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Francesca Badini: “Entro l’anno sarà disponibile a Cerveteri un servizio diurno per i disabili gravissimi”

Intervista all’assessore alle politiche sociali del comune etrusco

di Giovanni Zucconi

Per tanti motivi era un’intervista che avevo desiderio di fare da molto tempo. E l’assessora Francesca Badini è stata gentile a concedermela. I temi da trattare erano tanti e, purtroppo, per motivi di spazio qualcosa è rimasta fuori. Quindi lasciamo subito la parola all’Assessora alle Politiche Sociali del Comune di Cerveteri.

Vorrei iniziare con una domanda un po’ più personale. Credo che il suo assessorato sia il più difficile di tutti. Non si ha a che fare con i problemi dei cittadini, ma con quelli delle persone. Delle singole persone. Deve affrontare quotidianamente situazioni personali drammatiche che, per chi le vive, sono montagne da scalare ogni giorno. E ogni suo “no”, è per loro un’altra pugnalata al cuore che la vita gli sta infliggendo. Lei era consapevole di tutto questo quando ha accettato il suo incarico?

“Lo so. Non riuscirò mai ad accontentare tutti. Dico sempre che nel mio assessorato non ho a che fare con le scartoffie, ma con i problemi reali delle singole persone. Non di gruppi di persone. Delle singole persone. E purtroppo mi ritrovo spesso con la coperta troppo corta, e a dover adottare delle scelte che se dovessi seguire solo il sentimento non vorrei mai adottare. Ci sono stati casi dove anche legalmente non potevo fare nulla e, a malincuore, ho dovuto dare una risposta negativa. Il mio è un assessorato molto ampio. Ho a che fare con la terza età, con il disagio socioeconomico, con la disabilità… Le persone che si rivolgono a me non vengono per una licenza o per un condono, ma per avere un aiuto su problematiche personali serie, spesso drammatiche. Persone che affrontano battaglie quotidiane. Magari riesco a fare per loro cose che a me sembrano piccole, ma che invece gli cambiano la giornata.

Tornando alla sua domanda, sapevo che sarebbe stato complicato affrontare questo assessorato, ma non immaginavo così tanto. Quindi ho sentito da subito questo carico di responsabilità. E ti confesso che la mattina dopo la nomina, mi sono svegliata un po’ spaventata. A volte affronto delle scelte difficili, anche su questioni più grandi di me. Ma quando poi vedi le persone contente per quello che hai fatto, sono veramente grandi soddisfazioni. Che ti ripagano di tutto.”

Come affronta le persone scontente del suo lavoro? Si è creata una corazza?

Francesca Badini: "Entro l’anno sarà disponibile a Cerveteri un servizio diurno per i disabili gravissimi"
Francesca Badini: “Entro l’anno sarà disponibile a Cerveteri un servizio diurno per i disabili gravissimi”

“Con un bagno di umiltà. Non puoi fare finta di niente. Non ci puoi riuscire davanti a certe situazioni. Quindi mi studio a fondo le carte, faccio accesso gli atti, mi studio la situazione per riuscire a trovare a tutti i costi una soluzione. Ma quando ti trovi un muro davanti, a quel punto, con una mano sul cuore, devi dirgli che non si può fare. Ma fino a quando c’è una possibilità, io cerco di dare una risposta a tutti.”

Immagino che stia conoscendo personalmente tutte queste famiglie e queste persone

“Diciamo che ho avuto un dialogo con tutti. Ho conosciuto la maggior parte delle associazioni sul territorio per rendermi conto delle reali situazioni.”

Con loro c’è collaborazione?

“Le devo dire che onestamente non mi sento sola. Perché ho trovato una grande rete di aiuti sia tra le associazioni, che tra le mamme e i genitori. Hanno creato una grande rete di aiuti tra di loro, e si sono mostrati molto disponibili con me. E devo dire che, nonostante io spesso debba dare delle risposte anche negative, incontro anche la comprensione di alcuni genitori.”

