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Contro i pregiudizi scende in campo Minisini

Parla a Repubblica il giovane campione di nuoto sincronizzato di Ladispoli. “Deve esistere un solo pensiero, quello di essere felici il più possibile”

Giorgio Minisini

Contro i pregiudizi scende in campo Minisini – Giorgio Minisini, di Ladispoli, ha 23 anni ed è salito alla ribalta per aver riscritto la storia del nuoto sincronizzato. Primo maschio ad entrare in un mondo totalmente femminile, figlio dell’ex sincronetta Susanna De Angelis e di Roberto, giudice internazionale. Ha trionfato prima sui pregiudizi, e poi sugli avversari. Oro mondiale nel 2017, cui vanno aggiunti un argento e due bronzi. Una star dello sport che rappresenta, ma un ragazzo di grande sensibilità. Per queste ragioni ha voluto partecipare all’esibizione paralimpica di Kyoto del 2018, quando ha accompagnato Arianna Sacripanti e Selene Mirra, le due atlete di punta del movimento.

Queste le sue parole riportate in un’intervista rilasciata ai colleghi di Repubblica.it

Giorgio, come è nato il suo coinvolgimento?
“Beh, io devo tantissimo al progetto Filippide, è grazie a loro che è nato tutto. Il presidente, Nicola Pintus, e l’allenatrice Sabrina Bernabei, si sono organizzati per andare oltre. L’associazione ha una squadra di sincronette, con la sindrome di down, e si è posta la domanda chiave: ‘perché tenerle in un mondo isolato?'”.

Hanno puntato sull’integrazione.
“Esatto, ci hanno pensato e sono arrivati alla conclusione di voler tentare l’interazione con il mondo di alto livello, e nello specifico hanno pensato a me e ne sono onorato”.

È contento dell’esperienza?
“Accidenti: posso dire di essere stato io quello fortunato, perché le ragazze mi hanno dato una grande esperienza, non solo emotiva”.

Ci racconti qualcosa di più.
“L’anno scorso abbiamo partecipato a questo festival di nuoto paralimpico: l’obiettivo era fare pubblicità, per aiutarne l’inserimento alle paralimpiadi del 2020”.

E com’è andata?
“Sono stati giorni intensissimi. Le disabilità erano di tutti i tipi, fisiche e mentali, c’era perfino qualche amputato. Ricordo come fosse ieri un ragazzo giapponese che muoveva una sola mano, e lui si sforzava di muoverla seguendo il ritmo della musica. Veniva tenuto a galla dalla persona a lui cara, non so se fosse una parente. Lo so, mi rendo conto che dirlo a parole, così, viene sminuito, ma vi giuro che dal vivo l’impatto era devastante. L’impegno di quella persona, l’impegno per quel ragazzo. Ho immaginato tutto il lavoro dietro. È qualcosa che ti ispira, un colpo al cuore”.

In Giappone ha ricevuto un messaggio forte.
“Non potevi non esserne preso. Ho trascorso tre giorni intensi, con tanti pianti e commozione. Aver avuto questa fortuna di partecipazione, aver visto le ragazze prima emozionate e poi felici. Ecco, queste sono le cose che ti restano dentro”.

Cosa, in particolare?
“Vedere tanta gioia, questa voglia di fare qualcosa anche se sei limitato nelle tua possibilità. È indescrivibile. Ripeto, è dura dirlo a parole, va vissuto. È un insegnamento per tutti”.

Cioè?
“Semplice, quei ricordi mi hanno sempre accompagnato dopo, ogni giorno. Soprattutto nei giorni più duri. Ti fanno capire il senso delle proporzioni, il senso assoluto delle cose. Poi capisci che non è sufficiente un evento, un solo ricordo”.

Si spieghi meglio.
“Arianna sta svolgendo ora nuovi esercizi con me. Il riallenarsi insieme riporta tutto a galla, l’impatto di una seconda volta ti fa tornare tutto un fuoco dentro. Ripeto, ti dà forza nei momenti difficili. Altro che aspettative e paura di fallire. Grazie ad Arianna e Selene ho capito che deve esistere un solo pensiero, quello di essere felici il più possibile facendo qualcosa che ti va di fare. Me lo hanno insegnato loro. Quest’esperienza mi ha dato tanto, mi ha cambiato tanto”.

Quanto tempo riesce a dedicare loro?
“Anche tre volte a settimane, in tempi tranquilli. Altrimenti si cerca di fare i salti mortali per trovare gli incastri”.

Vedremo le ragazze alle Paralimpiadi?
“Ho paura di no, per motivi tecnici. Forse è ancora presto, ma cerchiamo di fare più promozione possibile, per convincere le nazioni a investire sui propri atleti”.

Quando ci sarà la prossima esibizione?
“A Ostia, per il Memorial Noemi Carrozza, l’8-9 giugno al Polo natatorio di via Quinqueremi. Ci esibiremo lì, e sono certo che non resterete delusi”.

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