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Emanuela Orlandi, “dietro il sequestro la fondazione Nova e denaro sporco diretto in Polonia”





A dichiaralo ieri a Cerveteri è Fabrizio Peronacci in occasione della presentazione del suo ultimo libro “Il crimine del secolo”

Emanuela Orlandi, “dietro il sequestro la fondazione Nova e denaro sporco diretto in Polonia” –

Emanuela Orlandi

“Il richiamo alla ditta di cosmetici Avon era in realtà un messaggio in codice per richiamare la fondazione pontificia Nova (stesse lettere, lette al contrario) e i passaggi di denaro sporco diretti verso la Polonia e destinati al sostegno di Solidarność, il sindacato diretto da Lech Wałęsa impegnato nella lotta contro il comunismo in Patria.”

Ad affermarlo è il giornalista del Corriere della Sera Fabrizio Peronacci, durante la presentazione del suo libro “Il crimine del secolo” avvenuta ieri nella sala consiliare del Comune di Cerveteri, condotta dalla criminologa Linda Consaletti.

Il libro di Peronaci nella prima parte racconta il ferimento di Karol Wojtyla da parte del turco Alì Agca, avvenuto nel 1981, evento tuttora avvolto nel mistero in quanto non sono stati mai scoperti i mandanti, e poi analizza le numerose connessioni tra l’attentato al Papa e i gialli seguenti, dai casi famosi di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori, scomparse nel 1983, a quelli di altri giovanissimi uccisi o morti in circostanze mai chiarite, come Paola Diener, Josè Garramon, Kathy Skerl, Alessia Rosati.

Emanuela Orlandi, dietro il sequestro la fondazione Nova e denaro sporco diretto in Polonia

Per il giornalista infatti esiste una linea di continuità tra l’elezione di Papa Giovanni Paolo II, l’attentato da lui subito e il sequestro delle due ragazze, avvenuto ad un mese di distanza l’uno dall’altro.

“Secondo alcune ricostruzioni, per opera di un ricatto la Orlandi doveva rimanere fuori casa soltanto per qualche giorno – afferma Peronacci –, ma l’intervento pubblico effettuato dal pontefice in Piazza San Pietro nell’Angelus della domenica successiva rese la cosa di dominio mondiale tanto da indurre l’attenzione dei media e creare quell’intoppo clamoroso tale da rendere impossibile il ritorno a casa dell’ostaggio.”

“Avon e tutto ciò annesso – sottolinea il giornalista – , come il compenso di 375mila Lire promesso alla ragazza per il lavoro proposto il giorno della sua scomparsa, sono dunque parole in codice a testimonianza di quanto stava avvenendo in quel preciso momento”.

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https://www.facebook.com/fabrizio.peronaci/videos/617959472576760