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Cassa integrazione in calo: a marzo richieste giù del 17%





Segnale positivo dal mercato del lavoro: meno ore autorizzate, forte riduzione anche nel primo trimestre

Cassa integrazione in calo: a marzo richieste giù del 17% –

Cala il ricorso alla cassa integrazione in Italia. A marzo 2026 le aziende hanno richiesto all’INPS 46,76 milioni di ore di cassa integrazione e solidarietà, in diminuzione dell’1,1% rispetto a febbraio e soprattutto del 17% su base annua. È quanto emerge dall’Osservatorio dell’Istituto nazionale di previdenza sociale.

Il dato rappresenta un segnale incoraggiante per il mercato del lavoro, indicando una minore necessità da parte delle imprese di ricorrere agli ammortizzatori sociali. Il calo su base annua è particolarmente significativo e riflette un miglioramento rispetto alla situazione registrata nel marzo 2025.

Ancora più evidente la tendenza nel confronto trimestrale: nei primi tre mesi del 2026 le ore complessive richieste sono state circa 131,5 milioni, con una riduzione del 22,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Entrando nel dettaglio delle diverse tipologie, la diminuzione più marcata riguarda la cassa integrazione ordinaria, che scende a poco più di 22 milioni di ore (-28,1%). Più contenuta invece la flessione della cassa straordinaria, che registra un calo del 6,1%, attestandosi intorno ai 23,1 milioni di ore.

La cassa integrazione, strumento che consente alle imprese in difficoltà temporanea di ridurre o sospendere l’attività lavorativa mantenendo un sostegno al reddito per i dipendenti, resta un indicatore chiave dello stato di salute dell’economia. La riduzione delle richieste può quindi essere letta come un segnale di maggiore stabilità occupazionale, anche se resta necessario monitorare l’andamento nei prossimi mesi per confermare la tendenza.