L’ex assessore interviene in merito alle dichiarazioni del Sindaco nel corso del consiglio comunale svoltosi ieri
Ladispoli, Francesco Prato: “Ecco cosa accadde nel 2018”
Dopo il consiglio comunale avvenuto ieri a Ladispoli e le dichiarazioni del Sindaco Alessandro Grando, l’ex assessore Francesco Prato, è intervenuto quest’oggi per far luce su cosa è accaduto nel marzo 2018.
“Era il 17 dicembre del 2016, giorno in cui, a seguito della mia separazione con la mia ex moglie e della denuncia da questa presentata, vengo raggiunto da un avviso di rinvio a giudizio.
Nonostante tutto ciò, sostengo in campagna elettorale il candidato a sindaco Grando e vengo eletto consigliere comunale in Fratelli d’Italia. Per fare crescere il partito e con le massime rassicurazioni ricevute dal sindaco e dal partito stesso, decido di dimettermi come consigliere comunale per entrare a fare parte della nuova giunta del sindaco Grando. Tutto andava per il verso giusto e soprattutto FdI accresceva la sua visibilità e otteneva riconoscenza da parte dei cittadini.
Andavo in udienza per le mie vicissitudini personali senza alcun problema. Arriviamo al 1 marzo del 2018. Era un giovedì mattina, giornata in cui si sarebbe dovuta celebrare un’altra mia udienza, ma causa neve è stata rimandata.
Domenica 4 Marzo si andava al voto per le regionali e sul Messaggero la Provincia compariva la mia foto con l’articolo che parlava del rinvio causa maltempo del mio processo, non dicendo nulla di nuovo di tutto ciò che tutti e sottolineo tutti gli addetti ai lavori sapevano, delle mie vicende personali, anche tutti i vertici del partito.
Ma quella ahimé fu la scintilla che innescò contro di me tutta la voglia di “scaricarmi” dall’amministrazione. Fui sollecitato da più parti a dimettermi per non screditare il lavoro dell’amministrazione e del partito e, da uomo di fede politica, mi dimettei.
Oggi mi vedo purtroppo a dovermi difendere dalle menzogne raccontate nei miei confronti soprattutto dopo un intervento in cui si dice che ero poco sereno, cosa assolutamente non vera perché ho sempre affrontato a testa alta questa situazione, che mi vede coinvolto e fiducioso nella giustizia italiana seppur lenta.
Le mie dimissioni sono state il frutto di una riunione organizzata in via Roma il giorno 11 marzo 2018, alle 11 circa, in cui erano presenti Alessandro Grando, Giuseppe Grando, Patrizio Falasca, Renzo Marchetti, Antonio Agrestini e Ardita Giovanni. Tutti pronti ad eccezione di Ardita a chiedere per ragioni di integrità e serenità, le mie dimissioni.
Non capivo allora e non capisco ancora oggi cosa sia successo, torno a ribadire che non era assolutamente cambiato nulla dal giorno della mia nomina ad assessore, un semplice articolo di giornale che parlava del mio caso e del rinvio dell’udienza.
Sono sempre stato attivo politicamente, la mia vita privata va a gonfie vele e mi sono anche laureato, mai stato più sereno di così! Quindi preoccupatevi della vostra serenità, la mia non è mai stata un problema.
Il Sindaco usi lo stesso metro; i principi sono al di sopra delle persone e l’equità è una garanzia per la correttezza nei rapporti in senso universale, per quello che lui stesso ha detto essere un valore fondamentale il rispetto delle persone”.









