Le telecamere di videosorveglianza delle attività commerciali continuano a riprendere giovani allo sbando che si ‘divertono’ a danneggiare le strutture
Cerveteri, negozi ancora nel mirino dei vandali –
Gli atti vandalici ai danni dei beni pubblici e delle attività commerciali a Marina di Cerveteri sembrano non avere mai fine.
Nemmeno le telecamere di videosorveglianza e le denunce sui social sono riusciti, almeno fino ad oggi, a fermare i vandali che nelle ore notturne si ‘divertono’ a distruggere.
Ancora una volta ‘vittima’ di giovani annoiati, sbandati, di incivili, le attività commerciali del territorio. A riprenderli, ancora una volta le telecamere di videosorveglianza.
Nelle immagini pubblicate sui social come monito e per dare la possibilità ai genitori di verificare che tra quei vandali non ci siano i loro figli, si vede chiaramente un giovane intento a forzare la porta di una delle attività della frazione etrusca e a iniziare una ‘passeggiata’ al suo interno.
“Un’altra notte passata in bianco dopo una giornata di lavoro”, scrive sui social il titolare dell’attività a corredo delle immagini pubblicate. “Grazie di cuore ai carabinieri che sono arrivati in pochissimo tempo evitando così ulteriori danni”.
Sempre lo stesso titolare nei giorni scorsi aveva postato altri video di giovani intenti a vandalizzare le strutture. Nel primo caso un giovane che prima con calci e pugni e successivamente con un sasso aveva distrutto il distributore di merendine posizionato davanti al bar della stazione ferroviaria.
Successivamente, invece, in un altro video, ci sono dei ragazzi intenti a prendere a calci la porta di un’attività commerciale sempre a Cerenova di proprietà dello stesso titolare.
“Non una scusa per i recenti danni”, ha commentato il titolare.
A quanto pare nessun genitore si sarebbe fatto avanti per chiedere scusa o per informare di aver prontamente parlato col figlio affinché episodi del genere non si verificassero più.
“Tutti sanno nessuno parla. Tutti sussurrano ma non dicono. E loro continuano indisturbati. Questa è mafia”.









