Nel giorno in cui Cerveteri celebra il suo patrono, San Michele, arriva anche l’omaggio in versi di Giacomo Salvati. Un giovane autore cerveterano che già in passato si è fatto conoscere per le sue poesie. Alcune anche premiate.

Salvati aveva già letto un suo componimento dedicato alla Sagra dell’Uva durante la conferenza stampa di presentazione della manifestazione. Questa volta ha scelto di raccontare la memoria del Patrono e il legame della città con San Michele, attraverso una poesia che unisce devozione popolare, Storia e linguaggio del territorio.
Di seguito il testo integrale della poesia
8 MAGGIO
È l’otto maggio Cerveteri incanta
tra le campane che sonano e la piazza che canta
tanto tempo fa, dar mare piano piano
arrivarono li saraceni co’ la voja de conquista in mano
la gente correva, le campane sonavano pareva quasi
che tutto dovesse fini là
poi scese ‘na nebbia fitta de paura e chi voleva
invade se perse pe’ la pianura
“È stato San Michele!”, urlò forte la città, e da quer
giorno santo nostro sei diventato
tra le pietre e li vicoli, resti ancora a vigilà co’ la spada
che non ferisce, se non pe difendece
l’otto de maggio, quando sona la campana in piazza,
Cerveteri se ferma e ricorda chi la protegge e chi
l’abbraccia
Giacomo Salvati









