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Fase 2, addio all’ora di punta: ingressi scaglionati e orari estesi per negozi e uffici pubblici

La nuova immagine delle città nella ‘fase 2’ dell’emergenza Covid-19

Fase 2, addio all’ora di punta: ingressi scaglionati e orari estesi per negozi e uffici pubblici – La nuova immagine delle città nella ‘fase 2’ dell’emergenza Covid-19 prevista a maggio, azzera gli orari di punta e cambia ritmi e volto delle città. A tracciarne un primo ritratto sono gli annunci di sindaci ed esperti, alle prese con piani di mobilità sostenibile nella graduale riapertura delle attività. Sulle scrivanie delle amministrazioni locali di tutta Italia ci sono già varie proposte: cittadini in mascherina che si spostano in bici o salgono sui bus occupando solo gli spazi consentiti, per andare al lavoro in qualsiasi ora della giornata o fare la spesa anche di notte.

Per evitare che la fine del lockdown si traduca in un ‘tutti fuori’, la nuova tabella di marcia per lavoro, scuole e shopping sarà scaglionata nell’arco della giornata. Un’idea condivisa da governo e Comuni per evitare traffico e assembramenti nei mezzi pubblici. «Bisogna ragionare su diversi orari – spiega il sindaco di Milano Beppe Sala – i negozi devono aprire in modo alternato, probabilmente alcuni dovranno tenere aperto di sera». Per una ripartenza ‘in sicurezza’ delle attività produttive il presidente della Lombardia Attilio Fontana ha parlato dell’ipotesi di «scaglionare il lavoro magari su 7 giorni anziché su 5, con orari di inizio diversi per l’evitare l’utilizzo eccessivo dei mezzi pubblici in determinate fasce». E anche il governo ragiona su aperture sette giorni su sette

Sul tavolo della task force guidata da Vittorio Colao, che mercoledì dovrebbe stilare la relazione da presentare al governo, c’è la relazione tecnica predisposta dall’Inail con una serie di indicazioni per la fase 2. Si parla tra l’altro di «rimodulazione degli orari di lavoro», con «articolazioni in turni» e «orari scaglionati nell’entrata e uscita dei lavoratori», riducendo il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro».

Posto che, a scuole chiuse, la domanda di mobilità pubblica potrebbe subire una riduzione secca, emerge chiara la difficoltà di mantenere e controllare le regole di distanziamento sui mezzi pubblici. Asstra, l’associazione nazionale maggiormente rappresentativa delle imprese di trasporto pubblico locale in Italia, propone a istituzioni (governo ed enti locali) e imprese alcune soluzioni operative: sono richieste forme di collaborazione con le forze dell’ordine per gestire i flussi ma anche misure, che possono attuare le imprese di trasporto, separando flussi di salita/discesa o entrata/uscita da bus e metro.

Per alleggerire la presenza di passeggeri sui mezzi pubblici, in molti Comuni – primi fra tutti Roma e Milano – sarà incentivato l’uso di bici elettriche o mezzi come i monopattini. Oltre all’individuazione di nuove piste ciclabili da rendere disponibili in tempi brevi. Milano proverà a ridisegnare il servizio di trasporto pubblico ai tempi del coronavirus attraverso l’accesso controllato e limitato alle stazioni della metropolitana, cerchi sui pavimenti di tram e bus per mantenere le distanze di sicurezza tra i passeggeri, sedili alternati sui treni regionali.

I pendolari che arriveranno a Milano per lavoro viaggeranno invece con mascherina e su sedili occupati in modo alternato. Quella dei sedili alternati, con delle etichette che indicheranno i posti che non sarà possibile utilizzare, è una delle ipotesi allo studio di Trenord (l’azienda che gestisce il trasporto ferroviario in Lombardia) per mantenere il distanziamento sociale. Il comitato dei pendolari che riunisce i viaggiatori delle principali direttrici della Lombardia chiede non solo che sui treni venga garantito il distanziamento, ma ritiene “imprescindibile” la garanzia del «100% delle corse sull’intero arco del servizio giornaliero e
settimanale».

«Bisogna scoraggiare il traffico privato perché, pur rimettendo a regime il trasporto pubblico, rischiamo di essere invasi dalle auto», spiega la sindaca della Capitale Virginia Raggi, che annuncia la programmazione di
conta-passeggeri: «Stiamo lavorando con alcuni operatori telefonici per avere, in maniera anonima, dati del traffico e aumentare le corse sulle linee più frequentate».

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