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Il Dr. Zaccagnino, a Trento per il Covid: “La vostra stima mi incoraggia”

Il radiologo assieme alla Protezione Civile nel gruppo di volontari partiti per combattere il Coronavirus

Il Dr. Zaccagnino, a Trento per il Covid: “La vostra stima mi incoraggia”

Ne abbiamo parlato qualche giorno fa: il dottor Pietro Zaccagnino ha scelto di andare ad Arco di Trento ad aiutare la Protezione Civile nella lotta al Covid-19.

Una decisione coraggiosa e di grande responsabilità, che oggi lui stesso ci racconta:

“La mia scelta non è stata dettata dalla voglia di apparire. Io sono un medico e ogni giorno lavoro in ospedale tra Civitavecchia e Ladispoli.

Ho sentito l’annuncio in tv, mi ricordo bene, ero a pranzo e mi stavo preparando per andare a lavorare: la protezione civile stava cercando medici perché al nord il personale era in forte difficoltà. La prima cosa che ho fatto istintivamente è stata accendere il computer e inviare la mail di candidatura.

Ogni giorno cercavo di tenermi informato sulla crescita dei contagi, seguendo i bollettini della Protezione Civile, che parlavano anche di medici e infermieri che morivano a causa di questo virus.

Il Dr.Zaccagnino, a Trento per il Covid:
Il Dr.Zaccagnino, a Trento per il Covid: “la vostra stima mi incoraggi

Quando ho ricevuto la chiamata non me lo aspettavo e l’ho accolta non con paura, ma con gioia. In quel momento mi sono sentito un medico fortunato. Il giorno della partenza fai un’analisi di ciò che lasci, degli affetti, della tua vita, ma poi, chiusa la valigia, non ho avuto nessun ripensamento.

Mi sento orgoglioso di poter aiutare i colleghi che si sono trovati in grave difficoltà. Il pensiero di aiutare le persone con cui lavoro mi ha reso felice e orgoglioso, per questo sono partito con il sorriso sulle labbra.

Questa situazione – prosegue Zaccagnino – genera paura: ci sono medici che si sono messi a lavorare, ma anche persone che sono state travolte dalla paura, ma è un sentimento comprensibile. Al mio arrivo ho conosciuto una cinquantina di medici e siamo diventati subiti amici: abbiamo creato dei gruppi con cui rimanere in contatto, perché stavamo condividendo questa esperienza.

Non c’è stato un solo collega che ha avuto un ripensamento, neanche quando una collega, prima di partire, è dovuta tornare a casa in biocontenimento poiché positiva. Io ora mi trovo ad Arco di Trento, dove la situazione è sotto controllo, ma che fino a giorni fa era molto molto complessa: il gruppo di medici è stato distribuito fra Trentino, Friuli, Emilia Romagna, Lombardia e Valle D’Aosta. Sono felice, dopo il primo giorno di lavoro, di aver aiutato i miei colleghi in difficoltà.

Noi non lavoriamo per un “grazie”, ma la stima che ho letto sui social mi dà la carica nel portare l’aiuto in queste zone. Tornerò a lavorare nel mio territorio, più ricco grazie a questa esperienza”.

Di Alessandro Ferri

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