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Civitavecchia, “Grazie a tutti i sanitari del reparto Covid del San Paolo”

La lettera di un lettore ricoverato per 24 giorni nel reparto dedicato alla cura del Coronavirus

Civitavecchia, “Grazie a tutti i sanitari del reparto Covid del San Paolo” – riceviamo e pubblichiamo:

Civitavecchia, "Grazie a tutti i sanitari del reparto Covid del San Paolo"
Civitavecchia, “Grazie a tutti i sanitari del reparto Covid del San Paolo”

“Non bastano queste poche righe per poter descrivere la professionalità, l’amore, la cura e l’attenzione dimostrati nei riguardi del mio stato di salute e della mia persona da parte di tutto il personale medico, dalle infermiere, dagli infermieri e dagli operatori sanitari che lavorano presso il reparto medicina COVID dell’ospedale San Paolo di Civitavecchia durante i miei 24 giorni di degenza, ma è l’unico modo che ho di far sapere che in quel reparto, ogni giorno, lavorano instancabilmente dottori, dottoresse, infermiere e infermieri capaci non solo di salvare vite contro il demone del covid ma anche di sostenere stati psicologici assolutamente fragili, sfiancati dalla prova fisica e, come nel mio caso, da un dramma familiare che si è consumato contestualmente ai primi giorni del mio ricovero.

Sono stato curato dalla professionalità e dall’umanità dell’intero personale di questo reparto. Ringrazio tutti, uno per uno, perché quei giorni infiniti, atroci, fatti di angoscia e buio, di malattia, di notti insonni e di lamenti sono stati consolati, supportati, aiutati in ogni istante proprio da tutti voi. Sono dovuto entrarci in questo reparto per capire in quali condizioni lavorate, con quali difficoltà, legate anche alle numerosissime protezioni che dovete adottare per poter operare tra noi pazienti.

Eppure con me (e con gli altri degenti) ogni vostra azione è stata sempre
accompagnata da tenerezza, umanità, attenzione, come fossi stato un vostro figlio, un fratello, vostro padre. Grazie di cuore a tutti. Casa mia è sempre aperta per tutti voi. Mi avete salvato nel momento più vulnerabile e delicato della mia vita.

Il lavoro negli ospedali spesso non si conosce se la vita non ci porta purtroppo a varcarne i confini. Ne ho fatto esperienza entrando in un reparto particolarmente duro, alienante. Eppure… al suo interno ho trovato persone come voi che non potevano starmi più vicine, amarmi di più, mentre mi curavano. Grazie, grazie di cuore. Da parte mia e della mia famiglia, senza di voi non avrei avuto scampo, da nessun punto di vista”.

PaoloAntonio Cerrone (per tutti Tonino)

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