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Il Direttore Vincenzo Bellelli ci racconta come sarà il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia

“Tutte le aree esterne di Cerveteri che passeranno al Parco diventeranno fruibili”

Il Direttore Vincenzo Bellelli ci racconta come sarà il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia

di Giovanni Zucconi

Per dare vita a un parco archeologico ci vuole un progetto di grande respiro. Per dargli un’anima e una personalità che lo rendano unico e riconoscibile. Per farlo diventare il luogo della Meraviglia e non delle cose meravigliose. Il luogo della Conoscenza e non delle cose da conoscere. Tutto questo, e molto di più, il primo Direttore del Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia, Vincenzo Bellelli, lo sa benissimo. E un progetto, degno delle aree archeologiche e dei musei che gli hanno affidato, lo ha bene in mente. Ce lo ha raccontato nella lunga intervista che segue. E che gentilmente ci ha concesso tra uno e l’altro dei suoi numerosi impegni.

L’immagine che ho adesso del Parco è quella di un bambino nella culla. Non sappiamo ancora chi diventerà da grande, e in questo momento deve essere tutelato e difeso per farlo crescere sano e vigoroso

“L’immagine di un bambino è abbastanza appropriata, se pensiamo che siamo all’inizio di un percorso. Siamo in una fase di costruzione del parco dove stiamo gettando le fondamenta. È una fase delicata perché dalle nostre scelte di oggi dipenderanno i risultati di domani.”

Quale è la sua visione per il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia?

Il Direttore Vincenzo Bellelli ci racconta come sarà il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia
Il Direttore Vincenzo Bellelli

“Quella di un luogo dove si viene a conoscere la realtà degli Etruschi. Per conoscerla qui più che altrove. Perché qui, come reciterà il nostro slogan, siamo nel cuore dell’Etruria. Ma questa conoscenza dovrà essere accompagnata da un’esperienza di benessere in senso lato. Il Parco dovrà offrire un’esperienza culturale, ma anche di fruizione dei luoghi.”

Sarà un parco chiuso o un parco aperto? Almeno a Cerveteri l’area archeologica è una specie di parco cittadino. Dove fare poter fare delle passeggiate durante tutto l’anno

“Il parco ha una struttura che prevede che sia a Cerveteri che a Tarquinia ci sia un’area recintata, e un’area esterna che di fatto rappresenta una transizione morbida con il territorio. Tutte queste aree esterne saranno rese fruibili, credo, dai primi mesi del prossimo anno. Siamo a un buon punto con il passaggio di consegne. Di fatto saranno più aperte delle aree recintate.”

A Cerveteri ci sono molti monumenti importanti, al di fuori del recinto, che meriterebbero di essere aperti al pubblico. E che invece sono sempre chiusi

“Confermo che tutte le aree esterne che passeranno al parco, saranno rese fruibili. Mi riferisco in particolare alle Tombe del Comune e ai grandi tumuli orientalizzanti.”

Ci può dare qualche anticipazione sulle sue prime decisioni o iniziative

“Stiamo investendo moltissimo nella manutenzione e nella cura del verde, soprattutto a Cerveteri, e sull’aspetto conservativo delle tombe dipinte a Tarquinia. Sono già partite le gare. Abbiamo investito molto denaro pubblico per migliorare il livello di manutenzione del verde della Banditaccia. E per rendere più accessibili alcune zone più lontane del recinto. Sono previsti interventi anche sulla vegetazione di alto fusto. Questo per quanto riguarda il tema della conservazione e della tutela. Che per noi, naturalmente, è sempre l’obbligo più importante.”

E per la valorizzazione?

“Abbiamo previsto un bel programma per tutto l’anno. Ci sarà una concentrazione di eventi, nel periodo che va dalla primavera all’autunno, che puntano a evidenziare le specificità di questi territori che sono da un lato l’enogastronomia, e dall’altro lato la cultura.”

Il Direttore Vincenzo Bellelli ci racconta come sarà il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia

Ci può fare degli esempi?

“Stiamo organizzando delle manifestazioni, sia di tipo musicale che teatrale, per ospitarle sia nei musei che nelle aree archeologiche del parco. In maniera più organizzata e proattiva rispetto all’anno in corso. Il connubio tra la musica e i luoghi archeologici funziona molto bene, sia a Cerveteri che a Tarquinia. E poi ci sono le mostre. Abbiamo un programma di piccole e grandi mostre. Punteremo anche su quelle che sono le nostre bellezze “invisibili”. Cioè su tutti i numerosi reperti che sono nei nostri depositi. Poi ci saranno i grandi eventi che organizzeremo per il 2024. Anno in cui ricade il ventennale del sito UNESCO e il centenario dell’inaugurazione del Museo di Tarquinia. Sarà per noi l’occasione per fare un primo bilancio. Stiamo organizzando una grande mostra nel museo di Tarquinia, che avrà una sua costola anche a Cerveteri.”

