Ladispoli

Ladispoli, Fargnoli: “La solitudine non può essere una politica sociale”





Dopo la tragedia di Pietralata, l’Assessore alle Politiche sociali chiede un sostegno più stabile e accessibile per chi assiste un familiare fragile. L’appello all’assessore regionale Maselli

Ladispoli, Fargnoli: “La solitudine non può essere una politica sociale”

l’Assessore alle Politiche sociali chiede un sostegno più stabile

Chi assiste ogni giorno un familiare fragile non può essere lasciato solo. È questo il punto centrale dell’intervento di Gabriele Fargnoli, Assessore alle Politiche sociali del Comune di Ladispoli nell’amministrazione del sindaco Alessandro Grando.

Una riflessione che parte dalla tragedia di Pietralata, dove sono stati trovati senza vita due genitori e la loro figlia di cinque anni con disabilità. E che richiama le istituzioni alla necessità di sostenere anche chi, ogni giorno, si prende cura degli altri.

L’Assessore Fargnoli ha per questo dichiarato che “Dietro queste famiglie ci sono anni di fatica e isolamento. Il caregiver garantisce ogni giorno assistenza e dignità, ma troppo spesso resta solo.

L’Assessore si rivolge al responsabile regionale dell’Inclusione sociale, Massimiliano Maselli, con un appello che parte dal riconoscimento del lavoro svolto: “In tre anni ha compiuto passi concreti e importanti”. Fargnoli richiama la legge regionale n. 5/2024, per il riconoscimento e il sostegno dei caregiver familiari, e lo sblocco dei fondi per il “Dopo di Noi” e le case-famiglia. Ricorda inoltre il potenziamento dei buoni servizio per la non autosufficienza, fino a 700 euro al mese per assistenza domiciliare, centri diurni e badanti, e l’introduzione della Card Giver.

Interventi con i quali, sottolinea Fargnoli, Maselli “ha messo al centro chi si prende cura, aprendo una strada che era ferma da tempo”. Da questo riconoscimento nasce la richiesta di un ulteriore impegno. Perché il sostegno raggiunga le famiglie con maggiore continuità e con le stesse possibilità di accesso nei diversi territori.

Prosegue quindi Fargnoli: “Ora è possibile e giusto fare ancora di più. Rendere questi interventi più stabili, accessibili e omogenei su tutto il Lazio, perché nessuna famiglia si senta abbandonata mentre assiste una persona fragile.”. Che ha concluso dicendo che “…un caregiver non chiede privilegi: chiede di non essere lasciato solo. Nel Lazio, la cura non può lasciare indietro chi cura.”