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Ladispoli e Cerveteri verso le elezioni. Elettori avvolti nella nebbia





di Riccardo Dionisi

Per Cerveteri e Ladispoli si avvicina sempre più il momento del rinnovo di sindaco e parlamentino locale, ma all’orizzonte gli oltre 80000 residenti vedono poche certezze e si ritrovano all’interno di una nebulosa.

Partiamo da Cerveteri

Nella città etrusca l’unica vera certezza è collegata all’impossibilità per Alessio Pascucci di candidarsi a Sindaco per un terzo mandato. E non è una certezza di poco conto.

Nello schieramento di centrosinistra, ora rafforzato dalla presenza pesante del Partito Democratico, non traspare ancora nulla (perchè non si è deciso nulla) circa il candidato che avrà l’arduo compito, di rimpiazzare Pascucci. Da mesi fanno eco, a pizza Risorgimento, i nomi di Elena Gubetti e Federica Battafarano già assessori dell’attuale governo locale, ma non è da escludere un colpo di scena rappresentato da un terzo nome già gravitante nell’orbita dell’attuale maggioranza oppure un nome esterno.

Se il centrosinistra cerca un candidato, il centrodestra cerca di non fare a cazzotti e di ritrovare (difficile) quella unità che insegue da decenni. Non serve un indovino per capire che la situazine a destra è complessa. Da una parte Lega e Fdi che fanno quadrato intorno al nome di Anna Lisa Belardinelli, dall’altra Forza Italia che ha idee diverse e non intende andare in quella direzione.

Ladispoli e Cerveteri verso le elezioni. Elettori avvolti nella nebbia
Ladispoli e Cerveteri verso le elezioni. Elettori avvolti nella nebbia

Anzi, il partito di Berlusconi, come spoilerato da qualche quotidiano (ma era già di dominio popolare) sarebbe orientato verso un nome ‘portuale’, esterno alla città. Il nome di Massimiliano Grasso, proposto da Forza Italia, non ha fatto altro che rendere ancora più ruvida la partita con le segreterie regionali tempestate di richieste, di chiarimenti, dai rappresentanti locali.

Difficilmente la parte legata alla Belardinelli farà marcia indietro, ma è probabile che anche i suoi detrattori rimangano nella posizione attuale. Questo porterebbe, ma non sarebbe una novità, il centrodestra etrusco a correre separato rischiando l’ennesimo harakiri. Si tratterebbe di una nuova debacle (ci sono abituati?) per chi ritiene di essere maggioranza tra la gente, ma che per i più disparati problemi riesce difficilmente ad esprimere una linea unitaria.

Situazione, questa, che al netto della scelta del candidato, rende più agevole e meno accidentato il percorso della sinistra.

Tolti questi due blocchi resta da vedere la posizione del Movimento 5 Stelle, ad oggi non rappresentato nel parlamentito locale e quanti saranno i movimenti civici che si presenteranno alla città.

A Ladispoli la situazione non è più nitida.

Alessandro Grando si presenterà per avere un secondo mandato sostenuto dal centrodestra. Anche qui c’è qualche mal di pancia interno: le varie anime di Fratelli d’Italia, infatti, sono ancora in baruffa. In più l’attuale sindaco deve fare i conti anche con la candidatura a primo cittadino di Amelia Mollica Graziano, ex assessore della sua Giunta defenestrata nel 2020. La Graziano, presentatasi alla stampa pochi giorni fa, scende in campo con due liste civiche, a suo dire, “moderate”.

Nello schieramento di sinistra, invece, si balla la samba.

Da un lato Silvia Marongiu sostenuta da PD insieme al Movimento 5 Stelle, Loddo, Ladispoli nel cuore ed Europa Verde. Dall’altra l’uscente sindaco di Cerveteri, Pascucci, appoggiato da Italia in Comune, Italia Viva, Psi, Ladispoli Città, Ladispoli Attiva, Italia Viva, Uniti possiamo Ladispoli, Ladispoli dei valori.

In questi mesi, come più volte raccontato, si sono susseguiti gli incontri e i tentativi di mediazione, ma ad oggi rimangono le distanze.

Si sta facendo strada, però, una terza via ovvero quella di utilizzare, per la scelta del candidato unitario, lo strumento delle primarie.

Si tratta, pare, di una ipotesi fortemente caldeggiata dal sindaco uscente di Cerveteri: gli permetterebbe di mettere in scena un atto di forza e di dimostrare il suo peso.

Al tempo stesso, chiunque fosse il vincitore, le primarie sancirebbero un percorso univoco di verso la tornata elettorale. Il PD resta alla finestra e si è preso dei giorni per decidere se accettare la proposta del sindaco etrusco.

Insomma, tirando le somme, appare piuttosto evidente che, a pochi mesi dal voto, restano non pochi nodi da sciogliere.

In questo marasma chi ci va di mezzo è sempre l’elettore che attende proposte ed è poco interessato a queste dinamiche di partito.