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Ladispoli, Grando: “Se non fai parte del loro schieramento politico ti possono insultare liberamente”





Il primo cittadino replica alle accuse mosse dall’opposizione nei suoi confronti dopo la segnalazione di Agresti all’ufficio scolastico regionale

Ladispoli, Grando: “Se non fai parte del loro schieramento politico ti possono insultare liberamente” –

“Il sindaco non rispetta le leggi (reato), è un incompetente, è un ipocrita al potere, spreca soldi pubblici (reato), vuole privatizzare una struttura pubblica per affidarla ai suoi amici (reato), mette a rischio la salute dei bambini (reato), ce l’ha con me perché alla Melone si insegna il romeno, vuole farmi cacciare via, ha sbagliato a scegliere certi assessori. Queste sono solo alcune delle affermazioni deliranti che il dirigente scolastico Riccardo Agresti ha rivolto nei miei confronti e nei confronti di alcuni assessori negli ultimi tre anni. Tutto ciò è normale?”.

A parlare è il sindaco Alessandro Grando che replica alle accuse mosse dall’opposizione dopo la convocazione del dirigente scolastico della Corrado Melone, Riccardo Agresti, all’ufficio scolastico regionale. Incontro nato dalla segnalazione del primo cittadino all’ufficio preposto dopo le parole scritte sui social dal preside della Melone nei suoi confronti e nei confronti di alcuni esponenti della Giunta.

“Una volta esisteva il rispetto per le istituzioni e tra le Istituzioni, oggi invece il rispetto per le Istituzioni è dovuto solo a determinate condizioni”.

“Un preside può insultare un Sindaco e diffamarlo, tanto nessuno si scandalizza. Però poi ci meravigliamo se alcuni ragazzi si comportano nello stesso modo. Ma non finisce qui”.

“Se il comportamento del dirigente scolastico da diffamatore diventa vittima, mentre il Sindaco da parte offesa diventa il nazi-fascista che vuole spedirlo al confino”.

“L’attuale opposizione di Ladispoli nel corso del tempo ha dato prova di grandi capacità, non amministrative purtroppo”.

“Come manipolatori della realtà, invece, sono i numeri uno indiscussi”.

“Riescono perfino a leggere una lettera e ad affermare che c’è scritto un qualcosa che in realtà non c’è! Nel caso specifico mi accusano di aver chiesto il trasferimento del preside, anche se non è scritto da nessuna parte”.

“Immaginate cosa sarebbe successo se fosse avvenuto il contrario, ovvero se il sottoscritto, o un altro membro della maggioranza, avesse scritto offese simili a quelle sopra elencate nei confronti di un dirigente scolastico qualsiasi”.

“Come minimo sarebbero partiti cortei, fiaccolate, raccolte firme, scioperi della fame, flash mob e interrogazioni parlamentari”.

“Ma nel caso che mi riguarda è tutto regolare. Gli insulti sono legittimi e nessuno li stigmatizza”.

“Questo è il modo di fare politica della parte più becera della sinistra di Ladispoli: l’avversario politico è il nemico da abbattere con qualunque mezzo a disposizione”.

“Se non ci riescono alle urne provano con la magistratura, nel frattempo tentano di delegittimarlo in tutti i modi possibili, insulti e calunnie sono il pane quotidiano”.

“Io non mi rivedo in questo modo di fare politica, e come me tanti altri cittadini per bene che, fortunatamente, sono la maggioranza della nostra città”.

“Credo inoltre che la propaganda politica debba rimanere fuori dal mondo dalla scuola, così come avviene in tutti gli altri Istituti scolastici di Ladispoli”.