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Ladispoli, i 5 Stelle: “Arrivano i solleciti di pagamento delle tasse pregresse”

I grillini puntano il dito sulle modalità di invio delle note. Si parla di circa 8mila solleciti/accertamenti della Tari

Ladispoli, i 5 Stelle: “Arrivano i solleciti di pagamento delle tasse pregresse” –

Ottomila solleciti/accertamenti della Tari 2017 in arrivo ai ladispolani. A puntare i riflettori sull’argomento ‘solleciti’, è il Movimento 5 Stelle di Ladispoli.

Tra gli altri solleciti ci sono anche quelli relativi all’Imposta comunale sulla pubblicità e quelli relativi alla Tosap (tassa di occupazione del suolo pubblico).

“Come forza politica – hanno detto i 5 Stelle – non abbiamo nulla da obiettare sul fatto che le tasse debbano essere pagate da tutti i contribuenti e regolarmente, ma nel caso specifico quest’amministrazione ha ancora una forte incapacità di gestione”.

E i grillini puntano i riflettori su alcuni aspetti della vicenda: il rapporto uscite/entrate, il contesto sanitario, il ricevimento del pubblico, e cosa accade se la tassa era stata già pagata.


Rapporto uscite/entrate

Secondo quanto risulta al Movimento 5 Stelle, “i costi di questa iniziativa ammonterebbero a circa 38mila euro di cui 3mila a favore della società terza alla quale l’amministrazione ha affidato l’elaborazione del flusso dei dati e l’imbustamento delle circa 8mila lettere e circa 35mila euro per le spese postali”.

“Se il dato fosse vero come pensiamo sia al momento abbiamo evidenza delle uscite, ma non delle entrate. La domanda che poniamo all’amministrazione è sia stata calcolata una stima di verosimile delle possibili entrate”.

“Quali sono quindi le aspettative che l’amministrazione si aspetta da questa iniziativa”.

“Vogliamo pensare che il valore stimata dell’entrata non sia stata insignificante perché il gioco non sarebbe valsa la candela”.

“Non rimane pensare che ci dovremmo trovare di fronte a stime significative tanto da giustificare l’intervento”.

“Allora se fosse vera questa seconda ipotesi si aprirebbero due casi possibili: i) un numero significativo di cittadini non ha fatto il proprio dovere e l’amministrazione sin ad ora ha mal vigilato; oppure le informazioni presenti nelle banche dati in vostro possesso soffrono di qualche grado di imprecisione”.

“Come forza politica chiediamo a voi di dirci quali dei due casi preferite”.

Contesto sanitario

Riflettori puntati sull’emergenza covid e sulla crisi economica che i lockdown hanno causato.

“Pensiamo a quelle famiglie che oramai non hanno più voce per parlare, alle persone anziane che già stentano a campare con la modica pensione che si vedono arrivare una mitragliata di tasse pregresse ‘non riscosse'”.

“Abbiamo volutamente riportato virgolettato il non riscosse in quanto ad oggi non sappiamo quale sarà l’esito della iniziativa. Come forza politica ci auguriamo che il ‘non riscosse’ diventi ‘già riscosse’ negli anni di competenza”.

Ricevimento al pubblico

“Abbiamo potuto leggere una di queste lettere di sollecito di pagamento”.

“Tra le varie informazioni viene riportato che il pagamento tramite F24 dovrà essere effettuato entro e non oltre 60 giorni dalla data della notifica”.

“Inoltre che è possibile ottenere informazioni complete in merito al sollecito rivolgendosi all’ufficio comunale di competenza, Ufficio Tributi del Comune, che riceve il pubblico secondo questo calendario: lunedì/mercoledì/venerdì dalle 09:00 – 11:30 e martedì/giovedì dalle 15:15 – 17:15”

“Considerato, come richiamato nella stessa lettera, che l’emergenza sanitaria ha imposto alcuni accorgimenti e restrizioni riguardo al ricevimento del pubblico, es. tramite appuntamento, saremmo curiosi di sapere se se l’ufficio tributi abbia azzardato una stima di quelli che potranno essere la quantità di prenotazioni da parte dei cittadini tenuto conto che ci sono solo sessanta giorni per regolarizzare e/o chiarire la posizione”.

“Dato l’alto numero delle lettere spedite, quanti utenti al giorno pensa l’ufficio preposto di poter ricevere se dovrà essere rispettata la scadenza?”

Quando la tassa era stata già pagata.

“Nella comunicazione si invitano gli utenti che nell’anno di competenza avessero già provveduto al pagamento di fornire copia della ricevuta ad un preciso indirizzo di posta certificata”.

“Pensiamo che questa modalità di attestazione discrimina quella fascia di popolazione, come ad esempio gli anziani, che non hanno dimestichezza con la posta elettronica, tantomeno con il concetto di posta certificata”.

“Per questa fascia sociale come forza politica avremmo suggerito di impegnare alcuni percettori di reddito di cittadinanza che posizionati in spazi opportuni, esempio desk dedicati, si occupassero della raccolta delle copie delle ricevute. Non dimentichiamo che si tratta di circa 8.000 solleciti”.

“Nessuno deve rimanere indietro”. 

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