Coinvolgerete anche le Università?

Il Direttore Vincenzo Bellelli ci racconta come sarà il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia
Il Direttore Vincenzo Bellelli ci racconta come sarà il Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia

“Un’altra anticipazione che posso dare è che abbiamo avuto molti contatti con gli enti pubblici di ricerca. E con le università abbiamo già stipulato una mezza dozzina di convenzioni. Ci aiuteranno nelle attività di conservazione, di manutenzione e di restauro. Ma naturalmente anche nella ricerca. Noi abbiamo intenzione di promuovere, in proprio o con dei partner d’élite, delle attività archeologiche all’interno del parco. Contiamo di iniziare già nella prossima primavera.”

È esagerato dire che il Parco diventerà anche un polo di ricerca?

“Voglio assolutamente che sia così. La mia idea è proprio quella che il parco diventi un polo di attrazione per tutte quelle attività di ricerca che fino a questo momento sono un po’ polverizzate ed episodiche. Questo diventerà un nostro punto di forza. Perché si canalizzeranno tutte le energie e le risorse su progetti concreti. In particolare su quelli che interesseranno di più il parco in termini di conservazione e di recupero dei monumenti più delicati o più a rischio. Le università hanno laboratori e risorse che ci possono mettere a disposizione.”

Non sente la responsabilità del fatto che Cerveteri e Tarquinia si aspettano che il parco diventi anche un importante polo turistico?

“Ne sono consapevole. Abbiamo cominciato a guardare e a preoccuparci anche dei numeri. C’è un punto di partenza molto chiaro. Esiste una forbice molto vistosa tra i visitatori di Cerveteri e di Tarquinia, nonostante la prima abbia tutte le carte in regola per eliminare questo gap. Noi faremo la nostra parte, fornendo lo spunto iniziale per portare Cerveteri almeno al livello di Tarquinia. Spingeremo moltissimo sulla comunicazione istituzionale, e potenzieremo tutti i servizi. Ma poi c’è una parte che devono fare anche le comunità locali.”

Come possono contribuire a questo processo il sistema Cerveteri e il sistema Tarquinia?

“Innanzitutto deve essere superata la rivalità di campanile tra le due città. I due Comuni devono capire che adesso giocano nella stessa parte del campo. Noi introdurremo delle forme di fidelizzazione rivolte ai residenti, in modo che non vengano solo la prima domenica del mese, ma che vengano tutto l’anno. Vogliamo che si sentano a casa. Introdurremo per questo degli abbonamenti a costo simbolico. Noi faremo la nostra parte, ma anche le comunità devono crederci e contribuire fattivamente. Sul tema dei servizi c’è molto da lavorare. Per esempio, adesso c’è un’ospitalità diffusa, ma mancano gli alberghi. E su questo non può intervenire il parco. Noi faremo arrivare più persone. Ma poi questo flusso aumentato di visitatori va gestito meglio.”

Come sono i rapporti con le due Amministrazioni comunali?

“Noi abbiamo un eccellete rapporto con le due amministrazioni. Questo è un punto di forza del Parco. Tutte le iniziative sono concertate e concordate con loro. Le nostre attività sono complementari e devono essere sinergiche. Se noi agiamo sui servizi interni, poi loro ci devono supportare, per esempio, favorendo la mobilità. Quello della mobilità è uno dei punti critici che dobbiamo affrontare. Rispetto ad altri parchi, dove magari ci arriva dentro la ferrovia, noi siamo svantaggiati. Da noi ci sono le navette. Ma questo servizio va potenziato. Ci manca di potenziare l’ultimo miglio a partire dalle stazioni ferroviarie.”

Terminiamo parlando del museo di Cerveteri. Che sicuramente tra le quattro strutture del parco è il punto più debole. Non commisurato all’importanza della sua area archeologica. Si potrà fare qualcosa per riequilibrare la situazione con il non paragonabile museo di Tarquinia?

“Esiste un problema di acquisizione di nuovi spazi. Fino a quando non li troveremo, l’unica cosa che possiamo fare è quella di rendere il museo ancora più bello e di fare nuovi allestimenti. Prima di aspettare la sede che verrà, e non verrà sicuramente a breve, ammesso che venga, dobbiamo valorizzare quello che abbiamo.”

Quindi adesso è inutile che le chieda se possiamo portare a Cerveteri qualche reperto esposto a Villa Giulia

“Come ho detto, dobbiamo valorizzare quello che già abbiamo. Solo con quello che abbiamo nei depositi, ci riempiamo tre musei. I depositi saranno un asset importante per il rilancio del museo di Cerveteri.”

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