente e del futuro della Città di Ladispoli, dove è necessario apportare ben altro e più consistente data l’entità della realtà locale. Ritiene inaccettabile, per le motivazioni esposte nella “Relazione”, e dunque passibile di ricorso al Prefetto la modifica apportata al Regolamento di contabilità con la riduzione da 20 a 5 giorni del termine utile per esaminare il Bilancio e presentare successivamente eventuali emendamenti. Ritiene inoltre possibile la sussistenza di una situazione di illegittimità del Bilancio stesso, meritevole di ricorso al Ministero dell’Economia e delle Finanze, per via della presenza al suo interno della Tariffa Tari, appena varata dal Consiglio Comunale, comprendente la modifica per talune categorie di utenti della quota fissa, stabilita e vincolata dallo Stato. Nella sua visione sempre propositiva e costruttiva, per il voto in Consiglio Comunale del 1 Aprile, insieme al “Movimento Civico Ladispoli Città” ha inteso presentare alcuni emendamenti, rigettati però dalla maggioranza senza alcuna degna valutazione, riguardanti lo spostamento di somme da destinare a: manutenzione dell’illuminazione pubblica; miglioramento delle recinzioni a protezione delle aree verdi; acquisto di 50 copie della Costituzione Italiana da destinare alle scuole; adeguamento e riapertura della “Sala Rossellini”.

Partito Democratico Ladispoli

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