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CittàCronaca

Il coordinamento No Jova Beach Party: “Ci sono problemi per la sicurezza?”

“L’ evento che si terrà il 23-24 luglio prossimo a marina di Cerveteri, vedrà la partecipazione di decine di migliaia di persone nella zona antistante il Lungomare dei Navigatori Etruschi. La nostra attenzione e perplessità, che vogliamo condividere, non conoscendo con esattezza i piani di sicurezza messi in campo e la considerazione dei fattori relativi alle due date, differentemente dal 2019, è sulle evidenti ed incombenti criticità”.

Così il coordinamento Ladispoli – Cerveteri No Jova Beach Party in una nota. “Unica via di accesso a Marina di Cerveteri – si legge nella nota – è una via larga 8 metri, che si restringe ulteriormente al cavalcavia della ferrovia Roma-Pisa. La distanza dall’Aurelia al sito dell’evento supera i due chilometri; forse pochi per le vicine abitazioni in decibel, ma forse tanti in caso di evacuazione di emergenza. Al traffico veicolare si aggiunge quello pedonale, per chi arriva dalla stazione ferroviaria. Poche le alternative per un percorso diverso. Se si considera il 2019, ci sta un altro cavalcavia praticabile su via di Fontana Morella, che arriva fino alla Palude area protetta di Torre Flavia, ai confini col comune di Ladispoli. Unica traversa praticabile in direzione evento o fuoriuscita è via del Bagolaro, larga 3 metri, col fondo pessimo ed attraversante zone con consistente vegetazione ormai talmente secca, visto il periodo di siccità che potrebbe essere facilmente infiammabile”.

“Lungo il mare non ci sono altre strade praticabili, se non la spiaggia erosa e in alcuni tratti non percorribile, tra l’altro compresa nell’oasi della Palude protetta. I parcheggi approntati per l’evento, sono sufficienti e facilmente evacuabili? Tali criticità sono state “pienamente valutate” nella gestione del rischio di una massa così imponente e questo anno  per due giorni? Perché ci si ostina a non utilizzare degli spazi idonei al divertimento come gli stadi o perlomeno aree attrezzate? E’ forse una mera questione di costo?Perchè si deve “fare casino” a 250 mt da una zona protetta con specie in pericolo estinzione e non parliamo delle dune, spianate nel 2019 e di nuovo ora? La natura il conto lo presenta, poi, in erosioni costiere, alluvioni ed altri fenomeni estremi sempre più puntuali.

Ma sia chiaro che quello che succede da Noi, accade anche Altrove e fa parte di un “disprezzo sciovinista-liberista-consumista assai “ideologico”. Perchè l’amministrazione comunale concede una area come quella descritta? Perché in un periodo non per ultimo, di alta attenzione meteorologica, per caldo estremo e siccità, capaci di fare da fattore vettore pericoloso per gli incendi? Esprimiamo solidarietà ai residenti, agli esercenti, ai pendolari a cui questo evento porterà o nulla o inconvenienti di varia natura. Dal 2023 – chiosa la nota – se volete vedere il “Jova”, lo farete lontano dalle spiagge ed in zone attrezzate”.

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