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Ladispoli, la Melone dà il via libera al pasto da casa

la Melone dà il via libera al pasto da casa – Pasto da casa consumato insieme agli altri bambini nei locali della mensa scolastica. Ad annunciare la novità che prenderà piede al rientro dalle vacanze natalizie è stato proprio il dirigente scolastico della Corrado Melone Riccardo Agresti.

Già dall’inizio dell’anno, dopo il caos nato attorno alla realizzazione dei nuovi locali mensa all’interno della Fumaroli alcuni genitori avevano chiesto la possibilità di portare il pasto direttamente da casa. Una richiesta già all’epoca accordata dalla dirigenza scolastica.

E così ad oggi, all’interno dell’istituto sono già circa una decina i bambini che pranzano con quanto preparato dai loro genitori. Ma se fino ad oggi la consumazione del pasto è avvenuta in locali diversi rispetto alla mensa scolastica, dalla ripresa delle lezioni non sarà più così. «Il momento del pasto – ha spiegato il dirigente scolastico Agresti – rientra tra le attività educative della scuola.

E’ dunque discriminante confinare i bambini in un’altra aula. Del resto – ha sottolineato – anche io ho letto la normativa e non ci sono divieti a quanto ho autorizzato».

I bambini, che potrebbero diventare più di una decina a questo punto, potranno accedere liberamente ai locali della refezione scolastica, insieme ai compagni di scuola, ma consumeranno il pasto in banchi diversi, separati cioè da chi usufruisce invece del servizio mensa scolastica predisposto dall’amministrazione comunale. «Ovviamente starà ai genitori – ha proseguito Agresti – fornire ai propri figli un pasto che non necessiti né di essere riscaldato né di essere riposto in locali refrigerati».

Questo perché la scuola non è fornita di locali preposti a riscaldare cibi o di frighi in cui conservarli.

E se da un lato la notizia che arriva dalla Melone potrebbe essere accolta piacevolmente da tutti quei genitori che da anni si battono per il pasto da casa, lo stesso potrebbe non essere per l’amministrazione comunale. Diverse volte infatti l’assessore alla Pubblica istruzione Lucia Cordeschi aveva sottolineato come non sia consentito portare pasti da casa a causa dell’assenza all’interno degli istituti scolastici del territorio di luoghi adatti alla loro conservazione e somministrazione.

Non solo. L’Assessore aveva anche specificato che senza l’iscrizione al servizio mensa, o in vista del mancato pagamento del servizio, i bambini sarebbero stati automaticamente obbligati a frequentare il tempo ridotto.

Ma a confutare questa tesi è proprio il dirigente scolastico:

«Non ha alcun fondamento normativo l’immaginifico ”obbligo” di far frequentare il tempo ridotto a chi non voglia usufruire del pasto fornito dalla ditta appaltatrice (cos’ì come ipotizzato da qualcuno male informato, nonostante il ruolo che ricopre).

In realtà i genitori hanno il diritto e l’assoluta libertà, prevista e garantita da tutte le varie riforme della Scuola succedutesi dal 1999, di potere iscrivere i propri figli presso gli Istituti che presentino l’offerta formativa più vicina ai propri ideali di istruzione, ivi compresi i tempi Scuola settimanali, i quali sono assolutamente svincolati dalla necessità di usufruire del pasto fornito a pagamento dalla ditta appaltatrice.

Nella “Corrado Melone” il tempo prolungato non è un “parcheggio”, come avviene in altre Scuole, ma offre una didattica specificatamente di eccellenza grazie anche al corso aggiuntivo gratuito di quarta lingua comunitaria a scelta (oltre ad italiano, inglese e francese) di spagnolo o tedesco per la secondaria di primo grado. Poiché la conoscenza rende più liberi ed indipendenti, occorre ammettere che chi sceglie il tempo prolungato della “Melone” sceglie di volere studiare per essere più libero degli altri».

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