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“Sono Francesco”: dove una testimone della Shoah incontra il Papa, e ci insegna che anche nel male più assoluto possiamo incontrare il Bene

“Sono Francesco”: dove una testimone della Shoah incontra il Papa, e ci insegna che anche nel male più assoluto possiamo incontrare il Bene

di Giovanni Zucconi

Domenica 11 dicembre, in un affollato incontro organizzato dalla libreria “Scritti & Manoscritti” di Ladispoli, è stato presentato il libro “Sono Francesco” di Edith Bruck. L’autrice è una scrittrice, una poetessa e una regista. Ma soprattutto è una delle ultime testimoni viventi della Shoah. Nel libro racconta il suo emozionante incontro con Papa Francesco, che è venuto a trovarla nella sua casa al centro di Roma. Ma è solo lo spunto per raccontare la sua personale esperienza di giovanissima ebrea deportata ad Auschwitz/Birkenau.

Il suo non è il solito racconto di denuncia delle atrocità subite. Non vuole solo alimentare una memoria che deve essere sempre viva nelle future generazioni. È inaspettatamente un inno alla speranza. È la testimonianza di come possiamo trovare il bene anche dove ti sembra impossibile che ci sia. Anche in un terribile campo di concentramento dove sono morti nelle camere a gas, e bruciati nei forni crematori, tutti e due i suoi genitori. Dove, ancora una bambina, è rimasta in balia del Male Assoluto.

Ladispoli, grande folla per il libro “Sono Francesco”

Non confondete questo atteggiamento con un semplice perdono. Che non so se mai la Bruck ha mai concesso ai suoi aguzzini. È la dichiarazione, a beneficio di tutti, che il male non può mai essere assoluto. Che ci sarà sempre una “luce”, come le chiama lei, ad attenuare la sua forza. Uno sprazzo inaspettato di Bene a renderlo meno invincibile. Questo sia negli avvenimenti dolorosi legati alla malvagità degli uomini, sia in quelli provocati dalle devastazioni di una malattia.

Sono cinque le luci che lei ha raccontato a Papa Francesco. Quelle che hanno illuminato le tenebre di Auschwitz, infondendo in lei la speranza che le ha permesso di andare avanti e di sopravvivere a tanto dolore. Raccontiamo solo la prima. Quella più toccante. Le altre le potrete leggere nel libro.

Siamo a Birkenau, sulla famosa banchina del treno che trasportava i deportati ebrei, e non solo, fin dentro il campo di sterminio. Dove il famigerato dottor Mengele, o chi per lui, faceva la prima selezione di quei disgraziati. Se avesse indicato di andare a destra, il destino sarebbe stato una morte veloce nelle camere a gas. Se indicava di andare a sinistra, la morte poteva aspettare, ed eri destinato ai lavori forzati. Nel libro della Bruck, destra e sinistra appaiono invertite. Ma lì è Papa Francesco che parla, e che le chiede della “prima luce”. Riportiamo il brano del libro:

“Quel selezionatore che le ha sussurrato: ‘Vai a destra a destra’, strappandola alla povera mamma. Voleva salvarla? Vero?

“Allora non sapevo che la sinistra era il gas e la destra il lavoro forzato, la possibilità di sopravvivere. Per questo la chiamo luce”

Papa Francesco scuote la testa, con un senso di pietà, e in tono leggero, da indovinello, ricorda: “E la seconda luce?””

“Sono Francesco” è un piccolo libro da leggere e da tenere sempre a portata di mano. Perché contiene un prezioso messaggio e un augurio: che ognuno di noi, nei momenti dove tutto sembra perduto e senza speranza, possiamo sempre vedere, e soprattutto riconoscere, le luci che ci ricordano che il male, anche quello che ci schiaccia e che sembra invincibile, non può e non deve essere il padrone della nostra vita.

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