CittàCronaca

Con il viale alberato che porta alla Necropoli della Banditaccia il Mengarelli ha voluto creare un paesaggio e non solo una strada





di Giovanni Zucconi

Oggi continueremo, come promesso, a raccontare la storia delle aree archeologiche di Cerveteri, attraverso le vicende del Ing. Raniero Mengarelli che, come sapete, ha guidato, nei primi decenni del ‘900, tutti i più importanti scavi archeologici a Cerveteri.

L’argomento di oggi è abbastanza circoscritto ma, credo, ugualmente interessante. Parleremo della strada alberata che porta alla Necropoli della Banditaccia.Conosciuta dai Cerveteranistorici con il nome di “Autostrada”. Era evidente a tutti, agli inizi degli anni Trenta del ‘900, che per valorizzare e promuovere dal punto di vista turistico la Necropoli della Banditaccia che il Mengarelli stava riportando alla luce, era necessario costruire una strada che unisse la città di Cerveteri all’area archeologica. I lavori iniziarono proprio nel 1930. In una nota del Mengarelli del 21 agosto 1931, leggiamo:

Il Capo del Governo e Duce del fascismo ha voluto che si esegue rapidamente la strada fra Cerveteri e la necropoli cerite: ma ha ordinato che il lavoro sia spinto innanzi con 50 operai terrazzieri mantovani, in aggiunta ad una ventina locali; e del progresso dei lavori egli s’informa continuamente. Jeri e tornato sul posto, ed ha visitato tanto i lavori stradali, quanto quelli di esplorazione archeologica che io vengo sollecitamente eseguendo lungo la strada medesima”.

Con il viale alberato che porta alla Necropoli della Banditaccia il Mengarelli ha voluto creare un paesaggio e non solo una strada
Con il viale alberato che porta alla Necropoli della Banditaccia il Mengarelli ha voluto creare un paesaggio e non solo una strada

Da questo importante documento scopriamo un significativo interesse di Mussolini per quest’opera, e del suo continuo, personale, monitoraggio sull’andamento dei lavori. Lavori che, da quanto risulta, furono in gran parte eseguiti non utilizzando manodopera locale.

I costi dei lavori furono orientativamente stimati in 300.000 lire. Ma anche in questo caso, tanto per non smentire l’italica tirchieria per quanto riguarda gli investimenti archeologici, non vennero dati dal Ministero i soldi sufficienti per i necessari scavi archeologici preventivi, per i lavori topografici e per le indennità di missione. Delle 32.000 lire necessarie, furono concesse dal Ministero solo 20.000 lire. Non sappiamo come risolse il problema il Mengarelli, che però era molto bravo in queste cose.

Raniero Mengarelli credeva molto in questa strada, e alla possibilità che l’”Autostrada” “…verrà certamente a moltiplicare il numero già notevole dei visitatori italiani e stranieri…”. Per questo pretese “un importante accessorio decorativo a rendere più bella tale strada di accesso agli scavi”. Si immaginò quindi di farla diventare una maestosa strada alberata, così come la vediamo ancora oggi. Per questo chiese, al Ministero dell’Agricoltura e delle Foreste, 250 piante di Cipresso e 250 piante di Pino. Ma non si accontentò di piante qualsiasi. In una nota pretese “…che siano della maggiore altezza possibile fra quelle che sono nei vivai delle Foreste Nazionali”.

Quando ricordiamo ogni volta che Raniero Mengarelli a Cerveteri non ha solo portato alla luce una vasta e meravigliosa area archeologica etrusca, ma che ha anche creato un paesaggio unico al mondo, ci riferiamo anche a questo suggestivo viale alberato. Viale che, per incuria o per errata manutenzione, ha perso parte della maestosità voluta dal Mengarelli. Più di qualche lacuna emerge lungo il percorso, senza che purtroppo nessuno si preoccupi di sanarla.

Chiudiamo ricordando all’assessore competente, che stiamo ancora aspettando che finalmente venga dedicato proprio a Raniero Mengarelli il “suo” viale alberato, che porta alla “sua” Necropoli della Banditaccia.