La mia impressione è che il suo assessorato, a prescindere dall’assessore in carica, si occupi più di ordinaria amministrazione che di progettualità. Che invece potrebbe portare benefici più consistenti e duraturi

“Ma noi abbiamo dei progetti che stiamo seguendo. Per qualcuno le posso anche fare qualche anticipazione. Lei sa che noi siamo un distretto ASL 4.2 con il Comune di Ladispoli. Per quanto riguarda la disabilità cosiddetta media, con loro gestiamo già un centro diurno che ha sede a Ladispoli. Per questo servizio, con il prossimo bando, stiamo cercando di risolvere il problema del trasporto. Quest’anno c’è stato un po’ di disappunto perché le mamme avrebbero preferito il trasporto a domicilio, anziché in punti di raccolta.”

Ma sempre di ordinaria amministrazione si tratta

“Ma abbiamo anche ottenuto un finanziamento per aprire un nuovo centro diurno. Stavolta per la disabilità gravissima. Di cui si sentiva veramente il bisogno. Per questo servizio abbiamo già emesso un avviso pubblico, per fare presentare le domande di ammissione. Queste possono essere presentate fino al 26 gennaio, alle ore 12:00. Anche in questo caso stiamo mettendo a punto anche il servizio di trasporto, visto che la struttura si trova in campagna.”

Sempre a Ladispoli?

“No. Abbiamo concordato con il Comune di Ladispoli che questo servizio avesse dimora sul territorio del Comune di Cerveteri. Ci tenevamo ad offrire un servizio anche sul territorio del Comune di Cerveteri. Abbiamo quindi scelto di utilizzare la scuola del Quartaccio. È una scuola ristrutturata da poco tempo. Ha parecchie aule, e si trova in campagna, in una zona molto tranquilla. C’è stato l’abbattimento di ogni barriera architettonica, c’è un piazzale e un bel giardino. Dovrebbe essere l’ideale per accogliere i disabili gravissimi.”

Mi sembra una buonissima notizia. Quanti ne potrete ospitare?

“Saranno quattro dal Comune di Cerveteri, e quattro dal Comune di Ladispoli.”

Noi ce ne avremmo più di quattro nel nostro Comune, vero?

“Si, purtroppo ce ne avremmo più di quattro. È necessario presentare le domande entro i termini. Il servizio partirà entro quest’anno.”

Altri progetti in cantiere?

“Uno a cui tengo tantissimo è il nuovo Centro Antiviolenza. Abbiamo già completato le procedure di affidamento, e individuato dei locali nel centro di Cerveteri. A brevissimo sarà operativo.”

Potrà fungere anche da casa rifugio?

“Purtroppo no, perché non abbiamo dei locali idonei. Mi piacerebbe un giorno poter anche offrire una casa rifugio. Ma offrirà sicuramente più servizi dello sportello antiviolenza già attivo. Il nostro Centro Antiviolenza, garantendo la privacy e la sicurezza, metterà a rete tutti i servizi già esistenti in giro. Comprese le case rifugio.”

Che fine hanno fatto il Garante delle disabilità e la Consulta delle disabilità?

“Il Garante non è mai partito perché nel bando si richiedevano dei requisiti e delle competenze che si sono dimostrate incompatibili con la ricerca di una figura disponibile. Infatti non si presentò nessuno. Io mi aspetto che un garante possa essere una persona che viva personalmente il dramma di una famiglia con delle disabilità, o che abbia una particolare vocazione. E che lo possa fare con l’impegno e la passione che derivano dalla sua esperienza personale. È un servizio a titolo gratuito. Non possiamo richiedere titoli accademici importanti o esperienze di un certo tipo. Io credo però che questa figura diventerà inutile con l’istituzione della Consulta delle disabilità”

Va bene. Ma non è partita neanche la Consulta

È vero. Ma stiamo mettendo a punto gli ultimi particolari sul suo regolamento. Mi faccia dire che devo stare molto attenta nella stesura di questo regolamento. È un tema molto delicato, e non voglio fare errori che possano compromettere l’efficacia del suo ruolo. Ma credo che entro febbraio sarà approvato dall’apposita commissione. Ed entro la primavera conto che la Consulta inizi le sue attività.”

Una domanda è d’obbligo. Mi può giustificare lo spostamento di bilancio dei 60.000 euro destinati ai servizi sociali e invece utilizzati per le feste natalizie?

“Purtroppo ci sono state delle incomprensioni, o non siamo riusciti a spiegarlo bene. Non abbiamo tolto nessun fondo alla disabilità. Da quando mi sono insediata, ho utilizzato tutti i soldi che avevo a disposizione per venire incontro a tutte le richieste. Per esempio, ho aumentato, dove possibile, le ore di assistenza domiciliare a tutti quelli che me le hanno chieste. Prendendo i soldi dagli appositi capitoli. Voi sapete che i soldi non spesi nell’anno in un determinato capitolo, non vengono riportati nello stesso capitolo nell’anno successivo. Ma rientrano nel calderone delle casse comunali. In questo caso, i 60.000 euro facevano parte di stanziamenti previsti per fare fronte ad ipotetici sfratti di nuclei familiari con presenza di minori, dovuti alle conseguenze economiche del Covid19. Erano quindi destinati per eventuali accessi a case-famiglia. Stanziamento che fortunatamente non è stato necessario spendere tutto. Stavamo agli inizi di dicembre, ed era evidente che, a meno di un cataclisma, quei fondi non si sarebbero mai potuti spendere. E che quindi, per evitare che finissero inutilizzati nelle casse comunali, li abbiamo stanziati per finanziare gli eventi di fine anno. Ci siamo solo lasciati un margine per le eventuali emergenze. Quindi non sono stati tolti ai disabili come hanno scritto”

Quindi questo scostamento di bilancio non ha tolto nulla alla gestione ordinaria, o a eventuali necessità sopravvenute per i disabili o per l’indigenza? In altre parole, non sarebbe stato possibile accontentare qualcun altro con quei soldi?

“Lo scostamento non ha creato nessun disagio nell’ambito dei servizi sociali, anche se sono stati tolti dei soldi alle assistenze. Come già le ho detto, appena arrivata, ho cercato di dare più ore possibili a tutti, tanto che le cooperative quasi non ce la facevano. Inoltre, per evitare che ci fossero avanzi nei finanziamenti distrettuali, abbiamo naturalmente usato prima quelli. In modo che gli eventuali avanzi tornassero nelle casse comunali e non in quelle regionali. Per quanto riguarda l’accontentare qualcun altro, su cose particolari, non è così semplice. Perché poi devi sempre giustificare come spendi questi soldi. Ci devono sempre essere le condizioni di legge per farlo. Io devo sempre rendicontare e giustificare tutto.”

Immagino che lei avrà presente la mappa dei “disagi” a Cerveteri. Qual è il fronte più problematico?

“Sicuramente il disagio socioeconomico.”

Più della disabilità?

“Anche la disabilità. Ma con i fondi che abbiamo a disposizione cerchiamo di dare risposte sufficienti. Non sarà mai abbastanza, naturalmente, ma proviamo a fare del nostro meglio. Mentre sul disagio socioeconomico ho riscontato in questi mesi un notevole fenomeno, che conoscevo poco, di barbonismo domestico. Ci sono molti anziani, o anche persone non anziane, che sono abbandonate a sé stesse dentro le loro case. Spesso non ci stanno con la testa, e fanno proprio i “barboni” dentro casa. E lì ti trovi a dover affrontare queste situazioni con i servizi sociali, con il tribunale o con il tutore legale. E hai spesso le mani legate. Anche in questo caso i fondi che abbiamo non sono mai sufficienti.”

Organizzate spesso raccolte alimentari

“Si. E su questo devo fare un plauso alla Protezione civile, e in particolare a Renato Bisegni, perché mi fornisce sempre un report di tutte le famiglie che segue. E le assicuro che sono tantissime. Tantissime purtroppo, e sono in continuo aumento.”

Se avesse a disposizione tutte risorse sufficienti, quale sarebbe il progetto che vorrebbe venisse realizzato prima di ogni altro?

“Il dopo di noi. Cedo che sia il problema più importante per ogni genitore di persone con disabilità. Che cosa gli succederà quando noi non ci saremo più? Vivono sempre con la preoccupazione del dopo…”

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